| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Anna Negri |
| Attori | Alba Rohrwacher, Marco Foschi, Valentina Lodovini, Stefano Fresi, Alessandro Averone Marina Rocco, Cristina Odasso, Francesca Cutolo, Massimo De Santis, Giulia Weber, Hossein Taheri, Leonardo Buono, Damiano Buono, Sebastiano Colla, Giacomo Giorgi Alberti. |
| Uscita | venerdì 11 aprile 2008 |
| Tag | Da vedere 2008 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 3,01 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 1 ottobre 2024
Una troupe cinematografica gira un documentario su una coppia giovane mostrando l'aspetto meno spettacolare e seducente del lavoro d'attore: insicurezza economica e precariato, aspetti che possono incidere sulla vita sentimentale. Il film ha ottenuto 5 candidature ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Riprendimi ha incassato 190 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Lucia e Giovanni vivono a Roma e lavorano nel mondo della creatività, lei come montatrice, lui come attore. Un mondo senza certezze, senza continuità, fatto d'illusioni e continue ricostruzioni. Lucia ogni giorno taglia e incolla, rimette i "pezzettini" (le immagini) nel giusto ordine per produrre senso. Ma la vita, quella vera, qualche volta non ha nessun senso, e così capita che suo marito se ne vada di casa, lasciandola con un bimbo di poco più di un anno in braccio, per "cercarsi", in un anelito di libertà che, in compenso, confina lei nella prigione della solitudine, della rabbia, dell'abbandono.
Eros e Giorgio, due documentaristi indipendenti (pizza al taglio a pranzo e a cena e per letto il sedile dell'auto), avevano scelto proprio Lucia e Giovanni come campione della loro indagine sul precariato giovanile, ma si ritrovano all'improvviso a documentare una crisi di coppia, che certamente ha la sua origine nella fatica di vivere soli e instabili nella società "liquida" stigmatizzata da Bauman, ma che va oltre e sconfina nell'universale fine di un amore. Anche il progetto filmato dei due ragazzi, inizialmente connotato da uno sguardo freddino, assiduo, da antropologi d'assalto o piccoli grandi fratelli, si carica di empatia per la tragicommedia della vita, fino a coinvolgersi al punto da passare la linea di demarcazione, professionale e finzionale.
Anna Negri, a distanza di parecchi anni dal primo lungometraggio, nel quale si presentava con originalità e leggerezza, ma senza trovare il tono né risolvere il nodo tra fantasia e verità, si riaffaccia con Riprendimi mostrando grande maturità stilistica e rinnovando la promessa di originalità. Nel tempo trascorso, sembra abbia fatto tesoro di molte lezioni, non ultima quella dell'ex collega Rossana Campo, di cui ripropone la freschezza delle scene corali al femminile nelle belle sequenze di Lucia con le amiche; ma anche quella del teatro europeo (da cui proviene la sceneggiatrice, Giovanna Mori) e del miglior cinema low-budget, per cui ad un'ampia libertà tecnica e produttiva (la regista ha girato in casa propria) corrisponde una fruttuosa libertà espressiva degli attori e della macchina da presa. S'intravedono persino Cassavetes (modello di recitazione) e Lynch (nella centralità del mezzo video e nel "doppio" sogno di Lucia), ben sepolti, s'intende, sotto il registro della commedia dei sentimenti.
Alba Rorwacher, per la prima volta protagonista dopo tante belle apparizioni a margine, crea un personaggio memorabile di giovane donna apparentemente fragile e in realtà vitale e appassionata, in grado di lenire con l'intelligenza e il sorriso quel mal di cuore di ogni giorno, di cui canta, magicamente, Billie Holiday.
Il matrimonio è una cosa da lavoro fisso? Sarebbe stato molto affascinante la trattazione del parellelo precariato nel lavoro / precariato nella vita. In realtà, e lo si scopre ben presto, la regista vuol trattare il tema della fine, di quando ci si dice basta, anzi, di quando uno solo dei due dice basta, e l'altro rimane vittima di questa decisione.
Giovanni, attore, e Lucia, montatrice, giovane coppia romana di piazza Vittorio, hanno un bimbo e fanno un film per Internet sul precariato con due amici (il grasso e lo smilzo, ognuno è fonico e operatore insieme) che non li abbandonano mai, sul lavoro (quando c'è), in casa, in camera da letto, mentre litigano, mentre parlano di politica, vedono gli amici, passeggiano, e mentre non fanno ciò che fecero [...] Vai alla recensione »