Il mio corpo

Film 2020 | Documentario, 82 min.

Anno2020
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia, Svizzera
Durata82 minuti
Al cinema4 sale cinematografiche
Regia diMichele Pennetta
TagDa vedere 2020
DistribuzioneAntani, Kio Film
MYmonetro 3,50 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Michele Pennetta. Un film Da vedere 2020 Genere Documentario, - Italia, Svizzera, 2020, durata 82 minuti. distribuito da Antani, Kio Film. Oggi tra i film al cinema in 4 sale cinematografiche - MYmonetro 3,50 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Due ragazzi devono confrontarsi con le loro diverse solitudini in un paese della Sicilia. Il film è stato premiato a Roma Film Festival,

Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Pennetta trova la magia a metà tra documentario e finzione e tra due vite sacrificate nella Sicilia di oggi.
Recensione di Tommaso Tocci
giovedì 25 febbraio 2021
Recensione di Tommaso Tocci
giovedì 25 febbraio 2021

Due storie e due corpi nella Sicilia contemporanea, che in parallelo lavorano per sopravvivere e forse sognare di scappare altrove. Il piccolo Oscar, adolescente, vive con il padre e lo segue nei campi assieme al fratello maggiore, dove la piccola impresa familiare recupera oggetti abbandonati e rivende materiali a peso. Il rapporto tra padre e figli è fatto di poche e spesso brusche parole, che fanno però scorgere le cicatrici del passato. Non lontano, Stanley è un ragazzo più grande, e almeno teoricamente più libero. Viene dalla Nigeria, ha ricevuto un permesso di soggiorno, ma esita ad abbandonare l'isola e i piccoli lavoretti con cui sbarca il lunario, dalle pulizie in una chiesa alla raccolta nei campi.

Inserito in una tradizione contemporanea sempre più ricca, di cinema italiano che si prende il tempo per guardare luoghi e situazioni nuove, Il mio corpo è un riuscito esempio di documentario ibrido scandito dall'osservazione etnografica e antropologica.

Lo realizza Michele Pennetta, italiano trapiantato in Svizzera e giunto al secondo lungometraggio; il precedente Pescatori di corpi aveva un'impostazione simile, così come il corto 'A lucata. Dalle corse dei cavalli alla pesca di frodo, il regista indaga micro-mondi clandestini e illegali ma al tempo stesso sempre più reali.

Con Il mio corpo, cadono le recinzioni in favore di un discorso più sfumato tra ciò che è legale, legittimo o possibile. Al centro ci sono due corpi non più circoscritti dall'ambiente, ma che anzi lo abitano e lo percorrono in lungo e in largo, anche se questa Sicilia è perlopiù aspra e desolata. Il corpo è per Pennetta inteso nella doppia accezione religiosa (da cui il titolo e i diversi accenni alla spiritualità nel corso del film) e puramente fisica, come evidenza di sé. Per Oscar come per Stanley, il corpo è lavoro ed è strumento, l'unico a disposizione per garantirsi un'esistenza. Pennetta li inquadra entrambi, spesso e a lungo, in sequenze mute di routine quotidiana i cui ritmi e le cui cadenze inducono a una riflessione profonda sulle condizioni a cui i due protagonisti (e le tante figure di cui sono il simbolo) devono sottostare.

Molte scene sono autentici momenti di vita registrati dalla macchina da presa; notevole la quiete scomposta della famiglia di Oscar prima del risveglio mattutino, così come il particolare brio che si accende in Stanley mentre cucina il banku con l'amico Blessed. Altre sono necessariamente impostate dal regista, come il bel finale o i lampi di trascendenza filmica più pura.

Allo spettatore si chiede di accettare questo metodo tra realtà e finzione, in nome di una diversa accezione del "vero". Richiede fortuna, apprezzamento dell'estemporaneo, e un gran lavoro di preparazione, non dissimile per impostazione dal cinema di Gianfranco Rosi. E proprio come dimostra Rosi, cruciale per questo tipo di film è il lavoro sulla fotografia: qui se ne occupa Paolo Ferrari, uno che di documentari se ne intende e che ammanta i paesaggi perlopiù rurali di una luce intensa e vivida.

