| Titolo originale | Miele |
| Anno | 2013 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Valeria Golino |
| Attori | Jasmine Trinca, Carlo Cecchi, Libero de Rienzo, Vinicio Marchioni, Iaia Forte Roberto De Francesco, Valeria Bilello, Fabrizio Zacharee Guido, Jacqueline Calderon-Guido, Bruno Sáinz Talaia, Eastynn Chadwick, Vera Talaia, Alan Orlando Chavez, Darian Ramos, Barbara Ronchi. |
| Uscita | mercoledì 1 maggio 2013 |
| Tag | Da vedere 2013 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,31 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 11 ottobre 2022
Valeria Golino alla regia di un lungometraggio che tratta il tema delicato dell'eutanasia. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto 3 Nastri d'Argento, 7 candidature a David di Donatello, 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office Miele ha incassato 704 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Con il nome fittizio di Miele, Irene si occupa di suicidi assistiti all'oscuro dei pochi che frequenta e di una società per cui la sua attività è un reato. Chiamata al capezzale di persone a un passo dalla morte, in cambio di denaro, somministra Lamputal, un farmaco letale a uso veterinario che in dosi massicce assicura l'effetto anche sull’uomo. Un giorno, a chiedere l'intervento di Irene è l'ingegner Grimaldi, un intellettuale sulla settantina al quale consegna il barbiturico dando per scontata la criticità della sua situazione. Quando scoprirà che è in piena salute, si affretterà a tornare sui propri passi.
Liberamente tratto da "A nome tuo" di Mauro Covacich, l'esordio nel lungometraggio di Valeria Golino appartiene a quella categoria di rare pellicole che sanno andare a fondo in problematiche sociali volutamente rimosse attraverso il particolare di una storia privata. Opera severa, sofferta e spesso respingente, soprattutto nella prima parte, fornisce il ritratto di una trentenne che trova sacrosanto aiutare i malati terminali ad abbreviare un'agonia ormai opposta al concetto stesso di vita: che sia per motivi personali (la morte della madre malata) o per un'indipendente convinzione intima, entra per poco nella loro esistenza, li aiuta a morire per poi tornare a una routine di fugaci rapporti sessuali e allenamenti fisici. Contrapposta all'inerzia dei corpi dei malati è l'iperattività di una donna che vuole a tutti i costi sentire se stessa; attraverso pratiche sportive condotte fino allo sfinimento e musica sparata nelle orecchie, Irene cerca di togliersi la morte di dosso, assaporando per poco una vitalità che forse crede di non meritare. È l'incontro con Grimaldi, in questo senso, a mettere in crisi il suo fragile sistema interiore, perché in grado di spostare su un piano completamente diverso quella “responsabilità” che ha sempre sentito di avere nei confronti degli altri. Mediante scontri, avvicinamenti, differenze inconciliabili e inseguimenti emotivi, affiora tra la giovane donna e l'anziano ingegnere un rapporto di credibile e soffocata intesa che non rappresenta uno specchiarsi a vicenda quanto l'inizio di un nuovo cammino solo per lei. Servito da immagini secche eppure personali, Miele non fa mai vedere la morte – benché ne sia concettualmente intriso – mostrando un ammirevole pudore verso una tematica-tabù qual è quella dell'eutanasia. Sempre trattenuto, se si eccettua un finale forse troppo poetico, questo film duro e necessario può inoltre contare sull'ottima interpretazione di Jasmine Trinca, capace di darsi senza pudori all'innamorata macchina da presa di una regista che non ha dimenticato di essere anche un'attrice.
Dopo tutti i passaggi televisivi promozionali e le sperticate critiche mi aspettavo qualcosa di più. Perché poi la Golino abbia voluto avventurarsi, nella sua prima regia, con un tema già toccato recentemente da Bellocchio con la sua Bella Addormentata, ma anche con i must di riferimento insuperati come Million Dollar Baby di Eastwood, e se non bastasse con il Mare Dentro e le [...] Vai alla recensione »
Sarà liberamente tratto da "Vi perdono" di Mauro Covacich (che per quel romanzo si nascose dietro lo pseudonimo Angela Del Fabbro) il primo lungometraggio da regista di Valeria Golino. L'attrice italo-greca, ospite al Festival di Giffoni, sta scrivendo la sceneggiatura di Vi perdono e cercando i finanziamenti per la realizzazione del film che sarà prodotto da Buena Onda, la società fondata dalla Golino con il compagno Riccardo Scamarcio e Viola Prestieri, in collaborazione con la Rai.
Miele è il primo film da regista di Valeria Golino, prodotto dal suo compagno Riccardo Scamarcio e da Viola Prestieri. Il film è piaciuto subito a Thierry Frémaux, direttore di Cannes, ed è il solo italiano invitato a Un certain regard. Valeria ha ricostruito il personaggio di Irene-Miele affidando la parte a Jasmine Trinca dalla grazia nervosa e androgina, e ne ha fatto una trentenne aspra ma capace [...] Vai alla recensione »