Control

Film 2007 | Biografico 122 min.

Regia di Anton Corbijn. Un film Da vedere 2007 con Sam Riley, Samantha Morton, Alexandra Maria Lara, Joe Anderson, James Anthony Pearson. Cast completo Genere Biografico - USA, 2007, durata 122 minuti. Uscita cinema venerdì 24 ottobre 2008 distribuito da Metacinema. - MYmonetro 3,50 su 49 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tormentata biografia dell'inquieto leader dei Joy Division Ian Curtis, morto suicida a 23 anni. In Italia al Box Office Control ha incassato 82,4 mila euro .

Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 3,33
PUBBLICO 3,63
CONSIGLIATO SÌ
La storia di Ian Curtis, leader dei Joy Division, raccontata con sensibilità e discrezione dal fotografo Anton Corbijn.
Recensione di Tirza Bonifazi Tognazzi
Recensione di Tirza Bonifazi Tognazzi

In Inghilterra, nella metà anni '70, i giovani cercavano la propria identità ascoltando i vinili dei loro miti (Buzzcocks, Sex Pistols, David Bowie). Si vestivano come loro, ne emulavano le movenze e si truccavano davanti allo specchio delle loro camerette tappezzate di poster sognando le luci del palcoscenico. Qualcuno ce la fece. A Macclesfield, a pochi chilometri da Manchester, un Ian Curtis appena ventenne si unì ad altri tre ragazzacci - Peter Hook, Bernard Sumner, Stephen Morris - per formare i Joy Division, band di culto che segnò l'inizio della scena post-punk.
Il fotografo e videomaker Anton Corbijn fa il suo esordio in lungo raccontando la storia di Ian Curtis, morto suicida a soli 23 anni. Il titolo fa riferimento alla canzone dedicata alla vita spezzata di una conoscente del leader dei Joy Division ("She's Lost Control") ma sembra anche descrivere quell'impossibilità di controllare il proprio corpo scosso dalle crisi epilettiche che fecero cadere il musicista in depressione. O, ancora, la mancanza di controllo nella vita affettiva, divisa tra la moglie sposata troppo giovane e l'amante conosciuta nel backstage.
Liberamente tratto dal romanzo autobiografico di Deborah Curtis, "Touching From a Distance", il film di Corbijn non si adagia sulla figura del mito, non ne maschera il vissuto con false apparenze ma ne racconta i limiti e i drammi senza patetismi. Persino di fronte alla sua morte (preannunciata, nei modi, da una semplice inquadratura) preferisce la discrezione dello stacco della macchina da presa mostrando una sensibilità che troppo spesso manca al cinema.
Girato a colori e in seguito trasferito in B/N per mantenere intatto lo spirito e il mood della band (ma va detto che il regista è noto per le sue foto in bianco e nero), Control riesuma un'epoca di grande fermento musicale utilizzando tutto sommato poche canzoni. Se da una parte ci sono i contributi degli stessi Joy Division e delle band in voga in quel periodo, dall'altra ci sono i silenzi e i lievi scricchiolii degli interni inglesi per definire le due anime di Curtis. Il cantante che si dimenava sul palco sotto gli occhi ammirati dei fan, e il ragazzo privato, confuso e straziato dall'improvviso successo.
L'attore inglese Sam Riley offre una delle migliori reincarnazioni di una celebrità riportata in vita al cinema. Il carisma e il tormento del cantante rivivono sul suo volto e nei suoi gesti, resi ancor più reali da un utilizzo della macchina da presa che senza nessun tipo di artificio ci consegna Ian Curtis, nudo e puro.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Scritto con Matt Greenhag da Deborah, vedova del cantante Ian Curtis, leader dei Joy Division che si suicidò a 23 anni nel 1980 al culmine del successo, è l'esordio nel cinema di Corbijn, autore di alcuni tra i più innovativi viedoclip nella storia del rock. Al neoregista interessa il vissuto quotidiano del personaggio, non il suo mito. Filmato in un bianconero che sembra impregnato della grigia fuliggine di Manchester, patria di Curtis, ha come modello stilistico le atmosfere del free cinema britannico (Karel Reisz, il primo Ken Loach): inquadrature lunghe e composte, montaggio invisibile, esecuzioni musicali della band viste frontalmente, efficace scelta e direzione degli interpreti, tra cui S. Riley che sa tenere in equilibrio la vulnerabilità e la volubilità di Curtis, ma sono ammirevoli anche S. Morton (la moglie) e A.M. Lara (l'amante). Nella colonna musicale anche David Bowie, Kraftwerk e Iggy Pop. Presentato alla Quinzaine di Cannes 2007.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 13 maggio 2009
merilois

