| Titolo originale | Maixabel |
| Anno | 2021 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Spagna |
| Durata | 115 minuti |
| Regia di | Icíar Bollaín |
| Attori | Blanca Portillo, Luis Tosar, María Cerezuela, Urko Olazabal, Tamara Canosa . |
| Uscita | giovedì 13 luglio 2023 |
| Tag | Da vedere 2021 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,73 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 11 luglio 2023
Un film che esplora le conseguenze della violenza e il suo costo umano; nello specifico per chi la subisce, ma anche per chi la esercita e per la società in cui si insinua. Il film ha ottenuto 14 candidature e vinto 3 Goya, In Italia al Box Office Una donna chiamata Maixabel ha incassato 55 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Il 29 luglio del 2000 Juan María Jaúregui, ex Governatore civile di Guipuzkoa, viene assassinato a Tolosa da un commando dell'ETA composto da tre persone. I colpevoli sono catturati e condannati nel 2004 a 39 anni di carcere. Nel 2014 uno di loro, Ibon Etxezarreta, chiederà di incontrarne la vedova, Maixabel Lasa, che dal 2001 era stata nominata direttrice della Oficina de Atención a las Víctimas del Terrorismo dal governo basco. Il film descrive il percorso grazie al quale si giunge a questo incontro.
In questa frase si riassumono il pensiero e l'azione di Maixabel Lasa che è al centro di questo film di Iciar Bollain, una regista che non ha mai evitato i temi scomodi avendo sempre uno sguardo attento all'universo femminile. Qui però l'argomento si proponeva come più complesso perché coinvolge, dal punto di vista politico, un passato non poi così distante per la Spagna. Un minimo di collocazione storica può risultare utile per avvicinarsi ad un film di grande presa sia intellettuale che emotiva. ETA nasce nel 1958 in ambienti universitari, formati da una scissione del PNV, la parte più giovane e comunista che voleva una lotta più diretta contro la dittatura franchista.
La loro prima azione violenta ha luogo nel 1960 con l'esplosione di una bomba alla stazione di Donostia uccidendo accidentalmente una bambina di 22 mesi. Invece la loro prima azione prettamente politica sarà l'assassinio del capo della polizia politico-sociale, Melitón Manzanas, noto repressore e torturatore di oppositori del regime franchista. Toccheranno l'apice con l'attentato a Carrero Blanco, che doveva essere il successore di Franco e proseguirne il regime. Tra le centinaia di vittime lasciate sul terreno c'è anche Juan María Jaúregui che, negli anni giovanili, aveva fatto parte dell'ETA per poi uscirne nel 1972 non approvandone i metodi violenti.
Bollain è cosceneggiatrice e il suo script andrebbe studiato nelle scuole di cinema per apprendere come si possa realizzare un film profondamente politico e, al contempo, profondamente umano avendo una straordinaria sensibilità per leggere tutti i mutamenti e anche gli slittamenti del pensiero in ognuna delle dramatis personae. Perché di persone si tratta e mai di personaggi. Con tutte le loro sofferenze, con i tormenti interiori ed anche con tutte le contraddizioni, in particolare sul versante ideologico.
Perché se Maixabel porta viva dentro di sé la consapevolezza di quanto quell'omicidio abbia cambiato la sua vita sa anche che però non può ancorarsi ad esso. Deve poter cercare di trovarsi di fronte a chi quel mutamento ha provocato. Passo che per sua figlia, diciannovenne e appena diplomata l'anno in cui il padre venne ucciso, è più difficile da compiere anche dopo che è diventata a sua volta madre. Sull'altro versante Ibon passa dall'indifferenza dopo l'attentato alle invettive in aula dopo il processo, attraversando successivamente una serie di passaggi che vanno al di là del classico percorso del 'pentimento'.
Il suo punto di arrivo non sarà finalizzato alla ricerca di un vantaggio personale ma piuttosto di una rigenerazione interiore che vada oltre il ripudio della lotta armata. I due riusciranno a giungere a una meta comune. L'interpretazione sia di Blanca Portillo che di Luis Tosar offre a Maixabel e Ibon tutta la densità necessaria per un film che potrà essere compreso ed emotivamente percepito, anche nei dettagli, da chi abbia vissuto da noi, non dimenticandoli, i cosiddetti anni di piombo.
Basato su una storia vera. Nel 2000 un politico socialista spagnolo viene ucciso da un commando dell’ETA. Alcuni anni dopo i tre componenti vengono arrestati e condannati. In carcere, due di loro attraverseranno tutte le fasi del progressivo distacco dall’organizzazione, prima con la presa di distanza dalla lotta armata, e in un secondo tempo affrontando un senso di colpa sempre più [...] Vai alla recensione »
Una storia vera di terrorismo e redenzione, colpa e perdono. Nei Paesi Baschi sono stati 857 gli omicidi dell'Eta, prima che rinunciasse, nel 2011, alla lotta armata. Restano le ferite dell'anima nei familiari delle vittime, e affiorano alcuni segnali di pentimento tra le schiere dei carnefici, spesso disillusi, tormentati dai rimorsi, mentre reclusi si ritrovano a guardare nell'abisso del passato [...] Vai alla recensione »