U-Carmen

Film 2005 | Musicale 120 min.

Anno2005
GenereMusicale
ProduzioneSudafrica
Durata120 minuti
Regia diMark Dornford-May
AttoriPauline Malefane, Andile Tshoni, Zweilungile Sidloyi, Lungelwa Blou, Andiswa Kedama .
Uscitavenerdì 13 gennaio 2006
MYmonetro 2,94 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Mark Dornford-May. Un film con Pauline Malefane, Andile Tshoni, Zweilungile Sidloyi, Lungelwa Blou, Andiswa Kedama. Genere Musicale - Sudafrica, 2005, durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 13 gennaio 2006 - MYmonetro 2,94 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una "Carmen" sudafricana con libretto riscritto in lingua locale non si era ancora vista. L'esperimento, pur con qualche incongruenza, può dirsi riuscito Il film è stato premiato al Festival di Berlino, In Italia al Box Office U-Carmen ha incassato 14,4 mila euro .

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Consigliato sì!
2,94/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,88
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO NÌ
Una "Carmen" sudafricana con libretto riscritto in lingua Xosa.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Da quando Prospero Merimee scrisse il suo breve romanzo e da quando il soggetto divenne il libretto di una delle opere liriche più note al mondo, il nome di Carmen è indissolubilmente associato al connubio tra passione amorosa e morte. Il cinema si è ispirato palesemente a questo personaggio in numerose occasioni (da Chaplin a Rosi passando per Saura e Godard solo per citarne alcuni) offrendoci anche una Carmen di colore (Carmen Jones) e una con i capelli fulvi di Rita Hayworth (Gli amori di Carmen). Non aveva però' mai osato 'riscrivere' il libretto dell'opera (conservando intatte le musiche) per tradurlo in una lingua del tutto particolare come lo Xosa parlato nelle township di Cape Town. Mescolando recitativi del tutto originali, le musiche di Bizet e i ritmi tradizionali sudafricani il film ci offre uno sguardo inedito sul sudafrica post-apartheid. A volte fatica a fondere le suggestioni provenienti da un'opera francese, in cui si racconta una vicenda spagnola, con le baracche e le abbondanti forme della protagonista e delle sue compagne ma nel complesso si presenta come un esperimento interessante proprio per la scelta anomala (per chi non riesce a staccarsi dagli stereotipi culturali) che si è messa in atto.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Versione filmata di uno spettacolo di grande successo in idioma Xhosa messo in scena dalla compagnia Dimpho Di Kopane ("talenti combinati"), fondata a Città del Capo nel 2000 dal regista e dal direttore d'orchestra Charles Hazlewood. La musica di G. Bizet è arrangiata e mescolata con canzoni popolari sudafricane. Sceneggiata dal regista con 2 attrici-cantanti (Kedama, Malefane), la storia segue quella del libretto con varianti. Manca ovviamente la corrida, dunque il personaggio di Escamillo (ma viene ucciso un toro); don José si chiama Jongi e fa il poliziotto; i contrabbandieri del 3° atto spacciano droga in pillole. Fotografia (Giulio Biccari) di stile semidocumentaristico con cineprese super16 leggere. Girato a Seville, quartiere della township (baraccopoli abitata da neri) Khayelitsha con la partecipazione di 1000 comparse. Carmen è Malefane, mezzosoprano dai primi piani intensi e dalle curve ridondanti che sarebbe piaciuta a Fellini, ma anche i cantanti maschi che sbavano per lei hanno la panza (i canoni occidentali in voga oggi di una bellezza corporea dalle linee sdutte non sono universali...). Della fatale protagonista si sottolinea l'assillo di libertà. Lo sfondo realistico della township ha forza e senso nella 1ª parte, ma nella 2ª si stempera in una prolissità ripetitiva. Belle invenzioni audiovisive (la sequenza notturna dei contrabbandieri, il finale), ma la regia appare insicura nel passaggio dal palcoscenico alla realtà del contesto. Inatteso Orso d'oro a Berlino 2005.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Cabona
Il Giornale

