L'Isola dei Cani

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Un film di Wes Anderson. Con Bryan Cranston, Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Greta Gerwig, Bill Murray.
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Titolo originale Isle of Dogs. Animazione, Ratings: Kids+13, durata 101 min. - USA 2018. - 20th Century Fox Italia uscita martedý 1 maggio 2018. MYMONETRO L'Isola dei Cani * * * 1/2 - valutazione media: 3,84 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
sia21 venerdý 4 maggio 2018
un piacere per gli occhi Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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Wes Anderson è ormai un regista di culto, uno di quelli con una nicchia, in verità molto ampia, di fan che amano il suo particolarissimo stile e che conoscono a memoria ogni sua pellicola: questo fa sì che quando i suoi film escono al cinema ci siano, da una parte, ammiratori convinti di andare a vedere l'ennesimo capolavoro di un genio, dall'altra, spettatori iper-critici sempre pronti a dire "Visto? alla fine ha steccato anche lui, come immaginavo". Fortunatamente, ancora una volta, questi secondi hanno viste deluse le proprie aspettative. Anderson non sbaglia, anzi, si migliora, superando addirittura il suo riuscitissimo precedente nel campo dell'animazione "Fantastic Mr. [+]

[+] favola ecologica, tra politica e fascino manga (di antoniomontefalcone)
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zarar martedý 22 maggio 2018
un trascinante vagabondaggio visuale Valutazione 4 stelle su cinque
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Wes Anderson saccheggia una quantità di materiali eterogenei preesistenti, dall’animazione della Pixar (chi , nell’isola dei cani reietti, non rivede l’ambientazione di  Wall-e?)  a quella Disney di Lilli e il Vagabondo, alla grafica aggressiva dei manga giapponesi, fino al raffinatissimo Hokusai della Grande onda, per costruire un prodotto totalmente suo, un animatissimo stop-motion  in cui il gusto della narrazione che straborda, che usa gli schemi classici per rovesciarli in modo surreale, ironico, grottesco, è tutto. Narratore senza freno, il regista si prende tutte le libertà possibili: quella di decidere che il punto di vista è quello dei cani, non quello degli umani (sono loro che parlano agli spettatori, gli umani sono ‘tradotti’; quella di perdersi dietro divagazioni ‘inutili’ giusto per il gusto di farlo, perché quell’immagine in movimento lo trascina e conquista la macchina da presa (la traversata dell’isola in carrello dei quattro cani, Atari che non resiste ad una discesa sullo scivolo), quella di una denuncia ‘politica’ così esasperata nella sua schematizzazione e tipizzazione estrema da avere la forza subliminale della parabola da una parte, della favola crudele dall’altra; quella di una gamma di colori accesi nella gamma degli acidi, del bianco sporco,  dei prugna, dei violetti, dei neri, così lontani dai pastelli dell’animazione occidentale; quella del brutto sporco, buono o  feroce che sia (indifferentemente cane o umano), ma con occhi sempre curiosamente imploranti, che chiama continuamente in causa lo spettatore con primi primissimi piani da attore drammatico; quella di ritrovare l’umano/canino  e il sogno e la favola anche in un paesaggio di spazzatura senza cielo; quella del piccolissimo dettaglio inaspettato dove meno te lo aspetteresti; quella che accetta come possibili tutte le metamorfosi, anche le più improbabili. [+]

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philwes domenica 6 maggio 2018
il migliore amico di wes Valutazione 5 stelle su cinque
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No
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Anderson riesce ancora una volta a stupire con un film che è pura arte visiva e intrattenimento piacevole allo stesso tempo. Una regia incredibile accompagna l'intera durata del film con piani sequenza, numerosi split screen, profondità di campo e montaggio interno da vero maestro, composizione dell'immagine mai banale e scelte stilistiche che variano dalla stop-motion più artigianale possibile (scelta che è da stimare in un periodo dove sembra che per ogni cosa si debba usufruire della CGI ad ogni costo) alle tecniche d'animazione tradizionale giapponese. Che dire poi di una fotografia sempre colorata, piena di luci e ombre a sottolineare la drammaticità del momento, o della scenografia dettagliatissima e curata in maniera maniacale dal genio "bambino", come mi piace definirlo, Wes Anderson. [+]

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felicity mercoledý 31 luglio 2019
un film dĺanimazione fortemente politico Valutazione 3 stelle su cinque
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Wes Anderson torna alla stop-motion con una saga canina. Per dimostrare quanto l'umanità non sia all'altezza della pietà dei cani.
Il gioco dell'incomunicabilità (fra personaggi e fra personaggi e spettatori) assume una grande rilevanza, aiutato da salti linguistici spesso privi di traduzione e dal bombardamento tipografico che riempie lo schermo, trasformando la visione in un continuo lampeggiare di scritte, didascalie e ideogrammi spesso incomprensibili.
Tra randagismo e addomesticamento, poli esistenziali opposti, il film infine traccia una riflessione su cosa significhi dirsi liberi in un mondo di assoluta solitudine o in un universo di relazioni che, volenti o nolenti, delimitano e definiscono il nostro essere, arricchendolo. [+]

