| Anno | 2025 |
| Genere | Avventura |
| Produzione | Italia |
| Durata | 52 minuti |
| Regia di | Nicola Abbatangelo, Jan Michelini |
| Attori | Can Yaman, Alessandro Preziosi, Samuel Kay, Ed Westwick, John Hannah Owen Teale, Lucy Gaskell, Angeliqa Devi, Freddy Drabble, Alexandra Masangkay, Sergej Onopko, Mauro Aversano, Sebastiano Kiniger, Samuele Segreto, Hal Yamanouchi, Micky Ray Martin, Simon Rizzoni, Mark Grosy, Alioune Badiane, Giulia Fraschetti, Nadia Rahman. |
| Tag | Da vedere 2025 |
| MYmonetro | Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
|
|
Ultimo aggiornamento venerdì 19 dicembre 2025
Un racconto di avventura e di amore, in cui i protagonisti scopriranno se stessi e capiranno di appartenere a una storia molto più grande, fatto di rivoluzione, di amore per la natura e di lotta per la libertà.
|
ASSOLUTAMENTE SÌ
|
Borneo, 1841. Tra le violente incursioni coloniali inglesi, Sandokan è a capo di una ciurma di pirati affiancato dal fedele Yanez de Gomera. Dopo aver tratto in salvo il Dayak Lamai, Sandokan scopre l'orrore della schiavitù nelle miniere di antimonio gestite dal Console Guillonk a Labuan. Attratto dal possibile profitto, il pirata pianifica di infiltrarsi sull'isola con Lamai, ma lo spietato cacciatore di pirati Lord Brooke attacca la sua nave. Scampato all'assalto, Sandokan viene soccorso da Marianna, la ribelle figlia del console nota come "Perla di Labuan". L'incontro cambierà entrambi, ma Brooke, innamorato della giovane, è pronto a tutto per averla. Intanto Lamai, approdato sull'isola ferito e affidato alle cure della serva indigena Sani, intuisce il vero destino del pirata: Sandokan è l'uomo legato a un'antica profezia del suo popolo, quella della Tigre della Malesia.
Sandokan, la serie televisiva di Rai Fiction e Lux Vide diretta da Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo, è andata in onda dal 1 al 16 dicembre 2025 su Rai 1. La proposta di una rilettura moderna e dinamica del celebre personaggio di Emilio Salgari, ha avuto un trionfo negli ascolti (oltre 5,7 milioni di spettatori e il 33,9% di share nella prima serata, mantenendo oltre 4 milioni anche nelle puntate successive).
La serie, forte di un budget imponente di 30 milioni di euro e di un cast internazionale guidato dall'attore turco Can Yaman, rappresenta un ambizioso tentativo di riportare sul piccolo schermo il leggendario pirata di Emilio Salgari, a quasi cinquant'anni dall'iconico sceneggiato di Sergio Sollima con Kabir Bedi (1976).
La scrittura, meno lineare rispetto all'originale, segue un andamento orizzontale e per flashback, rivelando gradualmente i trascorsi traumatici dei protagonisti e rendendone esplicita l'evoluzione psicologica. Questo percorso si intreccia con esiti narrativi che rispecchiano scelte etiche, colpe e azioni positive, quasi a voler istituire una sorta di contrappasso morale per il loro operato; in quest'ottica si possono leggere anche le variazioni che sono state adottate rispetto al libro. L'intento è quello di offrire una visione complessa che indaghi ogni personaggio sotto molteplici punti di vista.
Partendo da quello psicologico emerge la necessità di fare i conti con il passato: Yanez affronta la crisi della fede dopo lo sterminio a cui ha assistito; Marianna si confronta con i "non detti" riguardanti la figura materna; Sandokan, infine, intraprende il classico viaggio dell'eroe alla ricerca delle proprie origini. La risoluzione dei suoi traumi personali collima con la lotta delle tribù del Borneo, oppresse e sfruttate dai coloni inglesi. L'accento sulla libertà e sul diritto di vivere secondo le proprie leggi e tradizioni nel proprio territorio è un tema trasversale: è palese nel popolo Dayak e in Sani (la governante di Marianna) ma riguarda anche Marianna. Quest'ultima, pur privilegiata dal rango, vive una propria oppressione: rivendica che la sua forza e curiosità, non venga scambiata per follia e sente una connessione viscerale con l'isola in cui è cresciuta.
La storia d'amore tra Marianna e Sandokan e la triangolazione con Brooke si integra con le evoluzioni individuali; c'è, inoltre, il desiderio profondo dei protagonisti di essere compresi e "visti", inserendosi perfettamente in una dimensione di contemporaneità psicologica dei rapporti di coppia. Nella costruzione narrativa si evidenzia un contrasto - simile alla percezione figura-sfondo di Kurt Lewin - tra i personaggi dotati di un arco trasformativo, e quelli che rimangono statici nel proprio ruolo, come il Sultano del Brunei e Lord Guillonk.
Il confronto con il passato è inevitabile. Can Yaman propone un Sandokan distante dall'imponenza statuaria di Bedi: il suo pirata è più emotivo, gioca sulla fragilità e sull'armonia del gesto, pur mantenendo una corporeità carica di dinamismo. Accanto a lui, un Alessandro Preziosi ipnotico veste i panni di uno Yanez capace di spaziare con intensità dal registro comico a quello drammatico. Sotto il profilo tecnico, il kolossal abbraccia la modernità della CGI per ricostruire vascelli e natura selvaggia. Le musiche dei Calibro 35, nella potente rivisitazione delle due sigle storiche, esaltano l'anima avventurosa e a tratti favolistica della serie. Questa cura del dettaglio si riflette anche nella sigla di apertura, dove le illustrazioni rendono omaggio al testo originale di Salgari, creando un ponte visivo sia tra gli adattamenti televisivi e sia con la loro origine letteraria.
Come già avvenuto con il recente successo de Il Conte di Montecristo, la Rai conferma una precisa direzione nelle proprie co-produzioni internazionali: la capacità di rendere attuale e moderno un classico della letteratura. L'opera in questa versione assume anche un'importante chiave critica e di denuncia. Temi come l'invasione, lo sfruttamento delle risorse e lo sterminio delle popolazioni indigene - elementi drammaticamente attuali nel panorama geopolitico odierno - emergono con forza al pari di quelli romantici.