Il paese delle spose infelici

Film 2011 | Drammatico 82 min.

Regia di Pippo Mezzapesa. Un film Da vedere 2011 con Aylin Prandi, Nicolas Orzella, Luca Schipani, Rolando Ravello, Antonio Gerardi. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2011, durata 82 minuti. Uscita cinema venerdì 11 novembre 2011 distribuito da Fandango. - MYmonetro 3,14 su 34 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo aver assistito al tentato suicidio di una giovane vestita da sposa, due ragazzini di periferia tentano di avvicinarsi a lei per scoprire il segreto della sua infelicità. In Italia al Box Office Il paese delle spose infelici ha incassato 64,3 mila euro .

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Consigliato sì!
3,14/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,88
PUBBLICO 3,53
CONSIGLIATO SÌ
Affascinante ed evocativo romanzo di formazione tarantina.
Recensione di Edoardo Becattini
Recensione di Edoardo Becattini

A Martina Franca, il giovane Francesco detto Veleno è un ragazzino di buona famiglia che vive scrutando giorno dopo giorno i ragazzi dei quartieri popolari nei loro allenamenti a pallone e nei giochi all'aperto. Solo quando Zazà, il più grande e carismatico del gruppo, decide di testarne le capacità come portiere, Veleno comincia ad essere accettato e a passare i suoi pomeriggi in compagnia degli altri ragazzi. Durante uno di questi, assiste al salvataggio di una giovane vestita da sposa pronta a saltare dalla cima della chiesa del paese. La visione di quella ragazza bionda dai lineamenti dolci che si getta nel vuoto rimane impressa nei ricordi di Veleno e di Zazà, che da quel giorno tentano di avvicinarsi a lei e di scoprire il segreto della sua infelicità.
Negli ultimi anni la Puglia si è costruita come un luogo dell'immaginario legato ai racconti d'infanzia. Terre bruciate dal sole, dissetate dall'acqua e contaminate dai fumi delle industrie siderurgiche, che in film come Io non ho paura, Il miracolo o MarPiccolo diventano luoghi della memoria, spazi dove la perdita dell'innocenza si lega in maniera indissolubile a panorami litoranei squarciati da fumi rossastri e insalubri.
Nel lungometraggio d'esordio di Pippo Mezzapesa, gli ambienti di Martina Franca e di Massafra diventano un protagonista fondamentale all'interno di un racconto di formazione incentrato su due ragazzi provenienti da famiglie molto diverse. Da un bel romanzo scritto da Mario Desiati, il giovane autore di Pinuccio Lovero trae solo l'anima narrativa e la sensibilità per l'affascino: parola bellissima che in dialetto tarantino indica una maledizione, un incantesimo. Come quello che il personaggio di Annalisa, ninfa bionda votata all'autodissoluzione, è capace di esercitare su Veleno e Zazà; o come quello che i due giovani protagonisti vivono reciprocamente nel cercare, l'uno, di sporcarsi l'anima da bravo ragazzo e, l'altro, di scoprire che c'è per lui un destino diverso da quello del fratello spacciatore. O ancora, quello che riguarda tutte le giovani coscienze della provincia tarantina, su cui cadono i cascami di un pulviscolo impalpabile fatto di degrado urbano, declino culturale e qualunquismo politico.
È quest'ultimo particolare tipo di "affascino" ad essere impiegato da Mezzapesa in funzione degli altri due, attraverso un lavoro sull'immagine che privilegia gli effetti mnemonici e sinestesici. La storia dell'innocente triangolo fra Veleno, Zazà e Annalisa si costruisce infatti per piccoli sguardi, brevi squarci di esistenza legati dal filo rosso dei sentimenti e dei ricordi d'infanzia (soprattutto per chi è stato adolescente negli anni Novanta): la sensazione bruciante di un ginocchio sbucciato, l'odore di un campo appena arato, le luci e i suoni di un giro sul tagadà, l'eterno fascino di una Madonna laica dallo sguardo infelice. Momenti che segnano il primo passaggio all'età adulta e che affascinano e ammaliano il pubblico meno per le sfumature psicologiche che evocative, più per la loro forza "affascinatoria" che per un'eventuale compiutezza narrativa.