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ettorerivalta giovedý 3 maggio 2018
film coinvolgente ed eccentrico, simpatico Valutazione 5 stelle su cinque
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Bellissimo film d'animazione di uno dei miei registi preferiti, Wes Anderson, che con la stravaganza che esprime nei suoi film riesce sempre a coinvolgermi.
La trama del lungometraggio credo sia, nella prima parte, bellissima, divertente e per nulla banale, caratteristica che nei film d'animazione degli ultimi tempi è sempre più rara. Da questo punto di vista prende una piega  anche di prevedibilità verso la conclusione, e ciò mi spinge a pensare che sicuramente il regista avrebbe potuto fare ancora meglio "L'isola dei cani"...
In ogni caso il film trovo che meriti le cinque stelle, lo consiglierei a chiunque  e lo rivedrei volentieri più  volte

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biso93 sabato 12 maggio 2018
la rivoluzione della spazzatura Valutazione 4 stelle su cinque
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L'isola dei cani è un film del 2018 scritto e diretto da Wes Anderson e realizzato con la tecnica dello stop motion. L'isola dei cani è un film animato distopico e a mio modesto parere di rarissima intelligenza. I temi trattati non sono nuovi, temi politici, sociali, economici...ma il modo in cui Wes Anderson riesce a trasmetterceli di nuovo e' leggero, divertente, ironico e affascinante. Il film ha un grande pregio, riesce con ironica leggerezza a suscitare nello spettatore molteplici emozioni, lasciandolo a fine visione, arricchito e appagato. Un altra grande conferma per questo grande cineasta dei nostri tempi. Un piccolo scorcio di trama questa volta lo concedo: l'isola dei cani e' ambientato in un Giappone razzista e governato da una classe politica atta a cancellare la presenza dei cani nel territorio, relegandoli nell'isola dei rifiuti. [+]

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vanessa zarastro giovedý 12 luglio 2018
uno sperimentatore di generi Valutazione 4 stelle su cinque
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In questa estate romana molte sale cinematografiche propongono delle rassegne e ogni giorni proiettano un film uscito quest’anno, dando la possibilità a chi non l’abbia visto di recuperarne la visione. È appunto il caso di questo delizioso film di Wes Anderson, un regista che continua a stupirci per il suo sperimentare vari generi diversi. Lo ricordiamo in “I Tannenbaum” del 2002, una sorta di storia a fumetti dei membri di una famiglia che si riuniscono dopo tanti anni che hanno vissuto separati, “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” del 2005, la storia di un ricercatore e regista di documentari marini che si mette a caccia dello squalo-giaguaro che ha divorato il suo migliore amico, e in “Grand Budapest Hotel” del 2014, una serie di storie a scatole cinesi che attraversa il secolo scorso, narrata dal concierge dell’albergo mitteleuropeo. [+]

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rmarci 05 martedý 28 maggio 2019
piacevole, irresistibile, geniale Valutazione 4 stelle su cinque
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Wes Anderson, abile creatore di mondi meravigliosamente assurdi ed immaginari quanto reali come quello Grand Budapest Hotel, ambienta il suo secondo film d'animazione nella fittizia città di Megasaki, dove l'isolamento dei cani  non è altro che una metafora intenta a sviscerare tutta la cattiveria dell'essere umano, il suo opportunismo nell'abbandonare a sé stessi i "migliori amici dell'uomo" e la sua codardia di fronte ai problemi, a cui consegue, inoltre, la scelta della soluzione semplice e non di quella giusta per risolverli. A ciò si aggiunge una forte componente politica, caratterizzata da un'importante critica ad un governo capeggiato da uomini vili e senza scrupoli, spesso e volentieri disposti a ricorrere a metodi discutibili per raggiungere i propri interessi. [+]

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dandy giovedý 11 marzo 2021
io mordo. Valutazione 3 stelle su cinque
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Il ritorno all'animazione di Anderson(sempre con pupazzi a passo uno) dopo "Fantatic Mr Fox) è un cartone di spiccata tematica ambientalista e anticapitalista,nel messaggio universale del rispetto reciproco tra razze e della forza dell'unione.Visivamente sugestivo,pieno di omaggi alla cultura giapponese non solo cinematografica(si va da Kurosawa a Megasaki a Miyazaki).In linea con l'universo personale del regista,il film può comunque faticare a coinvolgere i più piccoli visto lo svolgimento non proprio fluido e risultare nell'insieme un pò freddo per i più grandi.Ben caratterizzati comunque i personaggi,ed efficace l'ironia di fondo(il tormentone del voto dove Capo è sempre in minoranza). [+]

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cardclau lunedý 7 maggio 2018
di ves anderson c'Ŕ nÚ uno Valutazione 5 stelle su cinque
40%
No
60%

L'isola dei cani è un film di animazione da leccarsi i baffi. Una animazione particolarissima, originalissima, ambientata nell'arcipelago giapponese, all'interno di una storia ottimamente costruita, in cui c'è di tutto, dal lato umano più fetido, a quello più vitale (spesso impersonato, ma non sempre, dalla razza canina). Capisco che il paragone è un po' azzardato, ma come la musica di Johann Sebastian Bach è piena zeppa di note, in uno strepitoso equilibrio subentrante, in cui tutto si fonde in una generale armonia, così il film di Ves Anderson è pieno zeppo di immagini, di storie, anche di particolari effetti musicali, ben armonizzate tra loro. [+]

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