Lo spartito della vita

Film 2024 | Drammatico, 180 min.

Regia di Matthias Glasner. Un film Da vedere 2024 con Lars Eidinger, Corinna Harfouch, Lilith Stangenberg, Ronald Zehrfeld, Robert Gwisdek. Cast completo Titolo originale: Sterben. Genere Drammatico, - Germania, 2024, durata 180 minuti. Uscita cinema giovedì 11 settembre 2025 distribuito da Satine Film. - MYmonetro 3,27 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 3 settembre 2025

Dramma e commedia, humour e austerità, grottesco e sublime si mescolano e si fondono in un'unica musica. Il film ha ottenuto 1 candidatura al Festival di Berlino, 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office Lo spartito della vita ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 3,7 mila euro e 1,8 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,27/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,04
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un film che conserva la sua forza fino alla fine. Buona la scrittura e tutti gli attori.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 28 luglio 2025
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 28 luglio 2025

Lissy Lunies ha grandi difficoltà nella gestione del marito affetto da demenza senile. Lei, a sua volta, ha problemi di salute non di poco conto. Il loro figlio Tom è direttore di un'orchestra di giovani e sta occupandosi della partitura scritta da un amico costantemente insoddisfatto del risultato. Al contempo si trova a gestire anche la maternità dell'ex compagna non essendo il padre della nascitura. Sua sorella Ellie, assistente di studio odontoiatrico, ha una forte tendenza all'alcol e non si fa sentire dai familiari da molto tempo.

Il film vincitore del premio alla migliore sceneggiatura alla Berlinale supera la prova della durata grazie alla credibilità dei personaggi.

Il punto di partenza del film è legato alla scomparsa in successione, in un breve arco di tempo, dei genitori del regista. Questa doppia perdita gli ha imposto una serie di riflessioni che ha poi trasferito nella finzione. Ne è nato un film suddiviso in capitoli che, nonostante qualche punto di cedimento, conserva una sua forza legata, oltre che alla scrittura, alla performance di tutto il complesso degli attori.

Sgombriamo subito il campo da ciò che convince meno, tentando di fare il minimo di spoiler. Non convince (e sembra decisamente un po' troppo retorica) la collocazione di un particolare avvenimento importante a Natale. Appare come superflua una manifestazione improvvisa di un disturbo fisico sfigurante e anche l'epilogo lascia qualche perplessità. Si farebbe invece bene, trascorse le tre ore, a ripensare a quell'apertura, ripresa con il formato verticale di un telefonino che fornisce l'imprinting al film ma che si rischia di dimenticare. Perché sta nelle parole di quella bambina il fil rouge che si viene invitati a cercare di individuare nel film attraverso la suddivisione in capitoli di lunghezza estremamente variabile.

Il titolo che la distribuzione italiana gli ha dato edulcora notevolmente quello originale (peraltro se lo si fosse tradotto letteralmente si sarebbe probabilmente rischiato il vuoto cosmico in sala). "Sterben" significa né più né meno "Morire". Di questo Glasner ci parla legando strettamente l'evento alla vita e a quanto di essa si finisce con il gettare via più o meno inconsapevolmente. Per questo suo film si potrebbe utilizzare, più che la notissima frase di Lev Tolstoj in apertura di "Anna Karenina" o la citazione (presente nel film e anche questa forse evitabile) di Fanny e Alexander, la massima di John Lennon "La vita è quello che ti succede mentre sei occupato a fare altri progetti".

In fondo è questo che accade a Tom e a sua sorella Ellie nel momento in cui giunge loro una richiesta di aiuto da parte della madre. Il primo sta lavorando alla prima di un concerto la seconda sembra stia per trovare una relazione più stabile di quelle sperimentate nel passato. Glasner ci mostra ciò che accade partendo dai singoli punti di vista portando alla luce le conseguenze di una famiglia disfunzionale che non può che produrre esiti che si trascinano nei figli per tutta la vita. Le singole dinamiche contribuiscono nel creare un potenziale di attenzione che invita a proseguire nella visione, tanto che viene da chiedersi se una suddivisione più mirata nella durata degli episodi non avrebbe potuto favorirne la trasformazione in una serie.

Il pretesto del concerto in preparazione ha fornito la materia prima per il titolo italiano che finisce con l'acquisire un suo significato precipuo se si pensa che, come accade nel film, c'è sempre una nuova versione della vita che ci attende grazie alle riscritture che ne facciamo. In attesa che la stesura finale sia quella veramente valida.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 16 settembre 2025
Marco Medelin

Nonostante la sua durata spaventosa, la prima parte si lascia seguire nelle sue sfumature tragicomiche. Poi la sceneggiatura impazzisce e tutto il buono si perde, secondo il tipico umorismo tedesco impossibile da digerire. Uscito con notevole ritardo da noi, ne rester? traccia solo per le statistiche degli incassi pi? disastrosi. Nonostante la distribuzione italiana abbia temuto che "Morire" avrebbe [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 15 settembre 2025
Matteo Galli
Close-Up

È prerogativa di chi distribuisce un film deciderne il titolo nella lingua d'arrivo. Vi sono tuttavia dei casi in cui la scelta suona un po' strana. È vero che Il film nell'originale tedesco si chiama Sterben ossia "Morire" (e un titolo così non invoglia esattamente ad andare al cinema). Ma Lo spartito della vita sembra proprio l'esatto contrario, ché la morte anzi il morire costituisce il Leitmotiv [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
mercoledì 6 agosto 2025
 

Regia di Matthias Glasner. Un film con Lars Eidinger, Saskia Rosendahl, Ronald Zehrfeld, Corinna Harfouch, Tom Böttcher. Da giovedì 11 settembre al cinema. Guarda il trailer »

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