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E' inutile spiegare chi è Bond, uno dei personaggi cinematograficamente più carismatici nati dalla penna di Ian Flemming, che però (purtroppo) tolto un buon Casino Royale stava perdendo parecchi colpi. Dirige quest'ultimo capitolo Sam Mendes (premio Oscar per American Beauty) che ha un compito davvero arduo: riscrivere Bond, farlo tornare alle origini del personaggio. Il film inizia infatti dopo un classico inseguimento con la simbolica morte di Bond colpito per sbaglio da una collega durante una delicatissima missione. Bond provato,in preda all'alcolismo nonostante sia stato dichiarato morto ritorna in azione per sventare un'attacco all'MI6 che ha come obbiettivo principale M.
Già dalle prima scene si vede il tocco di un grande regista. Le inquadrature, la fotografia, i movimenti di macchina sono eccellenti, di tutt'altro calibro rispetto ai film precedenti, cosa che pare abbastanza evidente. Il Cast è eccelso a partire da Daniel Craig nei panni di 007 l'unico a mio avviso a poter competere con Sean Connery nel vestire i panni dell'agente doppio zero, o l'unico credibile almeno. Poi Judi Dench, Ralph Fiennes e un incredibile Javier Bardem nei panni, finalmente, di un "villain" strambo, ma incredibilmente credibile e carismatico, cosa che mancava assolutamente nei precedenti film. Poi come non citare la bellissima Skyfall di Adele, il tema del film, che stupisce sempre più ad ogni ascolto.
Inoltre il film è pieno di rimandi e citazioni dei primi 007, dalla Aston Martin DB5 di Goldfinger alla penna con esplosivo di GoldenEye, il film farà strappare qualche sorriso ai fan della serie.
Un film che oltre ad essere un buon film di azione tratta anche temi importanti, un film che (anche grazie al Box Office) fa ben sperare.
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