| Titolo originale | Ballata a cinque strofe |
| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 15 minuti |
| Regia di | Fabiana Lupo |
| Attori | Laura Tedesco, Fabrizio Vernice, Maddalena Salvati . |
| MYmonetro |
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Ultimo aggiornamento lunedì 15 ottobre 2012
Attraverso il ritorno alle tradizioni e alle origini, la sceneggiatura del cortometraggio si trasforma in un documentario ispirato agli anni Zero.
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CONSIGLIATO N.D.
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Un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio di una lei anonima e universale che vive, attraverso la rievocazione dei propri fantasmi, il ricordo nostalgico di una madre Terra lontana. Sono i sensi gli autentici protagonisti di questo cortometraggio. Udito, vista, tatto, gusto e olfatto: cinque strofe per raccontare una vita. La protagonista è una giovane che rappresenta un'intera generazione che vive nell'ansia di un futuro incerto e nella visione malinconica e lontana delle proprie radici. Attraverso la riscoperta dei propri sensi, questa donna afferra la propria vita, passata, dimenticata o semplicemente fantasticata. Poiché fuori da ogni logica spazio-temporale, le esperienze che la ragazza attraversa sono scioccanti ed estranee alla percezione comune. Il sonoro ha il compito di trascrivere questo choc attraverso il contrasto con l'immagine a cui si lega. Passando per il ritorno alle tradizioni e alle origini, la sceneggiatura del cortometraggio si trasforma in un documentario ispirato agli anni Zero. L'opera nasce dalla profonda connessione esistente nel testo filmico tra immagini e immaginario, la cui relazione lascia emergere un legame viscerale con la Terra. In un finale in cui il sonoro si appiattisce e la musica riaffiora dolcemente, ci si chiede se la ragazza è riuscita a uscire dal buio in cui si è rinchiusa.
Un gran bel lavoro della giovane regista Fabiana Lupo!!da rivedere!