| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia, Belgio |
| Durata | 87 minuti |
| Regia di | Antoinette Boulat |
| Attori | Lou Lampros, Tom Mercier, Carmen Kassovitz, Angelina Woreth, Lucie Saada Emmanuelle Bercot, Maya Sansa, Bakary Sangare. |
| Uscita | giovedì 12 gennaio 2023 |
| Tag | Da vedere 2021 |
| Distribuzione | No.Mad Entertainment |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,46 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 10 gennaio 2023
Due ragazzi si trovano a vivere una notte tra le strade di Parigi. In Italia al Box Office Ma Nuit ha incassato 11,2 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Marion ha 18 anni e vive a Parigi. La scomparsa della sorella, deceduta cinque anni prima, le ha lasciato un immenso dolore. Il giorno dell'anniversario della sua morte, la ragazza decide di uscire di casa e di camminare per le vie della città, tentando di integrarsi con i propri coetanei. Giochi, chiacchiere, feste... ma la ragazza non sembra divertirsi. Per fortuna, Alex precipita nella sua vita. I due giovani passano la notte insieme esplorando la capitale francese e filosofeggiando sulla vita e sulle proprie paure. Grazie alla spensieratezza e alla positività del nuovo amico, Marion darà una svolta al suo atteggiamento affrontando diversamente la vita.
Dopo anni di esperienze come direttrice di casting, Antoinette Boulat ci stupisce con un primo film già molto maturo. Riunisce attori emergenti come la protagonista Lou Lampros e riporta sul grande schermo Tom Mercier, che abbiamo già visto in Synonymes di Navad Lapid.
Marion veste di nero e parla poco. Sfugge dai famigliari e nonostante segua i suoi coetanei nelle loro avventure, non riesce a vivere felice come loro. Ciò che la caratterizza è il dolore provocato dalla morte della sorella che si è trasformato in una paura esistenziale. Ma Nuit è un'occasione per parlare, molto poeticamente, delle generazioni attuali che hanno perso ogni tipo di spensieratezza, che faticano a comunicare e che cercano una via d'uscita. Se durante la prima parte del film l'angoscia è prevalentemente suggerita dalla fotografia e dagli sguardi intensi della ragazza, l'incontro con Alex scaturisce un inesauribile flusso di coscienza che smuove tutti i nodi interiori. Alex è l'energia positiva di cui Marion aveva bisogno, è uno spirito libero e per lui "la libertà è il sentimento di non aver paura". Si dimostra, così, l'interlocutore ideale.Prigioniera delle proprie paure, le ragazza riesce ad esplicitare le proprie ansie e la presa di parola è un sollievo anche per lo spettatore. La morte è, evidentemente, la causa dei suoi malesseri ma il film ne parla raramente, si focalizza più sul dopo, su cosa rimane dopo la perdita di un caro, su come vivere serenamente senza paure. La passeggiata notturna è quindi colma di discorsi filosofici ed esistenziali ma la parola non predomina. Il film rimane un'opera ricca di sensazioni, dove la percezione degli elementi uditivi, visuali ed emotivi, sono un punto di forza.
Essendo fotografa, Marion è un'acuta osservatrice e sempre attenta ai dettagli che la circondano. Mediante la musica negli auricolari, il fruscio delle foglie e i vari silenzi ricchi di pensieri, il film ci trasporta comodamente nel suo mondo interiore. La capitale francese regala una scenografia suggestiva, a tratti romantica, che riporta alla luce la sua intrigante ambivalenza. Il film non mostra solo i meravigliosi ponti della Senna ma anche la sua ordinaria criminalità. Di conseguenza, Parigi si presta ad essere lo specchio delle emozioni della protagonista. Con il dolore nel cuore, anche la più bella delle città può apparire ostile e Marion sembra vedere e vivere solo il negativo. Antoinette Boulat ci convince che il nostro stato d'animo influenza anche la percezione dell'ambiente circostante e delle situazioni che viviamo. E dopo questa notte atipica, c'è un nuovo giorno. Parigi, fuori, è luminosa. Vediamo la ragazza ridere per la prima volta e risplendere sui suoi pattini a rotelle, felice fino a toccare le nuvole. È un film perfetto per i giovani adulti che si immedesimeranno senza difficoltà, ma anche per coloro che vogliono perdersi per le vie notturne di Parigi per poi ritrovarsi, più sereni di prima.
Film indipendente e raffinato, pieno di bellezza, visibile nella fotografia, nella profondità dei dialoghi e dei personaggi. I protagonisti sono giovani carichi di sofferenza, paura, rabbia e una forte sensibilità da gestire. "Ma Nuit" è un "viaggio notturno" verso la liberazione da questa disperazione e mostra una via alternativa, ovvero l'opportunit&agr [...] Vai alla recensione »
Marion ha 18 anni e vive a Parigi. La scomparsa della sorella, deceduta cinque anni prima, le ha lasciato un immenso dolore. Il giorno dell’anniversario della sua morte, la ragazza decide di uscire di casa e di camminare per le vie della città, tentando di integrarsi con i propri coetanei. Giochi, chiacchiere, feste… ma la ragazza non sembra divertirsi. Per fortuna, Alex precipita nella sua vita. I due giovani passano la notte insieme esplorando la capitale francese e filosofeggiando sulla vita e sulle proprie paure.
Il film è un'occasione per parlare, molto poeticamente, delle generazioni attuali che hanno perso ogni tipo di spensieratezza, che faticano a comunicare e che cercano una via d’uscita.
Un’opera ricca di sensazioni, dove la percezione degli elementi uditivi, visuali ed emotivi, sono un punto di forza. Perfetta per i giovani adulti che si immedesimeranno senza difficoltà, ma anche per coloro che vogliono perdersi per le vie notturne di Parigi per poi ritrovarsi, più sereni di prima.
Che cos'è la notte, quel momento tra la fine e l'inizio di un giorno? Un punto d'arrivo irrevocabile? L'occasione per ripartire verso l'imprevedibile? Marion ha diciotto anni e un dolore che la insegue da molto tempo. Prova a fuggire senza successo. Sua sorella Alice è morta eppure ogni anno è là come un fantasma dentro una casa che si agita in mezzo a una famiglia incapace di elaborare il lutto.