| Titolo originale | K-Pop: Demon Hunters |
| Anno | 2025 |
| Genere | Animazione |
| Produzione | USA |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Maggie Kang, Chris Appelhans |
| Attori | Arden Cho, May Hong, Ji-young Yoo, Ahn Hyo-Seop, Yunjin Kim Ken Jeong, Byung-Hun Lee. |
| Tag | Da vedere 2025 |
| MYmonetro | Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 19 gennaio 2026
Un film d'animazione prodotto dalla Sony Pictures Animation, dove si scontrano demoni e cacciatrici, folklore coreano e musica K-Pop. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 3 candidature e vinto 2 Golden Globes, ha vinto 2 Critics Choice Award, 1 candidatura a Producers Guild, Al Box Office Usa K-Pop: Demon Hunters ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 24,3 milioni di dollari e 18 milioni di dollari nel primo weekend.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Per proteggere la Terra dall'attacco delle forze del male guidate dal Re Demone Gwi-Ma, ogni generazione ha le sue Cacciatrici. Grazie al loro canto, le tre ragazze creano l'Honmoon, uno scudo alimentato dalle anime delle persone che le ascoltano, che impedisce ai demoni di danneggiare gli esseri umani. Ai giorni nostri le Cacciatrici sono Rumi, Mira e Zoey: una girl band che canta canzoni K-pop, le Huntr/x. Il loro successo è così grande da averle portate a un passo dal creare l'Honmoon Dorato, scudo in grado di separare per sempre il nostro mondo da quello maligno. Per impedirlo, Gwi-Ma manda sulla Terra i Saja Boys, demoni che si fingono una boy band. L'affetto dei fan sarà determinante per decidere il destino dell'umanità.
K-Pop Demon Hunters unisce il folklore coreano alla musica K-pop, creando un ponte tra antico e moderno dalla colonna sonora irresistibile.
La premessa di K-Pop Demon Hunters sembra uscita dalla mente di chi è stato adolescente negli anni '90: un po' Buffy l'ammazzavampiri, un po' Streghe ("il potere del trio coincide col mio"), con una buona dose di Sailor Moon. E in effetti Maggie Kang, sceneggiatrice e regista del film insieme a Chris Appelhans, ha l'età giusta. Entrambi hanno lavorato per DreamWorks Animation: la loro esperienza nel campo è evidente grazie alla bellezza delle animazioni del film. L'intuizione geniale è stata però l'aver unito un'estetica occidentale alla cultura coreana (lo si vede nel design dei demoni e in quello della tigre blu). Non soltanto per quanto riguarda la musica: il K-pop è infatti un universo a sé, che vive di una propria mitologia interna. Il punto di forza sono i riferimenti al folklore, che, insieme alla trascinante colonna sonora, generano un ponte tra antico e moderno in grado di risuonare in chiunque, dai bimbi più piccoli a registi come James Cameron e Park Chan-wook, che hanno lodato la storia delle Huntr/x (il secondo ha dichiarato di essersi addirittura commosso).
L'orecchiabilità delle canzoni e i colori brillanti catturano l'attenzione, ma sono i dilemmi interiori dei personaggi a rendere K-Pop Demon Hunters una vera e propria opera pop in grado di sollevare lo spirito. La protagonista Rumi (doppiata nel canto da Ejae, star del K-pop) nasconde infatti un segreto che la rende diversa e le fa perdere mano a mano la voce. Una metafora chiara, rafforzata da miti e leggende coreane: il leader dei Saja Boys, Jinu, è infatti ispirato a Jeoseung Saja, l'equivalente del nostro Tristo Mietitore, colui che accompagna le anime nell'aldilà. Ecco: perdere la propria voce perché si ha paura di accettare la nostra vera natura significa morire lentamente.
Le tre ragazze protagoniste combattono questo grazie alla musica e soprattutto alla loro amicizia: l'atto della creazione artistica, in questo film come nella vita reale, serve ad aumentare l'energia positiva del mondo. Un concetto tanto semplice quanto essenziale, specialmente in epoche di transizione come quella che stiamo vivendo. Grazie alla loro libertà nel confrontare le loro idee, questi personaggi mostrano come ci si debba prendere cura della propria voce, soprattutto quando ha un punto di vista diverso, perché può ispirare gli altri e unire le persone.
Poi, inutile negarlo, le canzoni sono irresistibili: da "Golden" a "Takedown" e "What It Sounds Like" è davvero difficile togliersi dalla testa i ritornelli. Fenomeno mondiale, il film è il titolo originale più visto di sempre su Netflix. E visto il successo sia di pubblico che di critica (ha vinto i Golden Globes per il miglior film d'animazione e la miglior canzone, "Golden" appunto, e sicuramente arriverà da protagonista anche agli Oscar 2026), gli autori hanno confermato che ci sarà un sequel. Siamo già in prima fila.
Sotto la maschera di un gruppo K-pop di enorme successo, le Huntrix (Rumi, Zoey e Mira) sono delle cacciatrici di demoni: con la loro musica creano uno scudo protettivo che difende il mondo da mostri divoratori di anime, controllati dalla crudele divinità Gwi-ma. Rumi scopre però di star diventando lei stessa un demone, indebolendo così la tenacia del trio contro una nuova boyband di mostri sotto copertura. [...] Vai alla recensione »