| Titolo originale | Mon Inséparable |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 95 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Anne-Sophie Bailly |
| Attori | Laure Calamy, Charles Peccia, Julie Froger, Geert Van Rampelberg, Rebecca Finet Aïssatou Diallo Sagna, Pasquale D'Inca, Camille Pistone, Malika Zerrouki, Juliette Savary, Pauline Lorillard, Miss Ming, Eric Paul, Jonas Wertz, Aude Ruyter. |
| Uscita | giovedì 19 giugno 2025 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| MYmonetro | 3,41 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 17 giugno 2025
Il dramma di una famiglia in difficoltà che deve affrontare una gravidanza inaspettata. In Italia al Box Office Tutto l'amore che serve ha incassato 57,2 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Mona Ortiz ha un figlio che soffre di un ritardo mentale, Joel: un giovane uomo che lei ha cresciuto da sola e cui ha dedicato tutta la vita, e che ha ancora bisogno di assistenza continua, o meglio, è Mona ad essere convinta di doverlo tenere sempre sotto controllo, perché questo ha fatto per tutta la vita. Quando Joel mette incinta la ragazza di cui è innamorato, Ocèane, che è a sua volta disabile, Mona vede la sua vita futura complicarsi ulteriormente, e in un impulso del momento porta Joel a fare una gita, dicendogli che andrano in Antartide, ovvero dove Joel pensa che abiti quel padre che non ha mai conosciuto. Sarà per entrambi un viaggio alla scoperta dei propri limiti e possibilità, nonché dei cambiamenti necessari della loro relazione fino a quel momento tanto esclusiva.
Tutto l'amore che serve (il cui titolo francese, molto esplicativo, era Mon inséparable) racconta proprio il vincolo viscerale che c'è fra un genitore e un figlio "non normale: la parola proibita", come dirà Mona nella scena più intensa del lungometraggio di esordio nella finzione (dopo il documentario En Travail) della regista e sceneggiatrice Anne Sophie Bailly.
Bailly sceglie di concentrarsi sul dilemma morale di Mona che "cerca di vivere ogni tanto", occasionalmente comportandosi "come se Joel non ci fosse", in questo liberandosi del pesante velo dell'ipocrisia davanti alla reale situazione di chi deve accudire una persona con disabilità e, al di là di tutto l'amore che prova, patisce l'esasperazione esistenziale del doversi mettere sempre al servizio delle esigenze dell'altro.
Il film trova la sua forza nella straordinaria Laure Calamy, che sa passare senza sforzo apparente dalla leggerezza della commedia allo strazio del dramma, cambiando espressione ogni secondo e comunicando in modo sincero ed efficace le difficoltà del suo personaggio, su cui Bailly non esercita alcun giudizio e a cui non fa mai la morale, come invece fanno le persone intorno a Mona, quelle che non capiranno mai cosa voglia dire stare di guardia 24 ore su 24.
Mona porta il suo peso quotidiano con una specie di allegria, ma rischia di rimanere schiaccciata dalla pressione che la situazione esercita su di lei senza tregua. Anche Charles Peccia Galletto è efficace nel difficile ruolo di Joel, sempre in equilibrio tra volontà di emancipazione e incapacità di provvedere completamente a se stesso.
Anne Sophie Bailly racconta senza fretta, prendendosi il tempo di far penetrare nelle nostre coscienze la consapevolezza dell'impegno di cura, ma anche la forza dell'amore vitale fra madre e figlio. Di fatto, al di là del prisma della disabilità, Tutto l'amore che serve è anche la storia di ogni rapporto madre-figlio diventato una co-dipendenza, e bisognoso di darsi un confine certo per permettere a entrambi una vita autonoma e indipendente. Nel suo film non c'è spazio per la (auto)commiserazione ma solo per la presa d'atto che non tutto è semplice come in un film hollywoodiano, e che le soluzioni non sono sempre a portata di mano. Un esordio davvero promettente, che fa tesoro dell'esperienza documentaria della sua autrice in termini di attenzione ai dettagli e di fedeltà alla complessità del reale.
Mona (una bravissima Laure Calamy) ha partorito un figlio handicappato. Che adesso vediamo, da giovane adulto, interagire con la madre, senza soluzione di continuità (Mon Inséparable). E pur essendo handicappato, non mancano gli aspetti adolescenziali, conflittuali, con la genitrice. Accentuati dal deficit cognitivo che rende tutto più difficile da comprendere, come se vivesse [...] Vai alla recensione »
Per lei è tutto complicato, anche se il suo atteggiamento pare spensierato. Mona ha cresciuto da sola Joel che, pur maggio- renne, non è ancora in grado di badare completamente a se stesso; quando poi il giovane mette incinta Océane, una ragazza a sua volta disabile, si innesca una reazione a catena. Non si tratta soltanto di gestire una gravidanza inattesa; in Mona esplode l'insoddisfazione a lungo [...] Vai alla recensione »