| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Cambogia |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Polen Ly |
| Attori | Piseth Chhun, Sovann Tho . |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
|
|
Ultimo aggiornamento venerdì 29 agosto 2025
Thida, fantasma guardiano di un cinema destinato alla demolizione, trova in Hai un legame che la spinge a confrontarsi col destino e col cambiamento sociale.
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Cambogia ai nostri giorni. Thida è lo spirito custode in un vecchio cinema ormai fatiscente ed in attesa di essere demolito. Un giorno Hai, un giovane giornalista vi entra per scattare delle foto e tra i due nasce una complicità dettata dall'insoddisfazione nei confronti della società che li circonda.
Polen Ly al suo secondo lungometraggio e alla sua prima opera di finzione conferma il proprio interesse nei confronti della storia passata e presente del suo Paese.
Nel documentario del 2024 Until the Orchid Blooms si occupava di un villaggio i cui abitanti erano costretti a trasferirsi dopo che le autorità avevano deciso di allagarlo per costruire un bacino idroelettrico, mettendo in evidenza il contrasto tra le tradizioni e chi ne voleva favorire l'oblio.
Qui, grazie alla presenza della giovane Thida che è stata assegnata in qualità di spirito custode ad un cinema fatiscente, riflette su quanto la Cambogia sia stata martoriata in passato (Thida è morta insieme ai suoi familiari mentre stava per abbandonare il Paese). Il suo rapporto con il giornalista Hai gli consente invece di affrontare un presente in cui è il profitto a stabilire le regole senza lasciare alcuno spazio ai bisogni reali degli esseri umani. Thida è ormai prossima alla rinascita, a quel 'diventare (o tornare ad essere) umana' che ha a lungo rinviato e nei confronti del quale nutre ancora dei timori. La relazione instaurata con Hai, che considera un essere umano utile agli altri, potrebbe essere un buon motivo per vincere ogni ritrosia.
Polen Ly mostra ancora qualche incertezza nel gestire il piano del sovrannaturale (vedi la scena dell'ufficio in cui si assegnano le modalità di rinascita) inserendolo nella quotidianità della vita ma l'intenzione di denunciare le ferite vecchie e nuove di una società che non ha abolito le diseguaglianze è sincera e merita attenzione.
La sala cinematografica, anche se in totale abbandono, tanto da diventare luogo in cui una gallina cerca di sfuggire al proprio destino, diventa luogo in cui poter comunque ricordare insieme (Thida e Hai). Ognuno con le proprie sensazioni ed emozioni.
La letteratura cinematografica da sempre pullula di storie su tentativi diversi per tornare sulla terra, sconfiggere la morte: reincarnazioni bramate, paradisi che possono attendere, seconde possibilità. Ribalta completamente questa spinta a rivivere le passioni terrene, Chiet Chea Manusa (Becoming Human), opera prima del regista cambogiano Polen Ly, presentato nella sezione Biennale College della [...] Vai alla recensione »