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Ultimo aggiornamento lunedì 15 ottobre 2018
La strage di Utoya avvenuta nel 2011 per mano del terrorista Anders Breivik, in cui morirono 69 giovani tra i 14 e i 20 anni.
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CONSIGLIATO SÌ
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Sull'isola di Utøya, a nord-ovest di Oslo, un gruppo entusiasta di adolescenti si prepara alla visita del Primo Ministro, immaginando insieme il futuro del proprio paese. Ma a sbarcare sull'isola è Anders Breivik, terrorista di estrema destra che vuole mondare dai peccati la Norvegia e l'Europa. Il 22 luglio, dopo aver esploso una bomba davanti al palazzo governativo di Oslo, raggiunge Utøya e abbatte vite a colpi di arma da fuoco. La sua spedizione mortale fa sessantanove morti e più di duecento feriti. Colpito cinque volte, Viljar sopravvive al massacro, supera la lunga convalescenza e decide di testimoniare nel processo contro Breivik. Per chi è rimasto e per quelli che non ci sono più.
Quello che è accaduto il 22 luglio 2011 in Norvegia è una vicenda così insostenibile che ci vuole davvero una grande volontà per ritornare ancora una volta su quella maledetta giornata. Che cosa abbiamo da scoprire di più su quelle ore? A che serve 22 luglio, il secondo film a trattare direttamente quel dramma?
Il primo è del regista norvegese Erik Poppe (U - July 22). Come in United 93, Paul Greengrass costringe lo spettatore a ripercorrere le stazioni dell'orrore. L'enumerazione minuziosa dei fatti reali, combinati a una drammaturgia costruita intorno a quei fatti, lo precipita al cuore di una tragedia di cui fatichiamo ancora a comprendere le ragioni. Se si supera l'emozione primaria, è possibile distinguere il proposito di Greengrass, autore britannico esperto di reportage televisivi.
Dietro la ricostruzione, il film pone una domanda pertinente sul mondo e il sistema che il terrorista è riuscito a colpire e insidiare. Non è certo la prima volta che l'autore piega alle necessità della fiction tecniche ispirate alle inchieste televisive per mettere in scena altre giornate fatali: il 30 gennaio del 1972 a Derry (Bloody Sunday) o l'undici settembre 2001 a New York (United 93). Ma se gli uomini e le donne dell'undici settembre, vittime e carnefici, compaiono nella storia per sparirne rapidamente, in 22 luglio escono dall'anonimato e assumono un carattere distintivo.
I primi colpi esplodono, i giovani corrono, rifugiandosi dove possono, negli edifici, dentro il bosco, dietro le rocce. La camera di Greengrass trova Viljar e non lo lascia più. Il suo antagonista è Anders Breivik, 'tecnocrate' del crimine di massa che il film e lo stato norvegese processano per provare a comprendere, per provare a comprenderlo. A mediarli un avvocato, incarnazione sofisticata del politically correct e dei valori occidentali, di quel modello perfetto di società democratica europea che la Norvegia rappresenta e di cui Breivik è la mostruosa contraddizione.
Paul Greengrass resta fedele al suo stile: camera mobile e nervosa, montaggio rapido e frammentato che ricrea l'attacco ed espone (soprattutto) le sue conseguenze: la ricostruzione fisica e psicologica di un giovane sopravvissuto e di un paese traumatizzato. Eludendo le prodezze tecniche, sempre discutibili sul piano etico, 22 luglio descrive concisamente il momento di passaggio all'atto, sbilanciandosi sul processo e sull'impegno personale e concreto che farà di anonimi degli eroi. Possiamo interrogarci all'infinito sulle motivazioni del regista, giudicare la liceità di un'inquadratura ma al di là dei quesiti e delle questioni ontologiche, misuriamo la bellezza e registriamo l'utilità del suo ultimo piano: unico e resiliente.
Mi è piaciuto, perché oltre a raccontare quel che successe in Norvegia, analizza con dolcezza e senza caricare troppo ciò che prova una persona sopravvissuta ad un attentato e come la propria famiglia cerca di aiutarlo e confortarlo. Bravo l’attore che interpreta il ragazzo sopravissuto.
Terzo film su una giornata di sangue per Paul Greengrass. Dopo il 30 gennaio 1972 di Bloody Sunday, che lo fece esplodere a livello internazionale, e l'11 settembre 2001 di United 93 (due nomination Oscar) ecco la strage di Utoya datata 22 luglio 2011. È un intenso dramma collettivo in tre atti sul massacro norvegese di 7 anni fa in cui l'estremista di destra norvegese Breivik uccise 77 persone definendosi [...] Vai alla recensione »