Election 2

Film 2006 | Thriller 95 min.

Anno2006
GenereThriller
ProduzioneHong Kong
Durata95 minuti
Regia diJohnnie To
AttoriMark Cheng, Albert Cheung, Nick Cheung, Louis Koo .
TagDa vedere 2006
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Johnnie To. Un film Da vedere 2006 con Mark Cheng, Albert Cheung, Nick Cheung, Louis Koo. Genere Thriller - Hong Kong, 2006, durata 95 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
La parabola mafiosa della triade Wo Sing assume una connotazione politica sempre più chiara nella visione di To.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 9 gennaio 2017
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 9 gennaio 2017

Dopo due anni a capo della Triade Wo Sing, Lok deve cedere il passo. Tuttavia, contrariamente al volere della tradizione, Lok intende ricandidarsi per un secondo mandato. Gli anziani dapprima cercano di dissuaderlo, quindi indicano in Jimmy - businessman danaroso defilato dagli affari interni mafiosi - il candidato ideale. Jimmy intende rifiutare, ma un rappresentante del governo cinese lo dissuade.
Il film più esplicitamente politico di Johnnie To, in cui l'elaborazione del post-1997 (anno del passaggio di Hong Kong alla Cina) si concretizza in una riflessione radicale, improntata a un realistico nichilismo. La metafora del primo capitolo Election, con la società mafiosa Wo Sing come simbolo della precaria struttura politica hongkonghese, brandello di democrazia elettiva residua concesso dalla Cina, prende corpo in Election 2 con l'ingresso in scena de facto del governo cinese. To non ricorre a molti giri di parole per rappresentare l'ingerenza di Pechino negli affari di Hong Kong attraverso il personaggio di Shi e la sua interazione con Jimmy. Se il discorso figurato fila - ed è lecito concedere un simbolismo così esplicito e coraggioso, giustificato dal coinvolgimento politico dell'autore - quello più strettamente filmico vede un'ulteriore evoluzione del linguaggio rispetto al primo capitolo. Meno rimandi a Il padrino in favore di un'elaborazione più personale, che vede proprio in Jimmy, un damerino che smercia DVD porno su vasta scala prestato al mondo dei gangster, l'uomo chiave per rappresentare la nuova generazione di Hong Kong.
Priva di un'identità certa e di una tradizione a cui aggrapparsi, annichilita dalla presenza della Madre Cina, guidata dal denaro e dal guadagno facile (il sicario di Jimmy non fa che ribadire "money" nel suo intercalare e di come sia disposto a tutto purché pagato profumatamente). Il bastone del comando, scettro ideale che faceva brillare gli occhi di Lok nel primo capitolo, assomiglia sempre più a un ridicolo orpello del passato, sepolto più per ribadirne lo stato di reliquia che per nasconderlo ai nemici.
La natura grottesca della parabola illustrata da To si rispecchia nel linguaggio adottato, con primi piani quasi fish-eye a deformare i volti dei gangster e a esasperarne l'affanno animalesco. E con il grandguignol senza precedenti - a parte i famigerati e vietatissimi titoli della Categoria III hongkonghese - delle esecuzioni mafiose così insostenibile da richiedere l'intervento di una musica extra-diegetica per alleggerirne l'effetto sullo spettatore.
Il massacro tra le gang non prelude più a una corsa verso il primato, ma assomiglia a una lotta sanguinaria e fratricida tra cani, mentre fuori dalla fossa un invisibile artefice (dall'identità oltremodo certa) assiste e decide. Il tentativo di espiazione di Jimmy, che passa da efferatezze estreme per affrancarsi come uomo d'affari, si arena di fronte alla nuova realtà, in cui fare il gangster ad libitum diviene un obbligo oneroso da espletare. Cinema polemico e politico, violento quanto lucido e necessario.

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2 anni sono passati ed è di nuovo tempo di elezioni. La fratellanza dei membri anziani è chiamata a nominare il nuovo presidente e l'unico candidato sembra essere ancora Lok, ma un 2° mandato andrebbe contro la tradizione. Il giovane Jimmy, che aveva avuto un ruolo determinante nella vittoria di Lok, si fa avanti e sembra avere tutte le carte in regola per battere il suo boss. Il 2° capitolo conferma la regia impeccabile di To nell'evoluzione dei personaggi del 1° film. L'avidità, il potere e la spartizione di esso, ma anche l'onore rinnegato e tradito, le tradizioni calpestate sono tutti elementi che fanno parte del gioco: vincerà chi si dimostrerà più spietato nella resa dei conti finale.

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