| Anno | 2015 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Mimmo Calopresti |
| Attori | Fabrizio Ferracane, Giorgio Panariello, Thomas Trabacchi, Isabella Ferrari Lorenzo Baroni, Irene Casagrande. |
| Uscita | giovedì 26 novembre 2015 |
| Distribuzione | Microcinema |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,50 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 18 maggio 2021
Il film è liberamente tratto dal romanzo omonimo del giornalista Gaetano Savatteri. In Italia al Box Office Uno per tutti ha incassato 210 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Trieste. Gil, Vinz e Saro sono amici fin dall'infanzia, ma la vita li ha portati su strade diverse: uno fa il costruttore e si è arricchito ottenendo appalti in modo poco pulito, uno è un poliziotto divorziato e stanco di guerra, il terzo un medico in Calabria. Dalla Calabria Saro risale verso Trieste per accorrere in aiuto di Gil e della di lui moglie Eloisa, che Saro ama fin da quando era bambino: Teo, il figlio diciottenne della coppia, ha accoltellato un coetaneo e rischia di finire in galera.
Questa complicata premessa viene raccontata per piccoli indizi in una sequenza iniziale che è la più interessante del film: a poco a poco capiamo i collegamenti fra i vari personaggi e i rapporti di forza (e debolezza) che durano fra di loro da decenni. Ma la trama, basata sul romanzo Uno per tutti di Gaetano Savatteri, prosegue in forma sbocconcellata e via via sempre meno credibile, così come costruiti e innaturali appaiono i personaggi, con il risultato di sperperare il talento di attori solidi come Fabrizio Ferracane e Thomas Trabacchi nei ruoli di Gil e Saro. La recitazione di Isabella Ferrari (Eloisa) è addirittura straniante, complice un improbabile accento triestino e battute involontariamente comiche. Si salva solo Giorgio Panariello con il suo ruvido poliziotto Vinz.
I termini cinematografici di paragone sono chiaramente Anime nere (fin dalla locandina) per il legame fra tre uomini, al contempo una risorsa e una condanna, e Il capitale umano (ma anche I nostri ragazzi) per lo spunto narrativo del crimine commesso da un ragazzo della buona società e gli sforzi che i suoi genitori altoborghesi compiono per sottrarre il ragazzo alla giustizia. Ci sono persino citazioni da Arancia meccanica e da Il cacciatore, il che rende impietoso il confronto fra Uno per tutti e il grande cinema. Perché è il modo in cui la storia di Uno per tutti viene raccontata a renderlo problematico: inquadrature convenzionali, dialoghi che non si sollevano dalla pagina scritta (un esempio è il botta e risposta fra il diciottenne Teo e la ragazza che gli interessa. Teo: "Io sento di amarti". Risposta: "Io non sento di essere capace di amare"), dinamiche comportamentali esibite ma mai veramente approfondite. Persino l'utilizzo della musica sembra scollato dal contesto che accompagna, come se il film fosse un assemblaggio di pezzi che non trovano mai la via di una narrazione coesa e coinvolgente.
Le intenzioni sono buone, e si capisce ciò che Uno per tutti avrebbe voluto essere, ma purtroppo non lo diventa mai, e purtroppo non diventa mai cinema.
Calopresti cura la sceneggiatura e lareigai di questo suo ennesimo lavoro , tratto dal romanzo omonimo di G. Savatteri. La vicenda è ambientata in unan Trieste cupa e dalla forte impronta industriale ed ha per protagonisti tre adulti , ex amici di infanzia che si erano persi di vista e si ritrovano , dopo trent'anni, non certo per una felice ricorrenza od una rimpatriata ma in virtù [...] Vai alla recensione »
A Trieste, nel corso di una rissa, il diciottenne Teo accoltella un coetaneo, che è ricoverato in fin di vita. L'episodio fa riemergere un altro fatto di sangue di 30 anni prima, cui parteciparono Gil, il padre di Teo, e due suoi amici: uno diventato poliziotto, l'altro medico, da tempo residente in Calabria. Autore di alcuni buoni film narrativi (La seconda volta, La parola amore esiste) e di ottimi [...] Vai alla recensione »