| Anno | 2020 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Regina King |
| Attori | Kingsley Ben-Adir, Aldis Hodge, Leslie Odom Jr., Eli Goree, Lance Reddick Christian Magby, Nicolette Robinson, Joaquina Kalukango, Michael Imperioli, Lawrence Gilliard Jr.. |
| Tag | Da vedere 2020 |
| MYmonetro | 3,18 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 gennaio 2021
Classius Clay incontra Malcolm X e Sam Cooke per cambiare le sorti degli USA. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 3 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 9 candidature a Satellite Awards, Il film è stato premiato a National Board, 6 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, a Spirit Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards,
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CONSIGLIATO SÌ
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25 febbraio 1964. Cassius Clay ha appena conquistato il titolo di campione dei pesi massimi al Miami Beach Convention Center, e per festeggiare raggiunge il suo "fratello" Malcolm X, che lo aspetta in un motel insieme ad altre due eccellenze della comunità afroamericana dell'epoca: il campione di football americano Jim Brown e il cantante Sam Cooke. Malcolm X è in uscita dalla Nazione Musulmana e vuole chiamare a sé Cassius Clay per il nuovo movimento che si appresta a formare. Clay non è ancora diventato Mohammed Alì ma ha 22 anni e considera Malcolm il suo mentore spirituale, dunque è tentato di seguirlo. Jim Brown invece ha combattuto la sua battaglia contro il razzismo in autonomia, e Sam Cooke sta conquistando l'ammirazione del pubblico caucasico e le top 100 discografiche. L'incontro fra i quattro metterà a confronto i loro diversi modi di contribuire alla causa dell'emancipazione della comunità nera statunitense.
L'attrice Regina King, dopo aver diretto vari episodi di serie televisive, è la regista di One Night In Miami, adattamento dell'omonima pièce teatrale scritta da Kemp Powers, anche sceneggiatore del nuovo film Disney Pixar Soul.
E c'è davvero molta anima in questo resoconto immaginario di una conversazione a quattro fra le figure black più importanti degli anni Sessanta: tre celebri negli unici settori in cui agli afroamericani era consentito di emergere in quell'epoca, ovvero lo sport e la musica, e un terzo diventato un nome dell'attivismo politico, con gran dispitto di gran parte della popolazione americana bianca, ma anche di quei "fratelli" che preferivano ai suoi impulsi rivoluzionari le proteste pacifiche di Martin Luther King.
Ognuno dei quattro ha argomenti importanti da mettere sul piatto, ma la tensione si alza fra Malcolm X e Sam Cooke: il primo è un militante duro e puro che definisce i bianchi "demoni" e invita a combattere "con ogni mezzo necessario"; il secondo è arrivato ad esibirsi al Copacabana, prima vietato ai performer di colore, e a partecipare ai talk show televisivi, ma anche un produttore discografico indipendente in grado di lanciare i talenti della sua comunità e di tenere per sé i diritti delle proprie canzoni.
L'interazione verbale fra i quattro è una sintesi efficacissima di posizioni ideologiche e scelte comportamentali che hanno una evidente ricaduta sul presente, e le dinamiche fra figure pubbliche che conoscono bene le difficoltà di emergere nell'America bianca e avvertono la responsabilità di essere esempi per la loro comunità manda chiari messaggi al pubblico in epoca Black Lives Matter. Regina King evita di rimanere troppo attaccata alla struttura teatrale del testo, facendo entrare e uscire i quattro da quel motel in Miami e inserendo momenti filmici che riguardano l'interazione fra Malcolm X, Sam Cooke e le rispettive famiglie.
Se c'è una debolezza in One Night in Miami è l'eccessiva polarizzazione dei personaggi di Cooke e X, che si riflette nella caratterizzazione dei rispettivi interpreti: Sam Cooke viene incarnato da Leslie Odom Jr. come un dandy impegnato ad arruffianarsi il pubblico yankee, quando nella realtà era un performer di grandissima dignità impegnato a lavorare per l'emancipazione black ben prima di essere "convertito" da Malcolm X, e Kingsley Ben-Adir rende il suo Malcolm X più mite e meno arrabbiato di quanto non fosse in realtà il leader della Nazione.
È anche curioso che le scritte finali ricordino solo l'assassinio di Malcolm X e non quello di Sam Cooke, avvenuti a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro, entro un anno dagli eventi narrati nel fim. Ma One Night in Miami resta un ritratto divulgativo delle dinamiche all'interno di una comunità non monolitica impegnata a migliorare la propria condizione in un'America, allora e ancora oggi, fortemente discriminatoria.
Sempre teso e coinvolgente, "One Night In Miami..." trae il suo interesse dal non prendere posizione, dall'essere engagé senza scadere nel didascalismo o nella propaganda, quanto dall'evidenziare la forza della dialettica. Il costruttivo confronto non lascia indifferenti i quattro protagonisti, permettendo loro di uscirne in qualche modo rinnovati, a differenza del mondo esterno, [...] Vai alla recensione »
Quasi seguendo lo stesso filone teatrale di Ma Rainey's Black Bottom di George C. Wolfe (http://www.close-up.it/nuovo-artico...), anche il debutto dietro la cinepresa dell'attrice statunitense Regina King sembra svolgersi all'interno di un palcoscenico spaziotemporale alquanto claustrofobico e soffocante - per la precisione, quello dell'America della prima metà degli anni '60, vittima di un passato [...] Vai alla recensione »