Un divano a Tunisi

Film 2019 | Commedia, +13 87 min.

Titolo originaleUn divan a tunis
Titolo internazionaleArab Blues
Anno2019
GenereCommedia,
ProduzioneTunisia, Francia
Durata87 minuti
Regia diManele Labidi Labbé
AttoriGolshifteh Farahani, Majd Mastoura Mastoura, Aïsha Ben Miled, Feryel Chammari, Hichem Yacoubi, Ramla Ayari, Moncef Anjegui .
Uscitagiovedì 8 ottobre 2020
TagDa vedere 2019
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,96 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Manele Labidi Labbé. Un film Da vedere 2019 con Golshifteh Farahani, Majd Mastoura Mastoura, Aïsha Ben Miled, Feryel Chammari, Hichem Yacoubi, Ramla Ayari, Moncef Anjegui. Titolo originale: Un divan a tunis. Titolo internazionale: Arab Blues. Genere Commedia, - Tunisia, Francia, 2019, durata 87 minuti. Uscita cinema giovedì 8 ottobre 2020 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,96 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 16 settembre 2020

Una commedia su una ragazza che prova a far ritorno a Tunisi. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, 1 candidatura a Lumiere Awards, In Italia al Box Office Un divano a Tunisi ha incassato 522 mila euro .

Consigliato sì!
2,96/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,91
PUBBLICO 2,96
CONSIGLIATO SÌ
Scene esilaranti e ritratti irresistibili: una commedia terapeutica su un Paese in piena ricostruzione.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 18 febbraio 2020
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 18 febbraio 2020

Selma Derwich, psicanalista trentacinquenne, lascia Parigi per aprire uno studio nella periferia di Tunisi, dov'è cresciuta. Ottimista sulla missione, sdraiare sul lettino i suoi connazionali e rimetterli al mondo all'indomani della rivoluzione, Selma deve scontrarsi con la diffidenza locale, l'amministrazione indolente e un poliziotto troppo zelante che la boicotta. A Tunisi, dove la gente si confessa nelle vasche dell'hammam o sotto il casco del parrucchiere, Selma offre una terza via, un luogo protetto per prendersi cura di sé e prendere il polso della città.

Realizzatrice francese di origine tunisina, Manele Labidi ritrova le sue radici attraverso l'epopea di Selma, eroina scapigliata in bilico tra due culture.

Disorientata come la sua psicanalista davanti a un paese in mutazione, la regista sceglie la commedia e si confronta con le barriere culturali di una comunità che si dimostra scettica verso la pratica analitica.

La prima qualità di Un divano a Tunisi è proprio la scelta di affrontare il suo soggetto col sorriso. Manele Labidi comprende tutto il potenziale comico della situazione e la dimensione assurda di una società schizofrenica che rifiuta un aiuto psicologico. La comicità affiora a ogni seduta, provocando scene esilaranti e collezionando una galleria di ritratti irresistibili (e stonati): un imàm che ha perso la 'fede' e la moglie, un'esuberante proprietaria di un salone di bellezza che ha un rapporto difficile con la madre, un paranoico che sogna presidenti e dittatori, un adolescente ribelle pronta a tutto pur di lasciare la Tunisia, un poliziotto reazionario.

Tutti vogliono un posto al sole e sul lettino di Selma, che diventa il teatro di eccessi comici ma anche di momenti malinconici e interrogativi esistenziali. Perché contro la legge del silenzio, Selma ascolta. Ascolta passare sul divano del titolo i malesseri di una società intera combattuta tra tradizioni religiose e bisogno di parlare per ricostruirsi. Dall'altra parte del divano e con la benedizione di Freud, sonda l'inconscio di un Paese e dissolve lo spleen che annebbia la sua vita.

In una scena spassosa e onirica, il fantasma dello psicanalista ebreo appare lungo una strada deserta mentre la protagonista è in panne emozionale. Allineata con le preoccupazioni sociali della Tunisia, la psicanalisi ha conosciuto un picco di interesse presso la classe media dopo la rivoluzione (dei Gelsomini nel 2010), che ha avuto un impatto considerevole sulla psiche della popolazione.

Attraverso le risorse comiche, la regista traccia un affresco sociale efficace. La finzione flirta col documentario, disegnando un Paese in piena ricostruzione (sociale, politica, economica) e filmando un tragitto esistenziale verso la verità e la conoscenza di sé. E la forza metalinguistica del film fa bene (anche) allo spettatore che guarda avanzare Golshifteh Farahani radiosa nei suoi jeans e dentro una canzone di Mina ("Città vuota"). L'attrice franco-iraniana aggiunge al suo carnet un altro ruolo di resistente. Un ruolo a sua immagine che conferma la coerenza delle sue scelte.

Commedia terapeutica, che 'scambia' Freud per un fratello musulmano, Un divano a Tunisi soffia un vento di speranza, la primavera araba è appena (ri)cominciata.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?

Tutti i film da € 1 al mese

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 28 settembre 2020
Eugenio

Tutto il mondo è paese. Una frase fatta che trova la sua carica emozionale e veritiera nell’ultima pellicola di Manele Labidi, Un divano a Tunisi, nelle sale dall’otto ottobre, vincitore del premio del pubblico alla mostra del cinema di Venezia 2019. Del resto nella realtà si vive su una placida isola d’ignoranza in mezzo a neri mari d’infinito, con personaggi [...] Vai alla recensione »

Frasi
Non vi disturberanno affatto. I nevrotici sono persone estremamente educate!
Una frase di Selma (Golshifteh Farahani)
dal film Un divano a Tunisi - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 8 ottobre 2020
Giovanna Branca
Il Manifesto

Tornando a Tunisi da Parigi Selma (Golsifteh Farahani) compie quel viaggio davanti al quale mette i propri pazienti, sdraiati o seduti sul suo improvvisato divano da psicanalista: verso il passato, l' infanzia, la famiglia e le sue dinamiche, l' influenza dei costumi sociali di un paese sulla formazione di una persona nella più tenera età. La protagonista di Un divano a Tunisi di Manèle Labidi - presentato [...] Vai alla recensione »

NEWS
NOW
giovedì 19 agosto 2021
Giorgio Crico

L’esordio alla regia della franco-tunisina Manele Labidi è ora su NOW. Vai all'articolo »

HOMEVIDEO
mercoledì 27 gennaio 2021
 

Manele Labidi ritrova le sue radici attraverso l'epopea di Selma. Vai all'articolo »

TRAILER
mercoledì 16 settembre 2020
 

Regia di Manele Labidi Labbé. Un film con Golshifteh Farahani, Majd Mastoura Mastoura, Aïsha Ben Miled, Feryel Chammari, Hichem Yacoubi. Da giovedì 8 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

BOX OFFICE
mercoledì 19 agosto 2020
Andrea Chirichelli

Terminano le anteprime all'aperto di Volevo Nascondermi, da oggi in sala insieme a Onward e Gretel e Hansel. Scopri la classifica »

TRAILER
lunedì 13 luglio 2020
 

La rivoluzione culturale comincia sul lettino della psicanalista Selma. In anteprima a luglio e agosto nelle arene estive e da settembre al cinema.  Vai all'articolo »

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giovedì 6 agosto 2020
 

Una commedia su una ragazza che prova a far ritorno a Tunisi. Vai all'articolo »

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