The Neon Demon

Film 2016 | Horror, Thriller, V.M. 14 110 min.

Regia di Nicolas Winding Refn. Un film con Elle Fanning, Karl Glusman, Jena Malone, Bella Heathcote, Abbey Lee. Cast completo Titolo originale: The Neon Demon. Genere Horror, Thriller, - USA, Francia, Danimarca, 2016, durata 110 minuti. Uscita cinema mercoledì 8 giugno 2016 distribuito da Koch Media. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,47 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 14 giugno 2016

Dal regista di Drive e Solo Dio perdona, un film originale che unisce il dramma all'horror. In Italia al Box Office The Neon Demon ha incassato 203 mila euro .

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Consigliato nì!
2,47/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,33
PUBBLICO 3,09
CONSIGLIATO NÌ
Attraverso un'estetica da video-installazione, Refn gira un film sulla bellezza rimanendone però talmente ammaliato da annegarci dentro.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 20 maggio 2016
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 20 maggio 2016

Jesse è una sedicenne che dalla Georgia raggiunge Los Angeles per tentare la carriera di modella. La sua bellezza e la sua innocenza si fanno immediatamente notare suscitando l'attenzione di colleghe ben più navigate (Gigi e Sarah) le quali si avvalgono di Ruby, una truccatrice che le si presenta come amica, per attrarla in un gioco che per lei si farà sempre più pericoloso.
Capita a volte che dinanzi a registi che tornano periodicamente ad affrontare i temi che stanno loro più a cuore ci si trovi a chiedersi se non sarebbe giunto per loro il momento di cambiare registro. Questo non è sicuramente un rimprovero che si possa rivolgere a NWR (come ora ama presentarsi sullo schermo il regista con una grafica che ricorda quella di Yves Saint Laurent). Refn è colui che si era costruito una fama come narratore di storie dure e violente che avevano come protagonisti uomini la cui esistenza veniva portata a confrontarsi con un mondo in cui la redenzione totale era impossibile. Lo troviamo ora intento a sperimentare la strada dell'horror cercando, come afferma, di girare un "horror senza horror". Così come dichiara di essere sempre stato attratto dall'idea di fare un film sulla bellezza.
Il problema nasce dal fatto che ora quel film lo ha girato ma ne è stato così ammaliato dal finire (novello Narciso) con l'annegarci dentro. Perché l'estetica da video installazione che ne permea quasi ogni inquadratura a partire dalla prima gli impedisce di accorgersi che sta solo assemblando modalità di sguardo che altri in precedenza avevano elaborato con ben altro spessore e profondità. Tanto per non fare nomi è sufficiente citare Brian De Palma e David Lynch come tracce visive ricorrenti. Ciò che però maggiormente infastidisce non è tanto la ricerca di un estetismo e di simbolismi spesso fini a se stessi quanto piuttosto la misoginia che sottende l'intero evolversi della vicenda che (va sottolineato) Refn ha girato in ordine cronologico, concedendosi quindi la possibilità di apportare quotidiane variazioni alla sceneggiatura. In questo sta la possibilità di salvezza per Mary Laws e Polly Stenham che quella sceneggiatura l'hanno scritta con lui. Perché altrimenti resterebbe la domanda su come due donne abbiano potuto concepire una storia così profondamente innervata da una disaffezione così profonda nei confronti delle appartenenti al proprio sesso.
Se gli uomini dei primi film non si vedevano concedere la possibilità di una redenzione, qui si è dinanzi a una negatività priva di qualsiasi complessità tanto che la strega di Biancaneve, che chiedeva allo specchio chi fosse la più bella del reame, farebbe, nei confronti di Ruby, Gigi e Sarah, la figura della dilettante sprovveduta. La stessa Jesse finisce con il farsi attrarre da un mondo che NWR descrive come demoniaco ma che gli ha offerto (si leggano in proposito i titoli di coda) la più ampia collaborazione. Misteri del marketing.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 9 giugno 2016
iCardi22

