| Titolo internazionale | My Own Good |
| Anno | 2018 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 94 minuti |
| Regia di | Pippo Mezzapesa |
| Attori | Sergio Rubini, Sonya Mellah, Dino Abbrescia, Francesco De Vito, Michele Sinisi Caterina Valente (II), Teresa Saponangelo, Maurizio Aiuto, Gennaro Albano, Giuseppe Giangregorio, Tommaso La Notte, Vincenzo Leggieri, Pinuccio Lovero, Donato Paterno, Vittoria Regina, Renato Tartaglia, Mimmo Villani. |
| Uscita | giovedì 4 ottobre 2018 |
| Tag | Da vedere 2018 |
| Distribuzione | Altre Storie |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,12 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 26 giugno 2020
Legato al ricordo della moglie scomparsa, un uomo è l'unico rimasto a custodire la memoria di un paesino distrutto dal terremoto. In Italia al Box Office Il bene mio ha incassato 169 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Elia è l'ultimo abitante di Provvidenza, un paese fantasma nella campagna pugliese i cui abitanti, dopo un devastante terremoto, si sono trasferiti al paese nuovo. Ma Elia non molla: "Questa è casa mia", ripete ostinatamente, e si strugge nel ricordo della moglie Maria, la maestrina di Provvidenza deceduta a causa del terremoto. I suoi unici contatti umani sono con il migliore amico Gesualdo, che gestisce un'agenzia di viaggi, e con Rita, ex collega di Maria, che porta ad Elia viveri e notizie. Il sindaco di Provvidenza Nuova, che è anche suo cognato, è il più deciso ad allontanare Elia dal paese vecchio, al punto da richiedere l'intervento della forza pubblica e far edificare un muro intorno all'abitato, con tanto di filo spinato. Ma proprio quando Elia sta per essere circondato, all'interno di Provvidenza Vecchia comincia ad avvertire una presenza: sarà il fantasma di Maria, venuto a riprendersi il suo cocciuto marito?
Il bene mio è il secondo lungometraggio di finzione di Pippo Mezzapesa dopo Il paese delle spose infelici e prosegue nello scavare dentro le sue radici pugliesi per dissotterrare una memoria condivisa.
La struttura del racconto, nonostante il realismo apparente, è quella della fiaba: una fiaba ricca di soffitte nascoste, presenze misteriose e segreti da scoprire. Se Pinuccio Lovero, protagonista dei due mockumentary girati da Mezzapesa (e presente ne Il bene mio con un cammeo), voleva fare il becchino in un luogo dove non moriva più nessuno, Elia si autoelegge custode della memoria di una comunità dove i morti sono stati fin troppi: perché "ricordare bisogna", e si deve ricostruire ciò che è crollato, invece di inventarsi un paese nuovo e senza storia.
Nell'Italia dei terremoti, Il bene mio è medicina preziosa per chi ha dovuto lasciare i propri luoghi e rifugiarsi "in terra sconsacrata", perché sottolinea il valore del recupero invece che della rottamazione, e mostra bene come l'identità delle persone abbia molto a che fare con il posto fisico in cui sono nate e cresciute, anche se è un paesino in cui "non succede mai niente". Elia sa qual è la cosa giusta da fare, anche se la sua ragione d'essere risulterà completamente chiara solo alla fine della storia.
Il bene mio è soprattutto una prova d'attore per Sergio Rubini, che presta la sua fisicità pinocchiesca al personaggio di Elia rendendolo tragicomico e straziante. La sua interpretazione è animata da un'indignazione reale a stento trattenuta, la sua magrezza e i suoi movimenti nervosi corrispondono ad un personaggio consumato dalla nostalgia e dal ricordo.
Accanto a lui i sempre affidabili Dino Abbrescia e Teresa Saponangelo nei ruoli di Gesualdo e Rita, entrambi àncore concrete alla vita e incarnazioni della necessità di andare avanti, altrettanto importante (se interpretata con saggezza) del rimanere fedeli ai ricordi.
“Il Bene Mio” è tutto ciò che il protagonista del film ha perso, cioè, la moglie ed una casa molto vicina al collasso, in seguito alle scosse di terremoto avvenute in Puglia e, più precisamente, nel paese di Provvidenza dove egli vive. Rimasto solo ed ancora profondamente addolorato per la perdita della consorte, egli vive le sue giornate sempre nel ricordo [...] Vai alla recensione »
Elia (Sergio Rubini, perfetto) è l'ultimo abitante rimasto a Provvidenza, paese devastato dal terremoto. Gli altri se ne sono andati, cercando di convincerlo, anche con le gua-die, a lasciare quelle case pericolanti; lui, però, si ostina a tenere viva la memoria di chi ha vissuto ed è morto in quei luoghi. Fino a quando una donna in fuga entrerà nella sua vita.