Riparo

Film 2007 | Drammatico, 100 min.

Regia di Marco Simon Puccioni. Un film con Maria de Medeiros, Antonia Liskova, Mounir Ouadi, Vitaliano Trevisan, Gisella Burinato. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2007, durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 18 gennaio 2008 distribuito da Movimento Film. - MYmonetro 2,85 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'intrusione di un giovane clandestino nella vita di due donne italiane. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Riparo ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 97,6 mila euro e 34,1 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,85/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 2,64
PUBBLICO 2,66
CONSIGLIATO SÌ
Un film dal cuore femminile che, pur non volendo essere politico, costringe lo spettatore a riflettere sulla politicità del privato e sul conflitto fra passione amorosa e coercizione sociale.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Anna e Mara si amano contro le costrizioni sociali, ora latenti, ora manifeste, che investono la coppia mettendone in tensione ruoli, abitudini, codici comportamentali e caratteriali. Il loro già precario equilibrio viene definitivamente destabilizzato da Anis, un giovane immigrato magrebino, attratto dalle promesse dell'occidente. Nascosto nel bagagliaio dell'auto delle due donne, di ritorno da una vacanza in Tunisia, Anis supera la frontiera. Sarà l'inizio di una convivenza lunga e difficile che dovrà fare i conti con la disapprovazione della madre di Anna, col biasimo silente del padre di Mara e con le regole inflessibili della società.
Cinque anni dopo Quello che cerchi, un film certificato da Nanni Moretti e uscito in sale "protette", capaci di garantire all'autore un pubblico selezionato e sensibile, Marco Simon Puccioni torna ad affrontare le forme irrisolte dell'amore. Se il film precedente rifletteva sull'"amore" fra due uomini, Riparo declina il sentimento al femminile. Appurata questa novità, la riflessione non si fa più semplice, né il percorso più lineare. Lo sguardo femminile, quello della sceneggiatrice (Monica Rametta) e delle due attrici protagoniste (Antonia Liskova e Maria De Medeiros), prende possesso del cuore della visione, aprendo squarci interrogativi sulla effettiva consistenza della figura maschile (padri, fratelli, amanti, stranieri), sugli stereotipi e le strutture comportamentali profonde, su una condizione umana (l'omosessualità) ancora ampiamente e spesso violentemente osteggiata.
Riparo non vuole essere un film politico, almeno in prima istanza e nel senso più tradizionale e ristretto del termine, ma sequenza dopo sequenza costringe lo spettatore a riflettere sulla politicità del privato e sul conflitto fra passione amorosa e coercizione sociale, sviluppando il tema dell'amore proibito con misura e non come esagitato melodramma. Il punto di vista esterno sulla complessità culturale e sociale dell'occidente è invece maschile e "altro". Anis, educato secondo la pedagogia islamica e chiuso dentro un involucro ipermacho, è critico e diffidente verso quella parentela sussidiaria e sostituiva, che ha escluso l'uomo, inteso come partner matrimoniale. "Rientrata" dalla vacanza (un tempo e uno spazio idilliaci e "protetti") nella realtà del nord-est italiano, la relazione sentimentale di Anna e Mara viene compromessa e infine distrutta da una "violenza" indotta dal divieto sociale. Si osservi la sequenza del pranzo a Villa Manin, dove Anna viene rimproverata di non formare e intendere la famiglia come luogo di riproduzione sociale.
Puccioni sceglie felicemente due attrici, diversamente belle e diversamente brave, capaci di recitare pienamente e simultaneamente col viso, con la voce e con il corpo. Il punto di svolta drammatico della vicenda è risolto in modo semplicissimo con i primissimi piani delle protagoniste che si alternano, obbligando lo spettatore a condividere quelle poche battute di dialogo, che stabiliscono la linea d'ombra oltre la quale nessun ritorno è permesso.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Il 2° film del romano Puccioni racconta formazione, sviluppi e fine di un triangolare legame di affiliazione. La borghese Anna, comproprietaria di una fabbrica di scarpe in Friuli, e Mara, operaia della stessa fabbrica, sono amanti e convivono. Accolgono in casa Anis, adolescente tunisino che hanno aiutato a entrare clandestinamente in Italia. Scritto dal regista e Monica Rametta con Heidrun Schleef, è un film che tiene in equilibrata armonia privato e pubblico, i sentimenti con i temi dell'immigrazione, della diversità, dei conflitti sociali. E lo fa senza dare giudizi sui personaggi, concedendo a ciascuno le sue ragioni. Anche con ironia: è buffo che in un paese cattolico sia proprio un ragazzo musulmano a sostenere i valori della famiglia tradizionale. Un'intensità erotica, pari alla tenerezza e alla lucidità, descrive il rapporto tra le due donne, la bionda slovacca Liskova che quasi supera la talentuosa bruna portoghese de Medeiros, entrambe non doppiate. Tra le figure di contorno spiccano per misura la Burinato e lo scrittore Trevisan. Fotografia dell'italo-tunisino Tarek Ben Abdallah. Prodotto da Mario Mazzarotto. Esposto a Berlino 2007 e a un'altra cinquantina di rassegne internazionali. Grand Prix e premio per la Liskova al 25° Festival di Annecy.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 12 febbraio 2010
katamovies

