| Anno | 2023 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Gennaro Nunziante |
| Attori | Pio D'Antini, Amedeo Grieco, Francesca Valtorta, Nicola Rignanese, Claudio Bigagli Christina Andrea Rosamilia, Claudia Delli Noci. |
| Uscita | giovedì 28 dicembre 2023 |
| Distribuzione | Vision Distribution |
| MYmonetro | 2,17 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 31 dicembre 2023
Alla morte di suo padre, Pio eredita la gestione di svariate attività. Ora vive nell'agio di Treviso con la sua famiglia, ed è in corsa per diventare sindaco. In Italia al Box Office Come può uno scoglio ha incassato 4,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Pio è un avvocato dal carattere remissivo che si è fatto convincere da alcuni imprenditori locali a candidarsi come sindaco di Treviso. Sposato con Borromea e padre di due bambini, Manfredi e Ginevra, conduce una vita agiata nel castello dei marchesi Pasin, i ricchi suoceri proprietari di un'azienda vinicola che produce prosecco. Ha appena perso suo padre Salvatore, un ricco costruttore che ha sempre condizionato la sua vita stroncandogli i suoi sogni di fare carriera come cantante. La sua vicenda s'incrocia con quella di Amedeo, un uomo che è spesso stato in carcere, che è stato assunto come suo autista e factotum grazie all'intermediazione di don Boschin, il parroco del posto. Il suo arrivo manda all'aria l'equilibrio familiare di Pio. Ma, grazie a lui, riesce a scoprire alcuni segreti su suo padre e riscopre quelle passioni che sembrava aver seppellito per sempre. In più, c'è qualcosa di ancora più profondo che li accomuna.
Amedeo irrompe come Checco Zalone. Nel colloquio iniziale dell'assunzione come autista di Pio si avverte un clima simile a quello in cui Checco si confronta con la spietata dottoressa Sironi, che cerca di spingerlo ad abbandonare il posto fisso, in Quo vado?.
Gennaro Nunziante ha applicato su Pio e Amedeo una formula simile a quella utilizzata con il comico pugliese nei quattro film in cui l'ha diretto.
La formula è lasciare sprigionare progressivamente la loro energia, sottolineare la scorrettezza dei loro comportamenti, mostrare un lato nascosto melodico-sentimentale come nella scena in cui Amedeo canta alla festa che ricorda il tormentone "Angela" in Cado dalle nubi. Il metodo-Zalone funziona meglio su Amedeo mentre Pio serve soprattutto par accentuare, soprattutto inizialmente, una comicità basata sugli opposti, con personaggi completamente differenti che però poi, nel corso del film, si avvicinano.
Come può uno scoglio spara gran parte delle sue cartucce soprattutto nella parte iniziale tra cani che abbaiano momentaneamente abbandonati in strada, merendine con lassativo, panni stesi nel castello con richiesta di Amedeo di raccoglierli una volta che sono asciutti. Sicuramente c'è una maggiore cattiveria rispetto a Belli ciao, ma il suo effetto trasgressivo va a intermittenza.
Il film alterna infatti delle trovate riuscite grazie anche a dialoghi dal doppio significato ('apriamo un ristorante') ad altri momenti invece più opachi come tutta la sequenza in carcere dove la scena dell'armadietto con il juke-box appare la versione più annacquata di quella di Soldati - 365 all'alba. Il potenziale dei tempi comici di Pio e Amedeo ancora non sono assorbiti da un film a tratti divertente, sulla carta esplosivo (il comizio) ma anche squilibrato con Pio eccessivamente sommerso da Amedeo.
Come può uno scoglio parla di riscatto individuale ma anche di corruzione ma Nunziante non riesce ancora a graffiare e ad affondare il colpo come riusciva a fare con Zalone. Certo, il film è scorrevole, delinea efficacemente i due protagonisti già tratteggiati anche da una frase ("di sabbia o di scoglio") ma Amedeo a volte spinge troppo sull'acceleratore mentre Pio troppo poco. E in ogni caso lasciano troppo in ombra alcuni personaggi secondari che invece potevano avere un maggiore spazio, soprattutto Francesca Valtorta nei panni di Borromea, la moglie di Pio e Nicola Rignanese in quelli del latitante.
Una delle pegggiori commedie della storia del cinema italiano. Un affondamento inesorabile, progressivo, con direttore della fotografia, scenografo, costumista impegnatissimi, poverelli, a tenere a galla una barca che per fortuna non supererà i perimetri di sky italia (per rimanere in tema: abbonata da dodici anni, sto meditando di abbandonare la nave.
L'avvocato Pio ha la personalità di un lombrico, forse anche il cervello. Sposato a una ricca snob che lo comanda a bacchetta, è candidato sindaco di Treviso, candidato fantoccio, va da sé. II prete gli appioppa, come autista, lo scafato anzi pregiudicato Amedeo, modi rozzi, vestiti improbabili: un elefante nella cristalleria. Ovvio che il secondo darà la sveglia al primo.