| Titolo originale | Kota |
| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania, Grecia, Ungheria |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | György Pálfi |
| Attori | Yannis Kokiasmenos, Maria Diakopanayotou, Argyris Pantazaras, Machmout Bamerni Chronis Barbarian, Antonis Kafetzopoulos, Nikos Kattis, Antonis Tsiotsiopoulos. |
| Uscita | giovedì 28 maggio 2026 |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| MYmonetro |
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Ultimo aggiornamento lunedì 20 aprile 2026
Dal punto di vista di una gallina, il film segue la sua vita tra libertà, istinto materno, incontri con animali e uomini, rivelando violenza e ingiustizie del mondo.
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CONSIGLIATO N.D.
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Il film racconta la storia di una gallina, a partire dall'uovo che viene deposto. E adotta il punto di vista del volatile con un effetto spiazzante e post-umano. Perché la gallina - che è ostinata, resiliente, determinata a crescere i propri cuccioli e a conservare la propria libertà - oltre ad altri animali (una volpe, un topo, un verme, un falco, un cane, dei dinosauri in un documentario televisivo), incrocia inevitabilmente anche gli uomini, la loro violenza, le loro tragedie e ingiustizie, grandi e piccole: a volte come ignara testimone, a volte come elemento involontariamente scatenante. La protagonista è interpretata da otto galline diverse, nessuna delle quali è stata maltrattata per le riprese del film.
Se c’è un animale poco considerato e altamente bistrattato, quello è sicuramente la gallina. Con le sue piume arruffate e la sua andatura incerta, sempre alla ricerca di qualcosa da beccare, genera in chi la osserva una certa dose di ilarità. Se poi la gallina in questione non è del consueto e rassicurante bianco candido ma è nera come la pece, la situazione non può che peggiorare.
Eppure, l’audace regista ungherese György Pálfi sceglie proprio una gallina bruna come protagonista del suo Hen, una commedia solo all’apparenza stralunata, ma che è in realtà un deciso discorso di denuncia. Al centro di questa favola dedicata alle vicende di una pennuta in fuga troviamo una morale animalista ma anche un racconto che mette in luce le difficoltà e la resilienza dei più deboli, degli emarginati e di chi, dal mondo, è lasciato in disparte.
La storia ricostruisce la parabola di una pulcina nera nata in una covata di pulcini gialli come il sole, fra le mura di un allevamento intensivo. Seguiamo le vicende della nostra “brutta anatroccola” a partire dal momento esatto in cui viene generata. Dopo i primi mesi di vita trascorsi nella brutalità di un luogo in cui gli animali a stento vengono trattati come esseri viventi, la protagonista trova la sua via di fuga proprio nella non conformità del suo aspetto. Scartata perché di un colore diverso dagli altri polli, si ritrova accidentalmente a percorrere una strada alternativa a quella prevista dagli stringenti imperativi della catena alimentare.
Tutta colpa del maestro surrealista polacco Jerzy Skolimowski. Da quando, omaggiando il Bresson di Au hasard Balthazar (1966), spopola a Cannes nel 2022 con l'asino giramondo di Eo, tanti colleghi scelgono l'animale muto come star. Reduci dal cane ghostbuster di Good Boy in Alice nella città ecco in Concorso Progressive Cinema il suggestivo Hen dell'ungherese György Pálfi (bella la sua epopea familiare [...] Vai alla recensione »