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IL PAESE DELLE SPOSE INFELICI
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 14 novembre 2011
PierpaoloVincenti

In un paesaggio crudo, in un sud come poche volte si è visto al cinema, fatto non di muretti a secco e ulivi secolari, ma di ciminiere che sbuffano veleni, cieli rossi, terra ferita, Mezzapesa punta magistralmente il suo sguardo su tre anime perse. Veleno, Zazà e Annalisa sono spiriti combattivi eppure schiacciati dal proprio destino, sono animati da sogni che sembrano irraggiungibili.

martedì 15 novembre 2011
Andrea D

E' vero che nel cinema si ritrovano tutti i pregi o i difetti del Paese in cui quel cinema si fa, ma se, soprattutto una volta, questo riscontro avveniva sotto un punto di vista critico, adesso più di una volta succede il contrario: ci si fa forza di tutti quei difetti, li si esaltano, li si romanzano e li portano sullo schermo. Poi si avvolge tutto in una specie di landa desolata e decontestuali [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 novembre 2011
lili_k

Veleno è un ragazzino di 15 anni, nuovo in paese che cerca di fare amicizia. Entra così nel gruppo di Zazà, talento naturale di calcio, che gioca insieme ad altri coetanei nella squadra giovanile di calcio “La cosmica”. Il mister ha grandi ambizioni su Zazà che vive in una situazione disagiata con il solo fratello che si mantiene facendo lo spacciatore.

lunedì 21 novembre 2011
ROLAV

Forse ho visto questo film troppo prevenuto. Mi aspettavo tanto. In realtà questo è un film piccolo (e su questo non ci sarebbe niente di male) in cui si avverte fortemente la scarsa incisività della scrittura e del racconto e una ostentazione accademica dell'uso dell'inquadratura e della fotografia (sembra artefatta, finta, non vera).

mercoledì 16 novembre 2011
brian77

Il regista ha delle qualità che spero faccia fruttare nei prossimi film. Ma, per favore, basta con queste storie di formazione, con questi film dal respiro corto, con questi compitini da tesi di laurea.  Se uno ha delle qualità, che mi faccia un film forte, che prenda il cuore dello spettatore e lo tenga in mano per cento minuti.

sabato 24 marzo 2012
Lauraa

Ma siamo impazziti? Come è possibile dare 5 stelle a questo film? E soprattutto come è possibile che nella scheda tecnica abbia tre stelle, e cioè solo mezza stella di differenza dall'immenso capolavoro "Una separazione"? Queste valutazioni mi sembrano assolutamente di parte.

venerdì 4 novembre 2011
il conte

Un film soporifero, che abbatte ripetutamente il ritmo ad ogni cambio di scena portando lentamente lo spettatore alla noia, complice la storia ed i dialoghi di una banalità a tratti sconcertante; personaggi che fanno il verso ai tanti film ambientati in Puglia visti negli ultimi anni piatti e superficiali; è assente ogni idea di cinema e di regia, tranne quella di mettere le inquadrature [...] Vai alla recensione »

martedì 15 novembre 2011
Lauraa

assolutamente niente di che... pensavo molto meglio dopo la pubblicità al festival di roma, ma si tratta del solito film di formazione, però in salsa pasoliniana. ma di pier paolo ce n'è uno solo! queste sono solo imitazioni destinate a lasciare il tempo e i festival che trovano

mercoledì 23 novembre 2011
Sonia.gent76

Film con una profonda vitalità e al tempo stesso una fortissima malinconia. Inquadrature eleganti e mai banali, fotografia impeccabile, musiche ricercate e montaggio (a parte qualche passaggio troppo brusco) che si concede dei momenti molto alti. Un cambio di registro netto rispetto ai lavori precedenti di Mezzapesa, (soprattutto rispetto a Pinuccio Lovero, che può essere considerato [...] Vai alla recensione »