Nei fatti però Pennetta mostra un luogo già svuotato, abitato da persone che se non sono rassegnate pensano a come andarsene. Oscar e Stanley sono uniti in questo, anime di passaggio che agitano un lumicino nella notte e cercano una strada. Non ci sono madri ne Il mio corpo, eccetto quella evocata musicalmente con lo Stabat Mater finale, e una madre natura che sembra voler fare prigionieri. Questo bel secondo film vive di una tensione a unire ciò che sappiamo essere diviso, e forse dimenticato.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 28 marzo 2021
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Il furgone rallenta e si ferma in cima al cavalcavia. Il padre resta sul ponte a guardare mentre i figli, due ragazzini, scendono giù giù in quella discarica abusiva a cercare rottami metallici che l' uomo tira su a forza di braccia. Tra quelle ferraglie chissà come finisce anche una madonna di gesso che sale dondolando appesa a una corda contro un cielo rinascimentale scolpito dalla fotografia di [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 marzo 2021
Andrea Chimento
Il Sole-24 Ore

Tra i titoli italiani più validi disponibili on-demand c'è sicuramente «Il mio corpo» di Michele Pennetta.Al centro le storie di due persone all'interno della Sicilia di oggi: un adolescente che recupera materiali abbandonati nelle discariche e un ragazzo nigeriano che vive nella totale emarginazione.Mescolando documentario e finzione, Pennetta ha firmato un interessante lungometraggio ibrido, che [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 marzo 2021
Gabriele Porro
Cult Week

Ha osservato giustamente Peter Bradshaw su The Guardian (il film è uscito a Londra a dicembre, e non è l'unica apparizione internazionale, ai festival e in sala, con molti elogi, dopo il premio all'ultima Festa di Roma) che ci sono almeno due spiegazioni, e abbastanza opposte, del titolo che il 37enne regista varesino Michele Pennetta, da qualche tempo trapiantato in Svizzera, ha voluto dare a Il mio [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 febbraio 2021
Giulia Lucchini
La Rivista del Cinematografo

Guardando questo film verrebbe da dire: Il mio corpo è una gabbia. Coproduzione svizzero-italiana con cui il regista Michele Pennetta chiude idealmente la sua trilogia siciliana ('A lucata nel 2013 e Pescatori di corpi nel 2016), nella quale si era confrontato con una riflessione sull'illegalità e la legalità. Oscar, poco più che bambino, passa le sue giornate recuperando ferraglia per suo padre [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 febbraio 2021
Alice Sforza
Il Giornale

È un documentario che si richiama per certi versi alla tradizione del nostro neorealismo. Attraverso due solitudini, quella di Oscar, un ragazzino che passa le sue giornate a raccogliere per conto del padre il ferro nelle discariche abusive, e quella di Stanley, un nigeriano che sbarca il lunario con vari lavoretti sottopagati, il regista Michele Pennetta racconta bene una Sicilia tra illegalità e [...] Vai alla recensione »

martedì 23 febbraio 2021
Giona A. Nazzaro
Film TV

Un film che sfida le definizioni classiche: né finzione, né documentario (classico). Pennetta racconta - meglio: osserva - le vite parallele di due ragazzi che il mondo non contempla. Uno raccoglie ferro nelle discariche, l'altro, nigeriano, vive all'ombra di una chiesa. Entrambi sono esclusi. La potenza filmica dello sguardo di Pennetta, che s'incarna nelle immagini di Paolo Ferrari, crea una musica [...] Vai alla recensione »

domenica 25 ottobre 2020
Marco Bolsi
Sentieri Selvaggi

È un invito ad ascoltare quello che ci viene fatto da Michele Pennetta ne Il mio corpo, presentato in anteprima italiana ad Alice nella città e vincitore del premio Raffaella Fioretta. Ascoltare cosa? Innanzitutto ciò che non si può percepire direttamente, un linguaggio che scorre al di sotto della parola e che riempie con la sua presenza tangibile lo spazio circostante arrivando a saturarlo: sono [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
lunedì 22 febbraio 2021
 

Regia di Michele Pennetta. Dal 26 febbraio direttamente in digitale.  Guarda il trailer »

NEWS
martedì 16 febbraio 2021
 

Due ragazzi devono confrontarsi con le loro diverse solitudini in un paese della Sicilia. Vai all'articolo »

winner
alice nella città - premio raffaella fioretta
Roma Film Festival
2020
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