Malala

Film 2015 | Documentario +13 93 min.

Titolo originaleHe Named me Malala
Anno2015
GenereDocumentario
ProduzioneUSA
Durata93 minuti
Regia diDavis Guggenheim
AttoriMalala Yousafzai, Mobin Khan, Bono, Jon Stewart .
Uscitagiovedì 5 novembre 2015
Distribuzione20th Century Fox
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Davis Guggenheim. Un film con Malala Yousafzai, Mobin Khan, Bono, Jon Stewart. Titolo originale: He Named me Malala. Genere Documentario - USA, 2015, durata 93 minuti. Uscita cinema giovedì 5 novembre 2015 distribuito da 20th Century Fox. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Il documentario racconta la storia dell'attivista pakistana Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace. Il film ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA. Al Box Office Usa Malala ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 2 milioni di dollari e 56 mila dollari nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un film assai riuscito che racconta l'iniziazione di una giovane donna alla libertà di espressione.
Recensione di Paola Casella
giovedì 5 novembre 2015
Recensione di Paola Casella
giovedì 5 novembre 2015

A 11 anni, sotto falso nome, Malala Yousafzai scriveva un blog per la Bbc, raccontando la vita quotidiana di una studentessa nella valle dello Swat. A 13 riceveva il Premio giovanile per la pace in Pakistan e rilasciava interviste sui media internazionali, denunciando l'oscurantismo dei talebani nei confronti delle donne cui veniva negata l'istruzione. A 15 anni quegli stessi talebani cercavano di ucciderla mentre si recava a scuola.
La storia della ragazza, raccontata da lei stessa nel best seller "Io sono Malala", è l'ispirazione per il documentario firmato da Davis Guggenheim (premio Oscar per Una scomoda verità e già autore di una straziante testimonianza sulle disparità nel sistema scolastico statunitense, Waiting for Superman). Le voci narranti sono quelle di Malala e di suo padre, l'attivista Ziauddin Yousafzai, consulente speciale per l'istruzione globale alle Nazioni Unite. Ed essenzialmente quella di Malala è una storia d'amore fra un padre e una figlia che hanno sviluppato un rapporto simbiotico e si danno reciprocamente coraggio nel perseguire una battaglia etica contro le discriminazioni e a favore dell'accesso paritario alla scuola.
Sotto questo punto di vista il documentario è assai riuscito, e racconta un'iniziazione alla libertà di espressione a partire dalla scelta di papà Ziauddin di chiamare la figlia come un'eroina della tradizione Pashtun, Malalai di Maiwand, una sorta di Giovanna d'Arco afghana. "Figlia figlia, non voglio che tu sia felice, ma sempre contro finché ti lasciano la voce": la frase della canzone di Roberto Vecchioni sembra essere il mantra di Ziauddin, e la chiave del rapporto fra i due. L'importanza di far sentire la propria voce, costi quel che costi, è centrale nella loro storia affettiva, tantopiù che il padre è leggermente balbuziente (come lo è il suo doppiatore italiano, Filippo Timi), e rivendica (anche attraverso la figlia) il diritto ad esprimersi comunque, senza mollare mai.
Là dove il documentario si rivela più debole è invece nella costruzione della storia pubblica di Malala che, a cominciare dalla leggenda di Malalai raccontata a disegni animati, assume un tono agiografico che toglie potenza alla vicenda, di per sé sufficientemente eroica. Se Guggenheim avesse attenuato gli accenti epici e la retorica dei discorsi pubblici Malala ne avrebbe guadagnato in fluidità cinematografica e sarebbe entrato maggiormente nell'intimità della famiglia, che invece resta in qualche modo celata dietro ai sorrisi enigmatici della ragazza e dei suoi genitori.
Il film sostiene, per bocca della sua protagonista, che Malala avrebbe potuto essere chiunque, ma si contraddice nel mostrare come Malala sia un caso unico, in quanto sostenuto e protetto dalla comunità internazionale grazie alla sua enorme visibilità mediatica, mentre sono milioni le sue coetanee invisibili che non hanno diritto ad alcun tipo di istruzione e che non vengono curate in un ospedale britannico se qualcuno attenta alla loro vita. Sarebbe stato importante sottolineare anche questo aspetto, non certo per sminuire il coraggio di Malala, ma per evidenziare il silenzio che circonda intere comunità dove l'oppressione femminile si consuma senza che nessuno osi alzare la voce.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 13 novembre 2015
Flyanto

Film documentario sulla giovane adolescente pakistana Malala Yousafzai "Malala" contribuisce a fare conoscere più a fondo al pubblico l' attività e l' impegno culturale e sociale per cui questa adolescente si è tanto battuta e si batte ancora oggi, vincendo nel 2006 il Premio Nobel per la pace. La pellicola, attraverso reali interviste rivolte sia alla protagonista [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 luglio 2016
g_andrini

Trasmette buone sensazioni, Malala è una personalità carismatica. Molto belli gli intermezzi di animazione.

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