| Titolo originale | Bitch Slap |
| Anno | 2009 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Rick Jacobson |
| Attori | Julia Voth, Erin Cummings, America Olivo, Michael Hurst, Ron Melendez, William Gregory Lee Minae Noji, Kevin Sorbo, Lucy Lawless, Renée O'Connor, Dennis Keiffer, Scott Hanley, Mark Lutz, Debbie Lee Carrington, Zoë Bell, Robert Mammana, Rich Kirby, Jim Klock. |
| Uscita | venerdì 22 luglio 2011 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,38 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 5 marzo 2014
Quando tre ragazze arrivano nel deserto per rubare un carico di diamanti, le cose vanno rapidamente fuori controllo. In Italia al Box Office Bitch Slap - Le superdotate ha incassato 167 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Tre ragazze giungono con una macchina d'epoca nel bel mezzo del deserto alla ricerca di un bottino di diamanti sepolto vicino a una roulotte. Queste sono Trixie, una spogliarellista ingenua e sensibile, Camero, una spietata killer che fa il corriere della droga, e Hel, un'importante donna d'affari. Nel bagagliaio della loro Ford Thunderbird hanno incastrato Gage, il pericoloso trafficante che ha sottratto i diamanti e quindi l'unico che conosca il punto esatto dove scavare. Andando progressivamente a ritroso nel tempo, emergono molti dettagli sul passato delle tre ragazze e sulla misteriosa figura di un vendicatore spietato e sconosciuto: Mr. Pinky.
In principio fu Russ Meyer, regista indipendente che fece dei principi del femminismo un ring su cui far lottare maggiorate truccatissime dai vestiti succinti capaci di maneggiare armi e sferrare colpi come fino a poco tempo prima era concesso solo a un uomo. Poi vennero, nel tempo, le eroine disinibite e giustiziere dei b-movies, le conigliette languide e gentili dei video di Playboy e, infine, le vendicatrici sagge e poliedriche del cinema edotto di Tarantino (come la Sposa di Kill Bill o la Shosanna di Bastardi senza gloria).
Con Bitch Slap, Rick Jacobson condensa la storia degli exploitation films a partire dal significato stesso del verbo inglese "to exploit", ovvero sfruttando e beneficiando di tutte le peculiari caratteristiche estetiche e tematiche dell'immaginario "stracult" dell'ultimo mezzo secolo. La sua personale "Operazione Grindhouse" è quindi più un calco "maggiorato" che un semplice omaggio, un milkshake in cui viene frullato tutto quanto ha reso popolare prima e nobilitato poi l'arte del sottogenere. In questo senso, Bitch Slap è un campionario di momenti e situazioni topiche del cosiddetto guilty pleasure, il piacere visivo legato ai b-movies: nello spazio di una macchia desertica, tre belle donne, ognuna vicina a un preciso immaginario erotico (la spogliarellista caritatevole, la virago indomabile e selvaggia e la donna-manager di potere), combattono a mani nude o brandendo enormi mitragliatrici, si baciano appassionatamente, giocano coi secchi d'acqua, trovano scuse e motivi per strapparsi i vestiti di dosso e mostrare vizi e virtù dei loro corpi.
In questo coacervo fumettistico di immagini più satinate che ruvide, più vicino a un certo erotismo patinato che a un'idea di trasgressione o di liberazione della violenza, Jacobson non compie né un rovesciamento radicale (lo stile Tarantino, che proprio nei suoi tributi all'exploitation, Jackie Brown e Death Proof, aveva dilatato l'azione e ritardato la violenza fino al suo annullamento), né un salto iperbolico (lo stile Rodriguez, che gioca sull'effetto sorpresa e sull'esaltazione continua del parossismo). Al contrario, il regista mostra la sua formazione maturata con i telefilm epic-trash di Sam Raimi come Hercules o Xena, giocando a ribasso tanto nell'estetica (un trionfo di split screen, chroma key e ralenti), quanto nella narrazione (un percorso a ritroso in stile Memento che diviene presto estenuante). Laddove mostra una certa inventiva è invece nel linguaggio, attraverso un vero e proprio florilegio di battute e insulti per l'era post-femminista. Ma per quanto trivialmente creativa, un pugno di frasi fatte ben assestate non può redimere un'estetica integralmente "rifatta".
E' vero il film ricorda il regista Russ Meyer (Faster Pussycat,Kill Kill.......Super Vixens)...belle donne,ben dotate,abitini sexy,violenze,baci,scene lesbiche,tutti gli ingredienti di un film in una dimensione trash,dove c'è quel pizzico di ironia e di godibilità.(alla Tarantino-Rodriguez).e anche di surreale di una trama banale ma anche di qualche colpetto di scena che non ha gu [...] Vai alla recensione »
Le curvilinee Trixie (spogliarellista), Hel (donna d'affari) e Camero (tossica e spacciatrice) convergono in una deserto, che poi si rivelerà piuttosto affollato, per impadronirsi di 200 milioni di dollari che anche gangster e ammazzacristiani assortiti sono decisi a non mollare. Non va per il sottile il regista e sceneggiatore Rick Jacobson: tra abitini succinti e bagnati, violenze sadiche, armi falliche, [...] Vai alla recensione »