| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Messico |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Mayra Hermosillo |
| Attori | Natalia Plasencia, Daniela Porras, María Castellá, Paloma Petra . |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 5 settembre 2025
Alla fine degli anni '80, una bambina intraprende un viaggio alla scoperta di sé che influenza anche il resto della famiglia. In Italia al Box Office Vainilla ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 1,6 mila euro e 152 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Messico, fine anni Ottanta. La piccola Roberta vive in una famiglia composta da sette donne (figlie, madri, sorelle, zie) appartenenti a generazioni diverse. Vivono tutte nella stessa casa ma, quando ricevono l'avviso di sfratto a causa dei debiti, devono trovare un modo per salvare la dimora. La bambina le osserva e vorrebbe dare una mano, tra timori, desideri e prime scoperte, mentre cambia il modo in cui in cui vede sé stessa e le persone che la circondano.
Nella complicità femminile e nel profumo dolce e rassicurante della vaniglia, la bambina protagonista trova un rifugio contro l'irruzione amara della realtà.
Per il suo debutto alla regia, presentato alle Giornate degli Autori dell'edizione 2025 della Mostra del Cinema di Venezia, l'attrice messicana Mayra Hermosillo (classe 1989) sceglie una storia dall'impronta fortemente autobiografica, essendo cresciuta anche lei in una famiglia "non tradizionale" tutta al femminile.
La protagonista del film Roberta ha otto anni, ama mangiare il gelato alla vaniglia soprattutto in occasione di momenti speciali, e il ricordo più bello che ha del padre è quando lo ha visto per caso al supermercato, felice assieme alla sua nuova famiglia.
L'assenza di una figura paterna è dolorosa, e i momenti di crisi non mancano, specialmente quando la minaccia di perdere un tetto sopra la testa si fa concreta. Eppure, Roberta trova in quella solidarietà e complicità tra donne un appiglio a cui aggrapparsi nel mare burrascoso della sua infanzia. Osserva il mondo dall'interno di quella dimensione domestica, raccogliendo frammenti di vita, tante piccole istantanee catturate dalla macchina di presa che assume il punto di vista della bambina. Allo stesso tempo, Roberta compone nella sua immaginazione un mondo dove la femminilità diventa gioco, trucco, danza improvvisata davanti a uno specchio.
Lo spazio domestico, fatto di panni stesi, stoviglie accatastate, letti disfatti, musica proveniente dalla radio, luci brillanti e zone d'ombra, diventa così una sorta di palcoscenico del possibile. Anche se la realtà, col suo sapore amaro, tornerà comunque presto a bussare alla porta.
La regia di Hermosillo privilegia i silenzi, i gesti piccoli, un approccio composto e discreto, si prende i suoi tempi e talvolta il ritmo ne risente. Ma il film possiede anche una sincerità chiara, un calore autentico, e la dolcezza del racconto familiare, lasciando una traccia senza alzare la voce e grazie alla semplicità dello sguardo.
Come si può immaginare un cinema tiktokkiano? Radu Jude ha recentemente tentato di dargli una forma con il suo caotico scrolling infinito di eterogenei materiali culturali. Distante da simili velleità artistiche, questo piccolo esordio messicano ci presenta invece Roberta, annoiata ottenne reclusa in casa insieme all'intero clan familiare di donne, mentre scorre le esistenze dei propri parenti, stanza [...] Vai alla recensione »
Un cortile assolato, i colori accesi di vestiti e stoviglie, l'eco lontana della televisione che scandisce le giornate. È in questo spazio domestico, tanto semplice quanto carico di tensione, che si muove Roberta, otto anni, spettatrice e protagonista involontaria di un piccolo dramma familiare. Sette donne - madri, sorelle, zie - unite dall'urgenza di salvare la casa dai debiti.