sabato 12 novembre 2011
giaco912

  La puglia cinematografica è molto spesso ricordo  illuminato dalla luce del suo cielo celeste rubino,  colorato dalla  campagna giallina e mediterranea e melodizzata dal suono del vento sul grano .Mezzapesa riesce a riportare sulla pellicola una puglia vissuta e masticata: le nubi che si cospargono fra le ciminiere , il campetto da calcio  di fango , le casette [...] Vai alla recensione »

martedì 8 gennaio 2013
giupapa

un film decisamente inutile

lunedì 28 gennaio 2013
giupapa

questo film è semplicemente brutto!!!

giovedì 8 agosto 2013
nicell

Sembra un cortometraggio che si tronca a metà film. Mah.

lunedì 11 marzo 2013
EZONTA

per fortuna non ho pagato. Due scatole... MEDIOCRE!!!

lunedì 14 novembre 2011
renato volpone

"Non ci capisco più niente"  confida Veleno alla madre..... e in effetti il film racconta storie di ordinaria vita di periferia in una città del sud.... storie di solitudine, di sopravvivenza, viste con gli occhi dei ragazzi, gli occhi di Veleno e di Zaza, e quelli pieni di lacrime di Annalisa. I tre ragazzi si incontrano, si vogliono bene, si innamorano, sono parte ciascuno [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 novembre 2011
Flyanto

Film ritratto sulla vita e sulla crescita di alcuni ragazzi adolescenti della provincia salernitana. Sensibile ed intimistico con una quanto mai precisa rappresentazione dell' immobile realtà provinciale del Sud Italia.

domenica 4 dicembre 2011
silviollite

impressioni a caldo uscita dalla sala: un nodo in gola che vuole maturare.

giovedì 2 febbraio 2012
antcorapi

Gli autori sono andati ben oltre il raccontare la storia di un gruppo di ragazzi e di una sposa infelice... hanno raccontato la storia di una terra derubata e deturpata, di tutte le donne derubate del loro amor proprio, della infanzia violata, dell'annientamento dell'amor proprio, della incomunicabilità generazionale, del ruolo difficile dei genitori, di genitori incapaci, del dolore della malattia, [...] Vai alla recensione »

martedì 17 gennaio 2012
maffylallalalla

Film meraviglioso! Mi piacerebbe solo che qualcuno mi descrivesse la fine, xkè, a ns parere, nel ns cinema la pellicola si interrompe. Grazie in anticipo a chiunque gentilmente volesse aiutarmi. :D

giovedì 15 dicembre 2011
maffylallalalla

Film S P L E N D I D O, ma penso che abbiate tagliato la fine. O me la spiegate cortesemente? Sono seria: non l'ho capita. Grazie

giovedì 17 novembre 2011
Mas.stelv

L'unica cosa che rimane incompiuta è capire dove siano finite le spose del titolo...eppure anche su questo si riesce a passare oltre. Sì, perchè con il film dell'esordiente Mezzapesa (che poi tanto esordiente non è visto che ha già un David in saccoccia, menzioni ai Nastri d'Argento e partecipazioni a festival internazionali, tra cui il Festival di Venezia) [...] Vai alla recensione »

domenica 18 dicembre 2011
Morabitanthony

Veleno è il sosia di Ralph Macchio!!! A parte questa banalità, l'ho trovato un film molto poetico, stranamente trascurato dalla grande distribuzione. La scena di calcio è una delle più emozionanti scene che ho visto a cinema negli ultimi tempi. Sarà che da ex calciatore mi sono immedesimato... Bravo il regista e bravo il direttore della fotografia.

venerdì 25 novembre 2011
andrea.stend

Non capisco perchè i film più belli siano quelli più difficili da vedere?

venerdì 25 novembre 2011
marco.conti

Uno dei finali più coraggiosi degli ultimi tempi. Per un esordio non è poco, anzi. Una stella in meno per la scelta dell'attrice.

