| Titolo originale | As Melhores Coisas do Mundo |
| Anno | 2010 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Brasile |
| Durata | 104 minuti |
| Regia di | Laís Bodanzky |
| Attori | Caio Blat, Denise Fraga, Fiuk, Paulo Vilhena, Gustavo Machado, Júlia Barros Francisco Miguez, Matheus Marchetti, Gabriel Illanes, Gabriela Rocha, José Carlos Machado. |
| Uscita | giovedì 18 ottobre 2012 |
| Distribuzione | Intramovies Picks |
| MYmonetro | 2,99 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 6 febbraio 2013
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CONSIGLIATO SÌ
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Hermano ha quindici anni e una chitarra scordata. Fratello di Pedro, ventenne fragile e sensibile, Hermano deve affrontare la sua prima volta e il divorzio improvviso dei genitori. Lo accompagnano lungo i ‘corridoi’ della vita gli esuberanti amici e l’inseparabile Carol, adolescente impegnata e invaghita del giovane professore di fisica. Dopo aver scoperto l’omosessualità del padre e averne incontrato il nuovo partner, Hermano scivola in una profonda crisi da cui uscirà maturato e trasformato. Lezione dopo lezione accorderà la sua chitarra e suonerà finalmente la sua musica, stringendo tra le braccia la ragazza del cuore.
Romanzo di formazione per immagini, Le migliori cose del mondo racconta il quotidiano di un adolescente che incappa in un evento più grande di lui, uscendone profondamente e irreversibilmente cambiato. Facendo agire il suo protagonista nella realtà, il film è ispirato a una collana di libri per ragazzi ma soprattutto muove dai colloqui realizzati in diversi istituti di San Paolo, Laís Bodanzky fa di quella concretezza il motore della crescita e del cambiamento individuale. Pieno di slanci generosi, alla maniera di Hermano, Le migliori cose del mondo è un film soprattutto (ma non solo) per i ragazzi, che prova a tenersi lontano dagli stereotipi del genere e dal prodotto di puro intrattenimento. Senza essere pedantemente didattico o buonista, questa seconda opera brasiliana indaga e approfondisce lo sviluppo caratteriale ed emotivo dei ragazzi, le attese della giovinezza e la crescita della passione, per una compagna di scuola, per il teatro o per la musica. E proprio la musica svolge un ruolo predominante nella formazione del giovane Hermano, impegnato nello studio della chitarra classica e deciso a trovare una voce per cantare e dirsi. La sua voce over e ridondante, perché immerge in una finta lontananza una materia narrativa che necessitava forse di un trattamento più vivo e meno impagliato nei toni della rimembranza elegiaca, lo introduce e lo coglie in quell’età ingrata in cui si prova a ritagliarsi uno spazio nel mondo cercando credito (anche) fuori dalla famiglia. Tra le angherie di compagni che negli anni della crudeltà riescono a essere solo cattivi e canzonatori e le incomprensioni di un padre dimissionario e innamorato di un nuovo amore, Hermano sperimenta le cose del mondo, dubitando, rifiutando e coltivando attraverso il pop dei Beatles la propria fantasia e la propria peculiarità. Svolgendo la vita di Hermano, Mano per gli amici, la regista affronta in maniera trasversale il tema del bullismo, della discriminazione, dell’omofobia, dell’idiozia praticata congiuntamente da ragazzi e genitori. Equilibrato e prossimo per sensibilità all’imprevedibilità dell’esistenza, Le cose migliori del mondo è abitato nondimeno da adulti consapevoli e civili nell’affrontare la durezza di certe situazioni e la crescita dei propri figli, dentro famiglie unite nella separazione. Famiglie contro cui nulla possono paure che hanno la consistenza del sogno e di un’età già alle spalle.
Il paradosso della felicità: per fare la cosa giusta bisogna sapere prima cosa si sta sbagliando. Hermano, 15 anni ha un'energia che spacca il mondo, ma il mondo gli si rivolta contro con tutta la sua violenza mettendolo di fronte alle scelte degli altri, al "mondo libero" ma anche a false verità. È difficile per un ragazzo nel pieno dell'adolescenza subire la [...] Vai alla recensione »
Finalmente gli adolescenti brasiliani hanno un buon motivo per andare al cinema. Le migliori cose del mondo di Laís Bodanzky, ispirato alla serie di libri Mano, di Paulo Gilberto Dimenstein ed Heloisa Prieto, segue le vicissitudini di un gruppo di ragazzi di un liceo di São Paulo. Al centro di tutto c'è Hermano, detto appunto Mano, che insieme ai suoi coetanei è lanciato alla scoperta dell'amore e [...] Vai alla recensione »