| Anno | 2024 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 116 minuti |
| Regia di | Vincenzo Alfieri |
| Attori | Giuseppe Battiston, Claudia Gerini, Andrea Di Luigi, Andrea Sartoretti, Amanda Campana Rebecca Sisti, Daniela Glasgow. |
| Uscita | giovedì 28 novembre 2024 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 2,58 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 26 novembre 2024
Un giallo ricco di colpi di scena e dal finale imprevedibile. In Italia al Box Office Il corpo ha incassato 214 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Rebecca Zuin, una ricca imprenditrice nel settore framaceutico, viene trovata morta nella sua lussuosa villa, ma il suo corpo sparisce dall'obitorio, e l'ispettore capo Cosser è chiamato a investigare sulla misteriosa sparizione. Bruno, il vedovo, è un uomo più giovane di Rebecca che grazie a lei ha fatto carriera da docente universitario precario a top manager, e che veniva dalla moglie umiliato e deriso. Dunque comincia a sospettare che la sua scomparsa sia uno scherzo di pessimo gusto della consorte capricciosa, che sembra continuare a lasciargli messaggi che riguardano la loro vita privata, e in particolare un evento tragico del quale erano al corrente solo loro.
Cosser inoltre non vede di buon occhio Bruno, che sembra non dispiacersi troppo per il suo lutto famigliare, mente l'ispettore piange ancora la scomparsa della sua amatissima moglie. Ma niente è come sembra, e l'indagine si concluderà nel modo più inatteso.
Il corpo è il remake del film spagnolo El cuerpo di Oriol Paulo, del quale sono già stati realizzati tre remake fra India e Corea.
Per la versione italiana la sceneggiatura è firmata da Giuseppe Stasi e dal regista e montatore del film, Vincenzo Alfieri, che confeziona una sequenza di primissimi piani e scene d'azione realizzate in modo molto professionale ma molto derivativo del cinema di genere internazionale, nonché di un certo gusto patinato che rimanda al mondo pubblicitario: spazi algidi e lussuosi, pioggia ostinata e battente, siparietti verbali fra l'ispettore Cosser e Bruno a metà fra il tono sarcastico e lo stralunato, (possibili) visioni fantasmagoriche e una successione di rivelazioni a sorpresa.
Anche la recitazione di Giuseppe Battiston e Andrea Di Luigi appare di maniera, improntata all'imitazione di codici espressi importati dall'estero. Più interessanti le interpretazioni di Claudia Gerini, credibile (pur nell'estremizzazione di genere) come dark lady parimenti seducente e irritante, ma anche capace di aprire squarci dolorosi e suggerire una sofferenza mascherata da tracotanza; Vincenzo Sartoretti nei panni del secondo di Cosser, l'unico personaggio in scena a mantenere un costante buon senso; e la giovane Amanda Campana, che ricorda per sensualità Ana de Armas.
La svolta finale rende più comprensibili le numerose implausibilità della trama che la precede, ad esempio il fatto che Bruno, per quanto sospetto, possa circolare liberamente all'interno di un obitorio. Ma la vicenda risulta comunque poco convincente e molto artefatta, e rimane del tutto in superficie anche quando tratta di sofferenze personali profonde e di dilemmi morali. Ed è un peccato, perché la scena iniziale in cui Rebecca, il giorno del matrimonio con Bruno, gli fa un perfido scherzo, avrebbe fatto sperare in una narrazione più ironica e meno improntata al... melodramma noir in salsa asiatica (nonostante la matrice originale fosse ispanica).
Il quasi quarantenne Vincenzo Alfieri tornando dietro la macchina da presa a sei anni da Gli uomini d’oro (id.; 2018) e a tre da Ai confini del male (id.; 2021); prosegue nell’esplorazione del genere thriller - psicologico venato di ambienti lividi, segnati da una pioggia battente, con scene notturne illuminate dalla luce al neon, in tal caso, della morgue.
Alcuni film si trasformano in materia adattabile ai contesti più diversi. Spesso capita con opere eminentemente commerciali, nate in una precisa dimensione produttiva e prontamente riprese, nel corso degli anni, per remake realizzati nelle varie parti del mondo. È successo con El cuerpo (Oriol Paulo, 2012), prodotto spagnolo di puro consumo neanche più freschissimo, che nel giro di poco più di un decennio [...] Vai alla recensione »