| Titolo originale | On Air: Storia di un successo |
| Anno | 2016 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 119 minuti |
| Regia di | Davide Simon Mazzoli |
| Attori | Marco Mazzoli, Chiara Francini, Katy Louise Saunders, Tetyana Veryovkina Fiammetta Cicogna, Marco Marzocca, Giulio Greco, Giancarlo Giannini, Ricky Tognazzi, Angelo Pintus, Leone Di Lernia, Claudio Cecchetto, Dario Eros Tacconelli, Luigi Luciano, Ugo Conti, Stefano Chiodaroli, Luca Alba, Fabio Alisei, Alan Caligiuri, Paolo Nocito, Giuseppe Palmieri, Enrico Venti, Alessandro Balducci (II), Noemi Ballabio, Alice de Palma, Alessandro Fella, Serena Gualinetti, Luca Martella, Davide Simon Mazzoli, Leonardo Jacob Mazzoli, Lorenzo Mundi, Marina Perzy, Andrea Salierno, Eric Sarzano, Dario Tacconelli, Davide Umiliata. |
| Uscita | giovedì 31 marzo 2016 |
| Tag | Da vedere 2016 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,11 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 3 aprile 2016
Il gruppo radiofonico de Lo Zoo di 105, la trasmissione condotta da Marco Mazzoli, debutta sul grande schermo. In Italia al Box Office On Air - Storia di un successo ha incassato 370 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Marco Mazzoli è un dj radiofonico di grande successo e l'inventore di uno dei programmi radio più ascoltati, quel Lo Zoo di 105 che fa milioni di ascoltatori al giorno a botte di scherzi, parolacce e puerilità. On Air - Storia di un successo racconta la vita di Mazzoli basandosi sulla sua omonima autobiografia, scritta insieme a quel Davide Simon Mazzoli che, oltre ad essere primo cugino di Marco, è il regista e sceneggiatore del film.
Il modo migliore - e anche l'unico - per apprezzare On Air è quello di dimenticarsi tutto ciò che sappiamo su Marco Mazzoli e il suo Zoo, e valutare la storia come se creasse un personaggio di fantasia. Rimosse le prevenzioni e l'irritazione che molti provano per Mazzoli e i suoi programmi ci si può allora concentrare su questa specie di Larry Flynt in sedicesimo che fa della volgarità la sua cifra stilistica (se così si può dire) e si racconta senza vergogna, giacché interpreta se stesso in un ritratto non esattamente lusinghiero. Marco si muove con grande agio davanti alla cinepresa, veicolando se stesso in forma cinematografica credibile, e il regista Davide lo supporta con una quantità di espedienti narrativi e di invenzioni creative spesso pensati per contenere il budget, ma sempre funzionali al racconto, e non al semplice sfoggio di abilità tecnica. I product placement sono pesantemente invasivi ma anche esplicitamente identificati come "marchettoni eclatanti" e la gnocca (per dirla come Mazzoli) è immancabilmente fotogenica ma non necessariamente priva di cervello.
In questa narrazione narcisistica c'è un'irriverenza che è anch'essa cifra stilistica del Mazzoli dj, uno spirito iconoclasta che ricorda più John Landis (con tutti gli enormi distinguo del caso) che le biografie televisive dei santi, e c'è quella passionaccia per la radio che è un po' come il film dei due cugini: sgangherata, surreale, sopra le righe, giocosa, fanatica, drogata di musica e parole, autocompiaciuta e bulimica. Anche le esperienze dolorose, come gli abbandoni, i tradimenti, i licenziamenti in tronco, le delusioni personali e professionali, vengono raccontate in chiave farsesca da questa sorta di genio della lampada (nell'accezione disneyana, e sempre con i dovuti distinguo) che entra ed esce dall'inquadratura come un cartone animato, che prende cazzotti in pieno viso e combina casini imbarazzanti come se si muovesse in un'eterna scuola media, uno per cui la radio è vita e unica attenuante, e per cui la diretta è davvero "libidine ed emozione".
I personaggi dell'universo radiofonico che compaiono in On Air, compresi quelli che interpretano se stessi come Claudio Cecchetto e Angelo Pintus, ma anche i compagni di avventura dello Zoo (traditori e sostituti), con l'eccezione di Maccio Capatonda blindato da vincoli contrattuali con un'altra produzione (also sprach Mazzoli), fanno parte di un pianeta pop che esiste davvero e che non potrebbe raccontarsi che per iperbole e gusto del grottesco.
Certo, bisognava tagliare almeno mezz'ora di sbrodolamenti, tenere più a freno l'onanismo (non quello letterale del personaggio Mazzoli, quello della narrazione), cercare un attore più somigliante e meno stucchevole per il ruolo di Marco ventenne, e cambiare il titolo del film, perché questa non è la storia di un successo, ma il ritratto di un mondo che segue (non) regole da videogame: ma On Air ha una sua presenza filmica che va oltre l'ego (obbiettivamente esagerato) dei Mazzoli Brothers e prova ad essere forma che rispecchia il proprio contenuto supertrash.
La trama richiama quella del primo libro del noto Dj, nel quale racconta cio che lo ha portato ad essere cio che è oggi, mostrando i suoi amori, i suoierrori, i suoi incontri e le sue avventure e gli avvenimenti che lo hanno aiutato a crescere non solo umanamente ma anche professionalmente.Il problema, è che c'è una vera e propria trama, ma è piu' il racconto di [...] Vai alla recensione »