Carta bianca

Film 2013 | Drammatico 90 min.

Anno2013
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diAndrés Arce Maldonado
AttoriMohamed Zouaoui, Tania Angelosanto, Patrizia Berardini, Elisabetta Fusari .
Uscitagiovedì 26 giugno 2014
DistribuzioneDistribuzione Indipendente
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Andrés Arce Maldonado. Un film con Mohamed Zouaoui, Tania Angelosanto, Patrizia Berardini, Elisabetta Fusari. Genere Drammatico - Italia, 2013, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 26 giugno 2014 distribuito da Distribuzione Indipendente. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Roma. È la vigilia di San Valentino. Tre personaggi (due stranieri e un'italiana) si incontrano e si scontrano.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Tre ritratti duri, composti in uno stile secco, da fredda denuncia sociale, che si scalda nella travolgente sequenza finale.
Recensione di Annalice Furfari
Recensione di Annalice Furfari

Tre storie che si incrociano a Roma, nella notte tra un sabato e una domenica, alla vigilia di San Valentino. Kamal è un giovane tunisino amante dei libri. Sogna di diventare italiano, perciò si fa chiamare Sandro, ma non ha il permesso di soggiorno e spaccia droga per sopravvivere. Vania è una bella badante moldava, timida e religiosa, tormentata dalle allucinazioni del suo recente passato di prostituta da marciapiede. Lucrezia è una grintosa e spavalda imprenditrice romana, che ama solo il suo cane e vive per la propria azienda, che ultimamente ha problemi di liquidità, spingendo la donna tra le grinfie di un usuraio. Nessuno dei tre lo sa, ma ciascuno di loro cambierà la vita degli altri.
Tre vite a un bivio, colte in un momento di scelte estreme da compiere. Presa una strada, è impossibile tornare indietro. E sulla stessa strada asfaltata si incroceranno le tre storie parallele di Kamal, Vania e Lucrezia, in un Roma che non ha nulla da spartire con le immagini da cartolina in cui è stata più volte immortalata. La Roma di Kamal, Vania e Lucrezia è una città che ha il grigiore e la durezza tipici delle tante periferie contemporanee, là dove i turisti non si spingono e gli ultimi lottano per una briciola di pane. La Roma delle tangenziali, dei capannoni industriali e degli alloggi di fortuna, neri come un tunnel in cui puoi solo correre a più non posso, per cercare la fine e la luce. Una luce che per Kamal ha il colore bianco del permesso di soggiorno, per Vania il risveglio dall'incubo della prostituzione, per Lucrezia la salvezza della propria azienda. Ma, quando si è disposti a tutto pur di raggiungere il proprio obiettivo, e con esso il proprio posto nel mondo, il prezzo da pagare è sempre troppo alto. E quando l'unico mezzo per la felicità sembra essere il denaro, ecco che questo si trasforma in una personale condanna all'infelicità.
Sono tre ritratti duri, quelli composti dal regista Andrés Arce Maldonado, colombiano trapiantato a Roma. Tre ritratti dallo stile secco, spietato, senza tenerezza, neppure in quei pochi sprazzi di umanità che emergono dal ricordo di una madre ammazzata, di un nipotino a cui mandare i soldi, di un amore perduto. È un mondo arido, cinico, disilluso, egoista, abitato da solitudini incapaci di amare. Un mondo dove vince solo il più forte, dove un gesto di generosità non è concesso perché renderebbe deboli e farebbe soccombere. Proprio come accade al senegalese amico di Kamal, che, anteponendo l'amicizia al proprio interesse, è l'unico personaggio positivo del film, ma non ne esce vittorioso. Al contrario, per non soccombere, i tre protagonisti compiono gesti estremi, che comportano l'abbandono di ogni riserva morale. Il regista li guarda agire senza condannarli, ma neppure giustificarli. Imbastendo una fredda denuncia sociale, che si scalda di colpo, con forza, nella travolgente sequenza finale, su quell'asfalto ruvido dove si compie il destino dei tre protagonisti.
Carta bianca non è soltanto il racconto delle difficoltà dell'immigrazione e della clandestinità, delle cocenti delusioni scontate da chi è costretto a svegliarsi bruscamente dal sogno occidentale e si ritrova a dover scegliere tra la fame e la perdita della propria integrità morale e della propria coscienza. Carta bianca è soprattutto il racconto della malattia che appesta il nostro mondo, il racconto della paura che domina il rapporto tra noi e gli altri. Quella paura che va ben oltre il razzismo. E che ci rende schiavi dell'indifferenza e della solitudine.

Sei d'accordo con Annalice Furfari?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 7 aprile 2013
Stefano V

Film un po' patetico, che gira su se sesso senza trovare una reale identità, dialoghi scarni, sembra volesse dire qualcosa, ma è limitato e non decolla. Le inquadrature in controluce sono le più terribili. Sarà per la prossima volta.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Tre storie di sofferenza intrecciata ambientate nel ventre della Roma odierna. Un pusher dal Marocco cerca di affrancarsi grazie alla passione per i libri e all'amore per una giovane badante moldava, che - dal canto suo - deve affrontare la morte improvvisa dell'anziano datore di lavoro. Nel frattempo una spregiudicata imprenditrice italiana tenta di uscire dalla morsa di un usuraio.

NEWS
NEWS
domenica 7 aprile 2013
Chiara Renda

Descritto dai suoi autori come "un film (anche) sull'immigrazione, diretto da un mezzo negro, scritto da un razzista, prodotto con un budget da Terzo Mondo", Carta bianca è un film che parte dal progetto di raccontare tre storie forti, diversissime tra [...]

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