Quasi un anno fa U-Carmen eKhayelitsha dell'inglese Mark Dornford-May vinceva l'Orso d'oro. Eppure non era parsa una grande trovata portare sullo schermo l'opera lirica di Bizet in lingua xhosa, ambientandola in una baraccopoli sudafricana; per giunta il terzomondismo peloso del Festival di Berlino, teleguidato dal governo tedesco (come quello del Festival di Cannes è teleguidato da quello di Parigi) [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Tra i personaggi archetipici, la Carmen di Mérimée è uno dei più rappresentati dal cinema, “muto” e “sonoro”. Il secondo ha prodotto anche varie versioni del melodramma di Bizet, tra cui una di Francesco Rosi e “Carmen Jones”, già interpretata da attori di colore. Con Carmen eKlurvelitsìia, inatteso (ma non immeritato) Orso d’oro alla Berlinale 2005, siamo di fronte a un’esperienza davvero sui generis: [...] Vai alla recensione »

Leonardo Jattarelli
Il Messaggero

Da un lavoro teatrale già portato in tournèe per mezzo mondo dalla compagnia sudafricana Dimpho di Kopane, il film-opera U-Carmen eKhayelitsha, primo lungometraggio dell’inglese Mark Dornford-May premiato a Berlino con l’Orso d’Oro, va ben oltre la trasposizione dal monumentale capolavoro di Bizet e la resa estetica di una pellicola che trattiene in sè tutte le suggestioni ma, a volte, anche il corto [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Questo strano titolo u-Carmen eKhayelitsha significa semplicemente «la Carmen di Città del Capo» e trasferisce con molta libertà l'azione del melodramma di Georges Bizet dall'800 sivigliano all'odierna metropoli sudafricana. Un'operazione opposta alla stupenda «Carmen» filologica e neorealista di Francesco Rosi (1984); e analoga, invece, a quella che fece Otto Preminger ambientando il suo «Carmen Jones» [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
L'Espresso

Vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino 2005, il film sudafricano si ispira alla “Carmen” di Bizet-Mérimée ed è interpretato dagli attori della compagnia teatrale Dimpho Di Kopane (il nome significa “talenti combinati”). L’opera di Bizet, re-ambientata nel presente di una popolosa metropoli assediata dalla miseria, è stata adattata a una cultura, una lingua e un mezzo diversi; la corrida è stata eliminata. [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

Sud Africa, bassifondi di Khayelisha. Carmen seduce un poliziotto e lo porta sulla via della perdizione, anche letterale, viste le “strade” che frequenta. Quando lui si accorge che lei ha un altro, perde la testa. Ebbene sì, è quella Carmen lì, spirito libero di Siviglia raccontato da Mérimée e immortalato da Bizet. Con un piccolo particolare: dall’Andalusia il regista Mark Dornford-May sposta tutto [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Una Carmen sudafricana. Sempre da Bizet e Mérimée, ma ambientata oggi, in una cittadina a pochi chilometri da Città del Capo, Khayekitsha, e cantata in una delle lingue della regione, lo xhosa. Carmen fabbrica sempre sigarette e dopo una rissa con le compagne viene arresta da un don José di nome Jongiknaya un massiccio poliziotto anche lui di colore, come tutti lì, che se ne innamora, la lascia libera [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

A parte l'aspro Mapantsula (atrocemente tradotto da noi Akrikander, da un incolpevole tipo di mucca boera), il cinema sudafricano che lottò contro l'apartheid non fu molto aiutato dall'Italia (era gli anni in cui Galliani trafficava per il suo padronicino con i razzisti). Ora le cose sono cambiate, ma guarda caso la freddezza rispetto al cinema africano resta intatta.

Jacopo Barozzi
Il Mucchio

Una storia di amore, passione, morte: quella che Bizet prese a prestito dalla novella di Prosper Merìmée, Carmen, per renderla una delle opere liriche più celebri, drammatiche e variopinte della storia del melodramma. In primo piano il carattere e la volubilità tragica della protagonista che seduce e distrugge, a ogni livello, un ufficiale nei quartieri popolari di Siviglia, lo abbandona per un altro [...] Vai alla recensione »

winner
orso d'oro
Festival di Berlino
2005
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