Parto con una premessa: ma chi ci hanno mandato a Cannes a fare i giudici?  Refn è sicuramente conosciuto per la sua principale caratteristica di dividere il pubblico, come da lui stesso affermato se non riuscisse in questo vorrebbe dire che il film non è riuscito. Secondo il mio modesto parere, il cinema deve suscitare emozioni, e se questo film lo si valuta sotto questo punto [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 12 giugno 2016
Roy Menarini

Tra cinema e moda i frequenti rapporti sono giustificati non solo dalla condivisione di uno spirito rappresentativo e trasformativo nei confronti della società e dell'individuo, ma anche dalla similitudine delle due industrie creative. Esse - legate anche da una storia di resistenze da parte delle élite culturali rispetto al loro statuto artistico - trovano nell'innovazione culturale e nell'ispirazione sulle identità un ruolo fondamentale, nel Novecento e ancora oggi.

The Neon Demon è un film sulla moda? Difficile dirlo. Certamente è ambientato nel mondo delle modelle e della fotografia di moda di Los Angeles, e dunque - che Nicolas Winding Refn lo voglia o meno - dobbiamo osservare il suo film anche da questo punto di vista.

La moda del resto trova nel cinema, e oggi sempre di più, un repertorio impareggiabile di ispirazione. Basti pensare al mondo di Wes Anderson, cineasta che meglio di tutti sembra declinare in questi anni una relazione densa e produttiva con le fashion house e con la storia della moda e del design. Interessa forse di più a Refn quel rapporto tra icona, corpo e abito, capace di trascinare con sé forme carismatiche di estetica cinematografica. Dal ricorso al modello neorealista per le campagne "siciliane" di Dolce & Gabbana alle collezioni di Jean Paul Gaultier, Valentino e Alexander McQueen ispirate a Il cigno nero di Darren Aronofsky (il film contro cui The Neon Demon sembra ingaggiare una propria lotta personale), fino a quelle di Thom Browne chiaramente influenzate dalla saga di Hunger Games, gli ultimi anni hanno visto moltiplicarsi le occorrenze - e non parliamo ovviamente di tutta la produzione "a margine", più o meno direttamente gestita dalle case cinematografiche: t-shirt, accessori, gadget, abiti per bambini e così via, legata per lo più ai blockbuster.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Spaccato del mondo privo di anima della moda, ritratto di una società ossessionata dal culto della bellezza, The Neon Demon di Nicolas W. Refn dovrebbe esprimere sdegno morale; e, del resto, immaginare la Los Angeles della fashion come un microcosmo popolato di vampiri e cannibali rappresenta una condanna in sè. In realtà il film non sferra l'emozionale pugno allo stomaco che vorrebbe, e tuttavia come [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
sabato 21 maggio 2016
 

Si avvia alla conclusione il Festival di Cannes, che ieri ha visto sfilare sul Montée des Marches due registi molto attesi che però non si sono rivelati all'altezza delle aspettative della critica. Il danese Nicolas Winding Refn (Drive, Solo Dio perdona) [...]

CANNES FILM FESTIVAL
venerdì 20 maggio 2016
 

L'accoglienza all'atteso The Neon Demon di Nicolas Winding Refn è stata quasi horror. Buuu, fischi, e forti proteste e quasi nessun applauso. Ma lui replica in conferenza stampa: ''mi interessa il processo creativo più che il risultato.

POSTER
venerdì 13 maggio 2016
 

Diretto dal danese Nicolas Winding Refn, The Neon Demon è un horror che ha come protagoniste un gruppo di giovani modelle ossessionate dal culto della bellezza. Al cinema dal prossimo 8 giugno, The Neon Demon sarà presentato in Concorso al Festival [...]

TRAILER
venerdì 15 aprile 2016
 

Un gruppo di supermodelle arriva a mezzi estremi per mantenere il proprio aspetto esteriore, ovvero vudu e cannibalismo. In particolare, la storia segue le vicende di una modella che si trasferisce a Los Angeles, dove la sua giovinezza e vitalità vengono [...]

CANNES FILM FESTIVAL
giovedì 14 aprile 2016
 

È stata annunciata oggi la selezione di film che parteciperanno alla 69esima edizione del Festival di Cannes (11-22 maggio). Ad affiancare il già annunciato Café Society di Woody Allen (in apertura fuori concorso) ci saranno altri tre titoli americani: [...]

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