Innazitutto, grazie a tutti quei registi che escono dalla romanità che monopolizza il nostro cinema, e decidono di ambientare le loro storie in altre città. Qui siamo nella provincia friulana. C'è una azienda calzaturiera messa in crisi dalla fase economica, una coppia omosessuale messa in crisi da un terzo incomodo/scomodo (un immigrato che si nasconde nell'auto [...] Vai alla recensione »

domenica 12 luglio 2009
coppina

bravissime le attrici..emzionanti nel film compare anche alessandro predonzan..attore da tenere d'occhio!!!! un pò triste l'ambientazione...

martedì 20 agosto 2013
brunomunari

Premetto di non aver visto i primi minuti del film e per questo mi sono chiesto a lungo chi fossero le due ottime attrici protagoniste, perfette nei loro ruoli; spontanee l'una nel ruolo della lesbica insicura e vagamente nevrotica e l'altra in quello dell'innamorata persa, disposta a tutto pur di non perdere la sua compagna. Entrambe vere al punto di chiedermi da dove fossero uscite, visto [...] Vai alla recensione »

Frasi
È inutile che ti sforzi di rimettere tutto in ordine, tanto qui nulla tornerà più come prima.
Mara (Antonia Liskova)
dal film Riparo - a cura di marina v.
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Anna Maria Pasetti
Il Riformista

È inutile nascondersi dalla vita, che prima o poi ti viene a scovare. Diverso è cercare un riparo, magari momentaneo, nella speranza che il vento ti soffi verso un'esistenza migliore. Questo il pensiero che deve aver attraversato l'adolescente marocchino Anis quando ha deciso di rifugiarsi nel bagagliaio di un'auto italiana, imbarcata su un traghetto di ritorno dalle vacanze estive trascorse nel Paese [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
Liberazione

Il triangolo no, non l'avevamo considerato. Il cinema italiano raramente racconta menage a trois, troppo audaci per la morale bacchettona. Probabilmente Cinecittà e Vaticano non sono abbastanza lontani. Difetta anche di coraggio, non ama, ormai, uscire dal proprio salotto, e ha perso così il polso della realtà. Poi arrivano registi come Marco Simon Puccioni: uno di quelli che di colpi di fortuna non [...] Vai alla recensione »

Irene Bignardi
La Repubblica

Ancora un film (e interessante) sugli «altri», sui clandestini, gli immigrati, quelli che cercano «Lamerica», quelli che cercano lavoro o riparo nei nostri Paesi. E si chiama infatti Riparo il film di Marco Simon Puccioni che arriva adesso in dvd (01 Distribution, «rental» per ora, poi in acquisto), dopo un lungo itinerario e premi vari in festival importanti e la solita affannata e breve presenza [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
Rolling Stone