Artista sensibile Ian Curtis, diviso tra l'amore per due donne. Un amore che dentro di sè sente giusto e possibile. Il punto di vista non è però condiviso dalle due fanciulle. E poi c'è il successo che lo allontana da sè stesso. Si sente un'automa quando si esibisce davanti ad un pubblico che lo sente vicino ma lui non sente più sè stesso. Le medicine per l'epilessia, il successo, la sua emotività [...] Vai alla recensione »

domenica 22 maggio 2011
Nemesis

Grandissimo film. La Regia e la fotografia sono spettacolari e l'interpretazione di Sam Riley è ottima. Ve lo consiglio vivamente per due ragioni in particolare: 1) l'atmosfera e la musica dei Joy Dision sono state colte in pieno, con una rappresentazione storica straordinaria 2) Andando oltre all'aspetto della biografia fedele, il film cavalca degnamente quello che fu il pensiero [...] Vai alla recensione »

martedì 6 marzo 2012
Rosario Velardi

Bisogna aver amato gli anni 80,bisogna aver amato gli alfieri di quegli anni,ovvero i Joy Division per apprezzare questo capolavoro di decadentismo.Ian Curtis e i suoi Joy Division sono stati l'anima più dark di quegli anni,il lato più angosciante della new wave inglese,la loro musica aveva dentro le coordinate per quello che poi si sarebbe trasformato in tragedia.

sabato 6 ottobre 2012
Alex41

Per i fan dei Joy Division, ma soprattutto di Ian Curtis, è un ottimo film imperdibile, molto toccante in molti punti e con tanta ma tanta musica punk. "Love Will Tear Us Apart", "Disorder" o "Transmission" sono solo alcuni dei tanti capolavori racchiusi in questo bellissimo film su una delle più grandi (forse la più importante) band post-punk della [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 maggio 2017
Parsifal

Realizzato da Anton Corbin, fotografo e regista di elevato livello tratto dal romanzo di D. Curtis ( che oltretutto non ha approvato la stesura definitiva del film, ritenendola lesiva per sè stessa e per Ian stesso) , illustra la biografia artistica e personale del leader dei Joy Division, gruppo seminale della corrente post- punk britannica.

sabato 19 marzo 2011
Shebangsthedrums

Posso solo consigliarlo a tutti, così, anche a chi non è un fan dei Joy Division, come fosse una scatola chiusa. Apritela e non potrete che essere soddisfatti.

lunedì 23 maggio 2011
Dandy

Esordiendo nel lungometraggio dopo una gavetta da fotografo e autore di videoclip,Corbijn si basa sull'autobiografia "Così lontano,così vicino" scritta dalla moglie di Curtis Deborah Woodruffe.Ma oltre al ritratto tormentato e dolente del frontman dei "Joy Division",mira al senso dell'esperienza new wawe,l'ultima grande rivoluzione rock del Novecento.

mercoledì 16 settembre 2009
Areknames

Ho conosciuto la musica dei Joy Division negli anni 80 dopo la morte di Ian Curtis e questo film mi ha fatto conoscere il dramma dell'amore, la vita, l'epilessia, la frenesia portata dal dubbio eterno e drammatico del presente che incarna il dolore. Un gran bel film in tutti i sensi, ottima la scelta del bianco e nero. Oh merda tu che inali odori sgradevoli non mi confondere nella realtà che pare [...] Vai alla recensione »

martedì 27 novembre 2012
dead billy

Ho letto proprio su questo sito un commento a questo film in cui si consigliava di ascoltare qualche canzone dei Joy Division prima di guardare il film, così che si possano capire meglio le atmosfere respirate nel film. Io farei una piccola modifica, se mi viene permesso (o anche in caso contrario, direi): se avete mai in vita vostra apprezzato i Joy Division non guardate questo film, o guardatelo [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 aprile 2011
Carrol

non vorrei che "il mito" joy division condizionasse troppo i giudizi circa il film... non può che farmi piacere l'entusiasmo che leggo attorno all'effimero fenomeno ian curtis però devo amettere che il film non mi ha coinvolto più di tanto. E' semprata la storia di una boy-band più che di un fenomeno musicale, non è stato ben delineato il momento [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 luglio 2009
yumi91