mercoledì 23 novembre 2011
Marta.Kraj

Quello che mi ha spinto a vedere questo film, al cinema Centrale di Milano purtroppo semivuoto, è stata la recensione della Mancuso sul Foglio. Dava finalmente il benvenuto a un regista vero. Aveva ragione!

mercoledì 16 novembre 2011
velenosa

mercoledì 16 novembre 2011
ronsard

Un bellissimo film, fuori dalle cose che si vedono in questo momento in Italia

mercoledì 23 novembre 2011
Brigante

La scena nel campo allagato, forse la migliore sequenza di calcio mai girata, la scena della protagonista, Annalisa, in piedi al centro del tagadà e il finale degno del miglior Pasolini, con un'aria classica che non ricordo di chi sia, lo rendono un'opera d'arte. Non capisco per quale motivo è invisibile. A Roma ha resistito solo al Politecnico Fandango dopo essere stato in [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 novembre 2011
grazias88

Esiste un cinema demistificatorio, che tende a ironizzare e a dare un tocco di leggerezza a situazioni socialmente pesanti nella vita di tutti i giorni: un perfetto esempio ne è Juno, dove una ragazza sedicenne rimane incinta ma decide di tenere il bambino per darlo a genitori adottivi, il tutto però è trattato con un tocco fresco e condito da dialoghi mozzafiato.

FOCUS
INCONTRI
domenica 30 ottobre 2011
Elisabetta Pieretto

Il paese delle spose infelici di Pippo Mezzapesa è il secondo film italiano in concorso al Festival di Roma e anche in questo caso, come per Il mio domani di Marina Spada, il parterre degli ospiti in conferenza stampa è al completo. Ad accompagnare Mezzapesa, gli interpreti Nicolas Orzella e Luca Schipani, alla loro prima esperienza di attori, e l'affascinante Aylin Prandi, qui “sposa infelice” cui allude il titolo.

Frasi
"Fatti morbido, Veleno...!"
Una frase di Annalisa (Aylin Prandi)
dal film Il paese delle spose infelici - a cura di PierpaoloVincenti
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Se qualcosa ancora echeggia della vena surreale che, unita all'umorismo nero, rendeva formidabile l'esperimento della docu-commedia Pinuccio Lovero sogno di una morte di mezza estate - esilarante ritratto del becchino di un paese dove nessuno muore - lo stesso scenario pugliese di Il paese delle spose infelici (dal romanzo di Desiati) prende altre strade.

Paola Casella
Europa

C’è un nuovo cinema italiano che sta cercando, fra mille difficoltà pratiche ed economiche, di seguire nuove strade e rinnovare il proprio linguaggio. Di questo filone fanno parte, ognuno con la propria cifra artistica distintiva, Michelangelo Frammartino e Pietro Marcello, Alice Rohrwacher e Gipi, per citare qualche nome (ma ahimé, non ce ne sono molti altri.

Alberto Crespi
L'Unità

Il paese è Massafra, dove ci saranno anche spose felici; le ciminiere sullo sfondo, in molte inquadrature, sono quelle di Taranto. Pippo Mezzapesa è di Bitonto, e della Puglia è uno dei nuovi cantori (ha solo 31 anni): fece parlare di sé per il corto Come a Cassano, spiritoso omaggio al «talento di Bari Vecchia». Nel 2007 ha firmato un bel documentario intitolato Pinuccio Lovero.

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Tratto dall’omonimo romanzo di Mario Desiati, il film del pur talentuoso Mezzapesa soffre dei difetti, quasi inevitabili, delle opere prime. Il particolare triangolo che vede coinvolti due adolescenti agli antipodi ed una donna «randagia» sulla quale aleggia la morte viene raccontato col freno a mano tirato, proiettando la sensazione di occasione persa pur con protagonisti che hanno facce interessanti [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
domenica 30 ottobre 2011
Robert Bernocchi

L'evento più interessante della giornata è stato senza dubbio la lezione di cinema di Michael Mann, all'interno del programma della sezione L'Altro Cinema | Extra. Un appuntamento talmente importante, che avrebbe meritato ben altro palcoscenico della [...]

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