Immigrazione, amore e lavoro troppo spesso sono clandestini. Puccioni, regista di corpo e cervello, analizza l'emarginazione che nasce da chi è fuori dalla loro "normalità". Mara, giovane operaia (Antonia Liskova, ottima, tutta carattere e sensualità) sta con Anna (Maria de Medeiros, irritante il suo veneto-portoghese), borghese figlia di imprenditori del nord-est.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Se intendiamo il termine nel senso etimologico di "escluso da una comunità", ciascuno è l'extracomunitario di qualcun altro. Lo è Anis, un adolescente maghrebino che s'insinua nell'auto di Anna e Mara, coppia di ritorno da una vacanza romantica in Tunisia. Lo sono anche le due donne, respinte l'una dalla madre, l'altra dal padre a causa delle loro inclinazioni sessuali.

Aldo Fittante
Film TV

Preceduto da squillanti fiati di tromba, echi di svariati e fortunati passaggi festivalieri in terra straniera (dove probabilmente il distacco rende più libero il giudizio), Riparo racconta umori e sfaccettature del nostro tempo alla stregua della recente Giusta distanza. Approda nelle sale qualche mese dopo l’uscita dell’appena sufficiente fatica di Carlo Mazzacurati solo per problemi distributivi. [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Melodramma d'amore, quasi un fotoromanzo, incastrato in scelte storiche in un momento cruciale della società italiana, la crisi industriale di fine anni '70, a partire dalla notizia del licenziamento di 14mila operai Fiat nel settembre '80. Il triangolo è composto dall' impiegata Emma (una Solarino impagliata), figlia di immigrati, dal fidanzato ingegnere (Gifuni) e dal sindacalista che la coinvolge [...] Vai alla recensione »

Jacques Mandelbaum
Le Monde

"Riparo" : l'amour et la lutte des classes entre les deux rives A leur retour de vacances en Tunisie, deux jeunes Italiennes, Anna et Mara, trouvent un jeune immigré clandestin, Anis, dans le coffre de leur 4 x 4. Anna, jeune femme fragile et sensible, est la fille d'une famille d'industriels de la chaussure. Mara est ouvrière dans la même usine.

Sandro Rezoagli
Ciak

Un triangolo inconsueto nel profondo Nord-Est: la proprietaria di una fabbrica e una sua operaia unite da un legame omosessuale e un ragazzo tunisino che le due hanno fatto entrare di nascosto in Italia. La sua presenza nel ménage fa esplodere tutte le contraddizioni della coppia. E non solo. Arriva con qualche ritardo dalla sua presentazione a Berlino e in troppo poche copie il secondo, buon film [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Altra fabbrica, ma oggi. Altra coppia "impossibile", ma di donne. Altro triangolo rivelatore, ma il terzo incomodo è un ragazzo magrebino giunto in Italia nel bagagliaio delle due donne ignare. Per un caso curioso Riparo esce insieme a Signorinaeffe. Le analogie si fermano qui, ma i due film condividono una stessa tensione, una voglia di capire e forse provocare, che sovraccarica i personaggi e toglie [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Girato prima di Signorinaeffe e presentato al Festival di Berlino del febbraio 2007, anche il solido e severo Riparo di Massimo Simon Puccioni affianca lotta di classe e lotta di sesso in contesto aziendale. Marxista, quindi razionalmente logico e non politicamente corretto, e ambientato oggi, Riparo sposta l'area dei conflitti sociali dalla grande industria di Torino, sfondo di Signorinaeffe, alla [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 18 gennaio 2008
Chiara Renda

Un gangster movie per Ridley Scott Dopo l'attesa uscita fantascientifica di Io sono leggenda, questa settimana a tenergli testa arriva la nuova grandiosa opera di un regista che ha segnato la storia del cinema di fantascienza: questa volta l'eclettico [...]

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nastro d'argento europeo
Nastri d'Argento
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