Too Big To Fail - Il Crollo dei Giganti

Film 2011 | Drammatico 110 min.

Regia di Curtis Hanson. Un film con William Hurt, Edward Asner, Billy Crudup, Paul Giamatti, Topher Grace, Cynthia Nixon. Cast completo Titolo originale: Too Big To Fail. Genere Drammatico - USA, 2011, durata 110 minuti. Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Un film sulla crisi finanziaria che ha provocato il collasso del sistema economico mondiale. Il film ha ottenuto 3 candidature a Golden Globes,

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MYMOVIES 2,50
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Ricostruzione realistica (ma anche rigida e ripetitiva )del crack della Lehman Brothers.
Recensione di Edoardo Becattini
Recensione di Edoardo Becattini

Nel 2008, in seguito al crollo della Bear Stearns, quinta società di credito bancario degli Stati Uniti d'America, anche la Lehman Brothers accusa profondamente gli effetti della crisi del mercato immobiliare e la bolla finanziaria sui mutui "subprime". Di fronte al crollo verticale delle proprie azioni, l'amministratore delegato della compagnia Dick Fuld anziché vendere, si trincera dietro alla forza del proprio nome, impedendo sostanzialmente qualunque tentativo di svendita del gruppo. Inizialmente reticente a un intervento su scala nazionale, il segretario del Tesoro Hank Paulson, si trova costretto a fare da intermediario quando la Lehman si avvicina pericolosamente al fallimento. Nonostante le attente strategie politiche di Paulson, i tentativi di salvare la compagnia attraverso l'intervento di gruppi stranieri o americani vanno in fumo e nel settembre 2008 la Lehman Brothers dichiara bancarotta. Le conseguenze del fallimento di quello che solo fino a pochi mesi prima era uno più solidi operatori dei titoli di stato spezza in due l'opinione pubblica che, se da una parte elogia il tesoriere per non essere intervenuto con un finanziamento pubblico, dall'altra lo accusa di aver rivelato un'insanabile crisi pronta a disperdersi su tutte le borse occidentali.
Non è solo il neo-liberismo americano a mostrare le sue crepe ma anche il modello televisivo della HBO. Film per la tv dal solido impianto produttivo, miniserie interpretate da attori e caratteristi eccellenti, serie televisive dalla scrittura vivace e senza filtro: la popolare tv via cavo di proprietà della Time Warner ha notevolmente contribuito a elevare lo standard della drammaturgia televisiva americana. Purtroppo, ogni tanto questa aspirazione a un tipo di instant movie radicato nei temi della contemporaneità mostra anche le debolezze congenite della perfetta filiera della serialità americana.
Portatore sano dei pregi ma anche dei difetti di questo preciso meccanismo di drammaturgia in "presa diretta", Too big to fail ricostruisce i momenti più salienti di quel crack datato settembre 2008 dal punto di vista politico e istituzionale di Henry "Hank" Paulson, con maggior preoccupazione di ottenere un realismo solido che di costruire un racconto espressivo.
Tratto da un romanzo del giornalista Andrew Ross Sorkin (che non è parente dell'Aaron Sorkin di West Wing e Social Network, a dispetto di quello che i dialoghi serratissimi e i palazzi del potere darebbero a pensare), il film di Curtis Hanson si regge tutto sul talento di uno stuolo di premi Oscar e su una ricostruzione incalzante, da political thriller, degli eventi e delle decisioni che hanno portato alla crisi più acuta dopo la Grande Depressione del 1929. Se i primi confermano tutti - da William Hurt a Paul Giamatti, da James Woods a Billy Crudup - l'efficacia del metodo da Actor's Studio nel "diventare" personaggi reali, è invece il metodo di scrittura cosiddetto walk and talk, basato sulla credibilità delle parole fitte e complicate degli organi decisionali, a risultare gravoso sull'economia narrativa. I continui innesti presi dai telegiornali locali o dalle conferenze stampa di Washington rappresentano gli unici momenti di respiro, di distensione, all'interno di un groviglio che concentra in poco più di un'ora di e mezzo il complesso meccanismo che soggiace all'intero neo-capitalismo finanziario. Hanson, da questo punto di vista, non fa molto per compensare la ripetitività e lo schematismo forzato delle scene di contrattazione verbale. E se a questo si somma che Too big to fail perde sia in termini di tempismo di cronaca che di efficacia narrativa contro il genere documentario, arrivando per ultimo dopo il partigiano Capitalism di Michael Moore e il chirurgico Inside Job di Charles Ferguson, si intuisce che anche la HBO, ogni tanto, sopravvaluta il proprio valore di mercato.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 4 gennaio 2012
molenga

Too big to fail" é la storia delle vicende svoltesi immediatamente dopo il fallimento della lehman brothers. Gli attori sono necessariamente bravi, scelti perché lo sono, ma non bastano a dare anima a un film pieno di tecnicismi, ansiogeno e poco realistico, molto destrorso.

Frasi
"Il credito è l'anima del commercio!"
Ben Bernanke (Paul Giamatti)
dal film Too Big To Fail - Il Crollo dei Giganti - a cura di federica
NEWS
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giovedì 22 settembre 2011
Luca Volpe

La notizia è di quelle che non passano inosservate. Too Big to Fail, film per la televisione diretto da Curtis Hanson (premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale con L.A. Confidential) sarà proiettato in anteprima al Festival del cinema [...]

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