| Titolo originale | Adam |
| Anno | 2019 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Maryam Touzani |
| Attori | Lubna Azabal, Nissrine Erradi, Douae Belkhaouda, Aziz Hattab, Hasna Tamtaoui . |
| Uscita | giovedì 3 giugno 2021 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,12 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento mercoledì 2 giugno 2021
La storia di due donne in fuga che dovranno unire le loro forze. Il film ha ottenuto 2 candidature a Lumiere Awards, In Italia al Box Office Adam ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 10 mila euro e 3 mila euro nel primo weekend.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
In attesa di un figlio concepito fuori dal matrimonio, Samia gira tra le strade di Casablanca cercando lavoro e alloggio. Tra i vari rifiuti che la giovane donna riceve c'è anche quello di Abla, una vedova che vende pane dalla sua abitazione e che vive con la figlia Warda. Ma nel vedere Samia pronta a trascorrere la notte in strada proprio davanti alla sua finestra, Abla si convince a darle riparo per qualche giorno. La decisiva e adorabile mediazione di Warda, assieme alla bontà della rziza fatta in casa da Samia, porteranno Abla ad aprirsi un po' e a elaborare il suo lutto, mentre Samia si prepara a partorire e a confrontarsi con la decisione di dare il figlio in adozione.
Con grande pudore, la regista marocchina Maryam Touzani fa il suo esordio nel lungometraggio esplorando uno spazio domestico in cui due donne si sostengono l'un l'altra.
Tra affetti già svaniti e altri ancora in arrivo, ciò che resta nel mezzo è un mondo interiore a cui ridare centralità e dignità. Touzani accompagna gentilmente lo spettatore tra le curve di questo processo, in una terapia fatta di musica, di osservazione e di cucina; anche quando il mondo ti dà una farina "allungata", occorre comunque imparare a "sentire" l'impasto perché ne escano meraviglie.
Gli interni dell'abitazione di Abla, a Casablanca, sono spesso ammantati di un chiaroscuro che aiuta ancor di più a fare di Adam uno studio delle due protagoniste. I loro volti guardano e si guardano, spesso in modo sfacciatamente ortogonale. Le interpretazioni di Nisrin Erradi e Lubna Azabal contribuiscono a creare un senso di vulnerabilità e di scoperta, grazie al quale il film trasforma i suoi snodi di familiare prevedibilità in un ritmo piacevole che nutre lo spirito.
Riappropriarsi del tempo e di un (piccolo) spazio è d'altronde l'unico modo di esprimere se stesse in un universo in cui, nelle parole di Abla e Samia, "poche cose ci appartengono." E così anche il cibo o una canzone diventano modesti atti di ribellione alle strutture patriarcali, che vengono tenute a distanza per poter riscoprire una sensualità tattile ma pura. Touzani cattura tutto questo con la perspicacia di una regista navigata, facendo del suo esordio una piccola oasi cinematografica che non lesina mai il ristoro ai suoi visitatori.
Siamo in Marocco, qualche anno fa. Scordiamoci -anche troppo- un film elogiato -anche troppo, ma ineteessante-, Omicidio al Cairo. Gli avvenimenti che hanno interessato il mondo arabo negli ultimi dieci anni non interessano alla regista. La quale ci racconta che una donna non piu giovanissima ospita una ragazza incinta. E che ai dubbi iniziali, gradualmente, si sostituisce [...] Vai alla recensione »
La linea della maternità unisce due donne sole nel grande ventre della Medina di Casablanca: il tempo non è dato saperlo, sfugge alle coordinate di una condizione esistenziale che si impone come unica vera chiave d'accesso a Adam, lungometraggio d'esordio della regista e sceneggiatrice tangerina Maryam Touzani presentato al Certain Regard di Cannes 2019.