| Titolo originale | The Wind That Shakes the Barley |
| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia, Irlanda, Gran Bretagna |
| Durata | 124 minuti |
| Regia di | Ken Loach |
| Attori | Cillian Murphy, Pádraic Delaney, Liam Cunningham, Orla Fitzgerald, Mary O'Riordan Mary Murphy (II), Fiona Lawton, Laurence Barry, Damien Kearney, Frank Bourke, Myles Horgan, Martin Lucey. |
| Uscita | venerdì 10 novembre 2006 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,19 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 14 maggio 2020
Nonostante L'Irlanda del Nord sa uscita dalla spirale del terrorismo, Ken Loach decide di riaprire una ferita ormai suturata. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, In Italia al Box Office Il vento che accarezza l'erba ha incassato 1,6 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Irlanda 1920. Contadini e operai delle campagne si uniscono per reagire agli uomini dell'esercito britannico sbarcati in forze sull'isola per impedire qualsiasi tentativo di rivendicazione di indipendenza. Damien, che sta per partire per Londra per consolidare la sua professione di medico, decide di restare per lottare a fianco del fratello Teddy. Lo scontro porterà alla firma di un trattato con gli inglesi. Ma non tutto sarà finito perché la vittoria è solo apparente. Saranno le famiglie stesse a dividersi tra chi si ritiene soddisfatto del risultato conseguito e chi invece pensa che l'oppressione abbia solo mascherato la propria strategia.
In un'epoca in cui il terrorismo domina le news del mondo e in cui l'Irlanda del Nord sembra definitivamente uscita dalla spirale di odio che l'aveva avviluppata sino a pochi anni fa, può suonare strano che un regista come Ken Loach vada a riaprire una ferita apparentemente ormai suturata. Usiamo questo termine chirurgico perché non è sicuramente casuale il fatto che il protagonista sia un medico. Un giovane che sta per lasciare il Paese ma che non può non reagire dinanzi a episodi di brutale sopraffazione. Questa volta non è il 'comunista' Loach che narra ma il 'britannico' Ken nato nel Warwickshire che va ad indagare le dinamiche che conducono una persona dotata di cultura e di valori ad impugnare le armi per difendere i deboli contro le prevaricazioni di un Impero.
Michael Collins di Neil Jordan ci aveva mostrato il percorso inverso (da terrorista a firmatario di un accordo 'politico'). Il Damien di Loach potrebbe diventare un tranquillo borghese; si troverà invece a confrontarsi su sponde opposte con il proprio stesso sangue. "È facile sapere contro cosa si combatte. Più difficile è sapere in cosa davvero si crede" scriverà. Loach ne è consapevole e in questo film più che mai finisce con l'interrogarsi sulle ragioni degli uni e degli altri, non però certamente su quelle degli occupanti inglesi. Su quelle ha idee ben chiare.
A pochi anni di distanza da “Terra e libertà”, sulla guerra civile spagnola, Ken Loach torna a pescare dalla sanguinosa storia del Novecento. Stavolta il regista inglese si muove tra i patrioti irlandesi e gli occupanti inglesi nel secondo decennio del secolo scorso: anche qui si tratta di uno scontro frontale, che obbliga Loach a prendere una posizione.
Dovunque ci siano storie di oppressi ed oppressori, ingiustizie e ribellioni, povertà e dolore, sfruttamento e violenza; lotta armata, fame, licenziamenti, disoccupazione, immigrati clandestini, donne abbandonate, adolescenti senza futuro, innamorati divisi da religione e origine, ovunque si annidino le colpe dei mondo e la speranza o l'impossibilità del riscatto, si può essere sicuri che arriva lui, [...] Vai alla recensione »