Girato in vari paesi, racconta la vita di Ian Curtis, leader di un gruppo musicale di Manchester: i Joy Division che fondò con altri tre amici alla fine degli anni ’70. Film in bianco e nero senza lieto fine ma molto coerente con la vera storia di Ian, ragazzo di 24 anni, malato di epilessia e in continua depressione. Anche l’esordiente Sam Risley rispecchia quasi alla perfezione il personaggio che [...] Vai alla recensione »

Frasi
"il passato è già parte del mio futuro e il presente è fuori dal mio controllo"
Una frase di Ian Curtis (Sam Riley)
dal film Control
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Nel film «Control» il fotografo e regista esordiente Anton Corbijn racconta il dramma di Ian, cantante dei Joy Division. Tenero e indifeso, vittima del suo passato, si suicidò a 23 anni È tenero e indifeso lo Ian Curtis di Control (Gran Bretagna, Usa, Australia e Giappone, 2007, 122'). Lo è nel suo modo d'amare, di soffrire, di fuggir via dalla fatica d'esistere.

Roberto Nepoti
La Repubblica

La breve vita di Ian Curtis, leader dei Joy Division morto suicida a 23 anni. Dirige il fotografo di gruppi e rockstar Anton Corbijn: e ne ricava un film bello e doloroso, profondo e struggente. Innanzitutto lo ha girato in un bianco e nero "d' epoca", che fissa sulla pellicola l' Inghilterra di fine anni 70 nello stile del Free Cinema. Anche il protagonista è nella linea dei "giovani arrabbiati" della [...] Vai alla recensione »

Peter Travers
Rolling Stone

Rock photo guru Anton Corbijn hits all the right notes in his remarkable feature-directing debut. His muse is Ian Curtis (a knockout Sam Riley), the epileptic lead singer of the Brit punk band Joy Division, who hanged himself in 1980 at twenty-three. Samantha Morton plays the wife who helped him fight his demons, and Tony Kebbell excels as the band manager.

Simon Reynolds
The New York Times

THE mystique surrounding Joy Division has always been way out of proportion to its record sales. Far bigger bands, like the Clash and Pink Floyd, are still waiting for their biopics, but this post-punk cult band from Manchester, England, has two to its name. The first, the bright, hyper-active ''24 Hour Party People,'' from 2002, couldn't be further in mood from the lustrous monochrome and stillness [...] Vai alla recensione »

Antonio Lodetti
Il Giornale

Un bianco e nero che rimanda a Manchester, alla frustrazione di tanti boys che scelgono per vivere e morire un suono violento, che parte dal punk e si sparge come new wave. Control è la storia di ordinaria follia, o di folle normalità, dei Joy Division e del loro leader Ian Curtis giocata in equilibrio tra avventura, realtà e musica. Il mondo dell’epilettico Curtis - tanto grande da diventare un’icona [...] Vai alla recensione »

A. O. Scott
The New York Times

In 1973, when we first encounter him, Ian Curtis (Sam Riley) is a lanky schoolboy in Macclesfield, a red-brick English town outside of Manchester, with intense but not unusual interests. Apart from cigarettes and his best friend’s girlfriend (whom he will shortly marry), these are mainly musical and literary. In his debut film, “Control,” about the last seven years of Mr.

Boris Sollazzo
DNews

Piaceri sconosciuti. Sono quelli che si provano guardando Control ed è il nome dell'album che lanciò i Joy Division di Ian Curtis (nome provocatorio: viene dalle divisioni della gioia, le prigioniere dei lager condannate a soddisfare sessualmente i soldati tedeschi), gruppo post punk e dark pop che passato come una meteora nella storia della musica ha lasciato un segno indelebile.

Dennis Lim
The New York Times

IAN CURTIS, the frontman of the beloved post-punk British band Joy Division, has been dead 27 years, longer than he was alive, but his moment in the film spotlight has only now arrived. Mr. Curtis hanged himself on May 18, 1980, two months shy of his 24th birthday and on the eve of what would have been his band's first American tour. The Joy Division story, a sacred narrative to legions of cultish [...] Vai alla recensione »

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