Per amor vostro |
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Un film di Giuseppe M. Gaudino.
Con Valeria Golino, Massimiliano Gallo, Adriano Giannini, Elisabetta Mirra.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 110 min.
- Italia 2015.
- Officine Ubu
uscita giovedì 17 settembre 2015.
MYMONETRO
Per amor vostro
valutazione media:
3,32
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Valeria Golino nel suo piccolo inferno
di Emiliano Morreale L'Espresso
Diciotto anni dopo "Giro di lune tra terra e mare", Giuseppe Gaudino torna al lungometraggio di finzione. E se il film precedente era un viaggio nel passato e nel presente di Pozzuoli e forse dell'Occidente, svolto con le armi del cinema di poesia, qui il regista cerca una costruzione più narrativa; secolarizza, potremmo dire, il mito che nel primo film affrontava di petto. Se lì si muoveva in incastri di piani, tempi storici, personaggi accennati tra mille figure, qui c'è una protagonista vera, Anna, magistralmente interpretata da Valeria Golino (meritatissima Coppa Volpi a Venezia). Anna vive a Napoli, di mestiere regge il "gobbo" in uno studio televisivo, ed è alle prese con il normale squallore di una famiglia di infima borghesia: ma nel suo passato c'è qualcosa di doloroso, e, nel suo presente, molto che lei preferisce non sapere. È a suo modo una santa folle, e così la raffigurano certi siparietti dipinti e musicati, che continuamente tolgono il film da ogni sospetto di realismo minuto.
Il regista asseconda questa donna visionaria in una percezione apocalittica della realtà, con l'acqua e il vento che sembrano minacciare il mondo, e alla fine addirittura trasformarlo in ciò che già è, ossia l'inferno. Il mare non bagna Napoli, la ingoia. Non siamo in effetti lontani da certe figure e certi temi di Anna Maria Ortese o di Fabrizia Ramondino, che fanno saltare un equilibrio domestico, da teatrino di Eduardo trasferito in condominio. Ma è proprio la morale di una borghesia post-eduardiana che la donna rifiuta, e gli eccessi del film sembrano mostrare anche questo: un ostinato sublime, magari represso, contro chi vive dicendo «È cosa 'e niente».
Anche certi affondi kitsch sono in fondo conformi all'idea di bellezza e salvazione di questa donna: escono dal quotidiano borghese verso l'alto o verso il basso, utilizzando la sceneggiata oppure la "Divina commedia". Purtroppo il film si ingorga tra brutti effetti digitali e un accumulo finale di poeticismi, però al suo fondo c'è un'ispirazione vera, e il suo personaggio rimane a lungo dopo la visione. Poteva essere un grande film; è invece un film sbilenco, discontinuo e vitale.
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