| Titolo originale | Di renjie |
| Anno | 2010 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | Cina, Hong Kong |
| Durata | 122 minuti |
| Regia di | Tsui Hark |
| Attori | Andy Lau, Carina Lau, Bingbing Li, Tony Leung Ka Fai, Deng Chao, Richard Ng Teddy Robin Kwan, Lu Yao, Jinshan Liu, Jialin Zhao, Sos Haroyan, Deshun Wang, Yan Qin, Jin Chai, Nan Xu, Liz Veronica Foo, Xiao Chen, Huang Yonggang, Yanming Jiang, Shenming He, Jean-Michel Casanova. |
| Uscita | venerdì 26 agosto 2011 |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Tucker Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,32 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 7 dicembre 2016
Siamo nell'Anno Domini 690. Il detective Dee, in esilio da otto lunghi anni, viene reclutato per risolvere il mistero di una serie di morti che minacciano di ritardare l'ascesa al trono dell'Imperatrice Wu, la sola donna leader della Cina. Il film ha ottenuto 3 candidature a Asian Film Awards, 12 candidature e vinto 6 Hong Kong Awards, In Italia al Box Office Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 77,5 mila euro e 33,6 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Cina, 690 d.C. La reggente Wu si appresta ad essere incoronata imperatrice (prima donna nella storia cinese), ma i molti nemici e cospiratori giocano le loro ultime carte per impedirlo. Nel frattempo la costruzione di un gigantesco Buddha in onore della reggente viene rallentata da alcune morti misteriose per autocombustione; sul caso viene chiamato a indagare il detective ribelle Dee, già esiliato dalla stessa reggente.
C'era un tempo (gli anni '80-'90) in cui al nome di Tsui Hark era stata giustapposta l'etichetta - semplicistica ma indicativa - di "Steven Spielberg di Hong Kong". Dopo un decennio trascorso seguendo progetti eterogenei ma spesso deludenti, è come se il regista si fosse ricordato di quella che è la sua specificità, nonché il suo maggior talento. Avvalendosi di capitali della Cina continentale e sfruttandone in pieno i mezzi, Hark confeziona infatti un romanzo d'avventura che potrebbe tranquillamente essere tratto da un fumetto dell'era d'oro della nona arte per come sa unire ingredienti semplici ma paradossalmente divenuti irraggiungibili per i più: divertimento, azione, qualche risata, suspense e ancora divertimento. Proprio come ai bei tempi in cui Indiana Jones faceva andare la frusta.
L'idea di ambientare nella più classica delle ambientazioni fantasy-wuxia un vero e proprio whodunit permette a Tsui di allestire un curioso pantheon di personaggi degno dei fasti di Zu, Warriors of the Magic Mountain, insistendo sull'elemento del trasformismo, topos tradizionalmente caro all'autore (Peking Opera Blues, Swordsman 2). Oltre a un Andy Lau che pare aver sorseggiato l'elisir di eterna giovinezza e a un cast di alto profilo (dopo Gallants, altro cameo suggestivo di Teddy Robin Kwan), la notizia è che Tsui Hark è tornato e sembra puntare decisamente a quel trono che fu suo e che a Hong Kong da troppo tempo resta vacante.
Fin dalle prime inquadrature si è creato un vortice emozionale corposo, robusto; nel quale, mi sono piacevolmente immerso mettendo da parte le esperienze passate. Ha, così, immediato inizio il mio percorso esplorativo. Gli elementi essenziali che fanno di un film, un piacevole film ci sono tutti; in vetta, però, primeggiano le espressioni corporee dei protagonisti.
Sentir parlare Marco Müller di cinematografia cinese è un po’ come chiedere a un bambino di raccontare il suo supereroe preferito. Chiamato a introdurre l’anteprima romana di Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma, di Tsui Hark, Il Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia non ha saputo trattenere il proprio entusiasmo per le pellicole d’Oriente. «Non esagero, che poi si dice in giro che la Mostra ha un Direttore sinologo», dice, ma proprio non ce la fa: e nel fiume di complimenti finisce per regalare anche un piccolo spoiler sul programma del Festival.
Un film storico in costume sulla Cina durante la dinastia Tang. Ma non è il solito polpettone in costumi antichi in gloria dei buoni sentimenti eterni. È estremamente particolare il modo di trattare il passato politico dell'Asia (e i suoi miti) quando un copione di «genere» arriva tra le mani di una dei poeti del cinema punk, Tsui Hark, indimenticabile regista di Incontri pericolosi del primo tipo, [...] Vai alla recensione »