| Titolo originale | Arance & martello |
| Titolo internazionale | The Market |
| Anno | 2014 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Diego Bianchi |
| Attori | Diego Bianchi, Giulia Mancini, Lorena Cesarini, Francesco Acquaroli, Luciano Miele Ludovico Tersigni, Emanuele Grazioli, Antonella Attili, Stefano Altieri, Ilaria Spada, Giorgio Tirabassi, Margherita Vicario, Giulia Aloé, Romano Andreucci, Emanuel Bevilacqua, Anna Bufacchi, Paolo Cima, Massimo De Santis, Adamo Dionisi, Ahmad Ejax, Fabrizio Gennaro, Lorenzo Gioielli, Surender Kala, Alla Krasovitzkaya, Simone Liberati, Lorenzo Lucchi, Cristina Pellegrino, Nicola Pistoia, Gino Romano, Giovanna Rossi, Andrea Salerno, Mario Sgueglia, Maurizio Tesei, Josafat Vagni, Giulia Valentini, Barbara Valmorin, Daniel Zerbini. |
| Uscita | venerdì 5 settembre 2014 |
| Distribuzione | Fandango |
| MYmonetro | 2,58 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 4 gennaio 2017
L'opera prima del blogger giornalista ora conduttore televisivo Diego "Zoro" Bianchi. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Globi d'oro, In Italia al Box Office Arance e martello ha incassato 105 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Estate 2011. È "il giorno più caldo dell'estate più calda degli ultimi 150 anni dell'Italia unita". Un gruppo di attivisti della sezione del Pd di via Orvieto, nel quartiere San Giovanni a Roma, vuole contribuire alla raccolta di dieci milioni di firme per far dimettere Silvio Berlusconi, e piazza il suo banchetto accanto al banco del pesce del mercato rionale. Quando la radio del quartiere dà la notizia che l'amministrazione locale vuole chiudere il mercato, i commercianti si rivolgono alla sezione perché appoggi la loro protesta. Ma arrivare ad una sinergia non è semplice: servono le consultazioni, il voto, il benestare del partito. La tensione monta, e tutti litigano per difendere i propri interessi e i propri punti di vista. Chi la spunterà, alla fine della giornata?
Arance e martello segna il debutto cinematografico di Diego Bianchi, alias Zoro, dopo il successo come autore e conduttore della trasmissione televisiva Gazebo e l'attività di giornalista e blogger. L'idea è quella di creare una storia sulla traccia del Fà la cosa giusta di Spike Lee per raccontare la complessa convivenza di varie etnie, età, interessi e ideologie in un microcosmo urbano nell'epoca presente. Ed è una buona idea, con grande potenziale comico e di racconto dell'Italia di oggi.
I problemi sorgono con la forma filmica che, oltre a ricalcare quella di Fà la cosa giusta (ma una inquadratura storta non fa uno Spike Lee), alterna due tipi di riprese: quella cinematografa propriamente detta, fatta di luci, fotografia, composizione scenica, e quella stile selfie che ha reso celebre Zoro, giustificata nel film dalla presenza di Bianchi nel ruolo di un giornalista che vuole girare con la sua videocamera un documentario sul mercato. Il tentativo di Zoro è evidentemente quello di darsi una riconoscibilità di stile, ma si rivela un handicap invece che un asset.
Il mestiere di regista comporta una responsabilità che non si può deflettere alternando alle riprese professionali quelle amatoriali, e inserendo la propria "maschera" nel contesto di una narrazione corale che si muove su un altro livello narrativo. Allo stesso modo non si può prevenire una possibile reazione negativa della critica facendo un'autodichiarazione di incapacità ("Non so fare niente: io lo so, loro no", dice Diego in una confessione con sguardo in camera, e in mano un mazzo i premi cinematografici), in modo non dissimile da quello usato da Asia Argento alla fine del suo Incompresa.
Bianchi dovrebbe avere più fiducia nella sua capacità di fare un film canonico, perché Arance e martello terrebbe bene senza le "gazebate", anche se andrebbe sfrondato da qualche lungaggine e qualche vezzo autoriale, più che perdonabili nel lavoro di un neofita: c'è una bella energia cinetica, un ottimo insieme di attori, una discreta agilità di ripresa e di montaggio, una divertente autoironia che coinvolge la sinistra, gli immigrati, i giovani, i potenti, i nostalgici. Anche le chiacchiere da bar di tre anziani avventori sono spassose, ma la tendenza alla digressione e al cosiddetto "cazzeggio", che funziona bene nel format televisivo, va contenuta al cinema per non diventare ridondante.
L'altro tallone d'Achille di Arance e martello è la tendenza a parlare ad un pubblico di "iniziati", meglio se romanocentrici. È giusto radicare una storia in una realtà locale ben identificabile, meno utile fare conto su riferimenti comprensibili solo ad una cerchia ristretta. Zoro ha il suo pubblico, ma può legittimamente aspirare ad una platea più grande, se ricorda di non escluderla dai suoi orizzonti.
Il biglietto d’acquistare per “Arance e martello” è : 3)Di pomeriggio • “Arance e martello” è un film del 2014 scritto, diretto e interpretato da Diego Bianchi ,prodotto dalla Fandago e Rai Cinema, con: Giulia Mancini, Lorena Cesarini, Francesco Acquaroli,Luciano Miele,Ludovico Tersigni.
Raccontare (bene) l'Italia, seconda puntata. Diego Bianchi in arte Zoro sa scrivere, meglio di tanti seeneggiatori italiani che si spartiscono i film, i David di donatello e i nastri d'argento su piazza. Racconta i banchi del pesce e della verdura - il carciofaro venera Padre Pio e mette santini e statuine nelle cassette - al mercato di San Lorenzo (minacciato di chiusura).