| Titolo originale | Amanda |
| Anno | 2018 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Mikhaël Hers |
| Attori | Vincent Lacoste, Isaure Multrier, Stacy Martin, Ophélia Kolb, Marianne Basler Jonathan Cohen, Greta Scacchi, Claire Tran, Nabiha Akkari, CJ Parson, Bakary Sangare, Elli Medeiros, Zoé Bruneau, Lily Bensliman, Raphaël Thierry, Leah Lapiower, Luke Haines, Lawrence Valin, Carole Rochet, Jeanne Candel, Lisa Wisznia, Missia Piccoli, David Olivier Fischer, Christopher Koderisch, Lennart Zynga. |
| Uscita | giovedì 30 maggio 2019 |
| Tag | Da vedere 2018 |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,20 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 11 giugno 2019
Dopo la morte improvvisa della sorella, il sognatore David deve occuparsi della nipote di 7 anni, Amanda. Il film ha ottenuto 2 candidature a Cesar, In Italia al Box Office Quel giorno d'estate ha incassato 63,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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David vive a Parigi di lavoretti saltuari per sbarcare il lunario e rimandare le responsabilità. Orfano di padre e abbandonato dalla madre diversi anni prima, la sua famiglia sono la sorella e la nipotina. Sandrine, insegnante di inglese, alleva Amanda da sola, veglia sul fratello e aspetta solo di innamorarsi di nuovo. Tra un bicchiere di vino e una conversazione in bicicletta il loro ménage procede sereno.
Un fatto straordinario inghiotte Sandrine e costringe David, bloccato in uno stato di eterna adolescenza, a crescere in fretta. Perché ad Amanda adesso non resta che lui.
I percorsi della memoria, la geografia, il tempo, il luogo e il momento sono i grandi temi di Mikhaël Hers, abilissimo a creare echi e ricordi futuri, a tradurre le variazioni del cuore in maniera fisica e sensoriale. Con Amanda affronta ancora una volta le conseguenze della morte di una giovane donna sui suoi cari, lavorando all'ombra di un'assenza e alla luce di un affetto. L'affetto che lega David alla sua nipotina e che li conduce dall'appartamento alla scuola, dal parco alla stazione, catturandone l'inerzia, il languore, i movimenti leggeri in cui respirare la felicità di stare insieme, l'eccitazione di camminare accanto ritardando il momento della separazione. Perché affrontare il vuoto è più facile in due ma è più difficile in estate. In estate le porte e le finestre si aprono, si esce più volentieri, si viaggia leggeri, dentro e fuori si annullano, i parchi prolungano gli appartamenti come un giardino che entra in salone col sole.
È impossibile chiudersi nella solitudine aspettando il giorno in cui voltare pagina. Allacciando una bambina senza più la mamma a uno zio senza più parole, che ha la delicatezza e l'eroismo romantico di Vincent Lacoste, Amanda insegue una continuità necessaria quanto difficile. Come continuare, come riprendere il passo della vita quando hai perso chi ami? Quando la persona cara è uscita di casa per una 'colazione sull'erba' e non è più tornata? David e Amanda cercano allora in una Parigi mortale quello che era centrale per loro, il segreto di un legame identitario.
Amanda, a immagine di Memory Lane e Ce sentiment de l'été, è un film di atmosfera. Un'atmosfera fatta di malinconia, di sospensione del tempo, di dolorosa dolcezza. Tutto si gioca sotto la superficie delle cose, della vita e quello che affiora non è nulla comparato ai tormenti che affliggono i protagonisti, orfani in equilibrio precario sul vuoto e un dolore che toglie il fiato e piega in due lungo i boulevard spogliati dal terrorismo.
Con infinita sensibilità e portando nel cuore tutte le persone scomparse e tutte quelle che restano, Mikhaël Hers precipita i fantasmi del suo cinema in una città che accusa il colpo, dove il sentimento di abitudine non cancella quello di insicurezza. Ritrovare la leggerezza è il traguardo ideale di un film che volge il trauma nazionale in rovescio intimo e incarna in Amanda l'innocenza perduta. Il lavoro del lutto per Mikhaël Hers è trovare la distanza necessaria per superare le paure di una minaccia che dopo il 13 novembre sembra più concreta. Davanti alla paura non c'è mai una risposta unica, ci sono delle risposte collettive e politiche, ci sono grida di collera e messaggi di speranza e poi ci sono repliche intime e personali come quella di David che si risveglia dall'apatia della 'vita prima' con un'azione concreta: adottare sua nipote.
Hers descrive l'erranza del lutto con gli strumenti di un acquarellista. Dipinti all'aria aperta, i personaggi sono sempre altrove, i loro gesti sempre in controtempo. Introverso e minimale, il racconto prende in considerazione la dimensione del tragico e la fatalità della finitudine, in una sorte di singolare riflessione. Il lutto non è senza via d'uscita, avanza, si sposta, cammina come i personaggi da un luogo all'altro, guidati dalla certezza che alla fine la gravità della vita finirà per cedere. Nell'epilogo e sul campo di gioco si compie il passaggio dal nero alla luce. Una disperazione radiosa bagna adesso gli occhi chiari di Amanda (Isaure Multrier). Un pianto che libera e ha lo slancio miracoloso di una vita al debutto.
Qualche piccola sorpresa nella cinematografia francese recente c’è. Si tratta di Quel giorno d’estate una semplicità che tocca le corde umane, nella sua ineluttabile drammaticità. Francia. Giorni nostri. Parigi edulcorata, scevra da quelle immagini di massa che la rendono la capitale mondana nota per romantiche fughe d’amore.
Amanda è poco più che una bambina, eppure già costretta a confrontarsi con l'immenso dolore causato dalla perdita della madre. Sola, può contare sull'unico affetto che le resta, uno zio ancora troppo immerso nella ricerca di se stesso per farsi carico della nipote. Ma è ciò che chiede la dura realtà. Due figure diversamente segnate, incapaci all'apparenza di trovare una soluzione per uscire da una [...] Vai alla recensione »