| Anno | 2001 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Francia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Étienne Chatiliez |
| Attori | Sabine Azéma, André Dussollier, Eric Berger . |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,19 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 24 gennaio 2020
Tanguy è il nome del figlio ventottenne di una coppia: intellettualmente dotato, ma anche affascinante, ha un solo problema: non intende andarsene da casa.
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Tanguy è il nome del figlio ventottenne di una coppia. Intellettualmente dotato (Normale Superiore, master in filosofia e in giapponese e con una tesi in cinese in corso di stesura) ma anche affascinante (i genitori hanno perso il conto delle sue conquiste femminili). Con un solo problema: non intende andarsene da casa. Il suo interesse per la lingua cinese sembra però aprirgli nuovi orizzonti: partirà per stabilirsi a Pechino. Quando arriva il contrordine (con un rinvio della partenza di almeno un anno) sua madre, Edith, esplode. Non sopporta più la presenza del figlio in casa e, anche se avverte del rimorso per i sentimenti che prova, decide di forzare i tempi. In accordo con il coniuge mette in atto tutte le strategie possibili per far sì che il ragazzo si senta a disagio nella vita familiare. L'obiettivo verrà raggiunto? Commedia forse non perfetta e con qualche compiacimento di troppo. Sicuramente però ha trovato un bersaglio più che mai adatto alla satira che viene condotta grazie a un terzetto di attori in sintonia. Il tutto raccontato con il giusto tasso di acidità.
Quante madri dicono al loro piccolino: «Sei l'amore della mamma. Se vuoi, potrai restare con me per sempre». E se, una volta cresciuto, il pargolo le prendesse alla lettera? è quanto accade ad Edith e, di conseguenza, a suo marito Paul nel graffiante e divertente Tanguy di Etienne Chatillez. Tanguy è il nome del loro figlio ventottenne. Intellettualmente dotato (Normale Superiore, master in filosofia e in giapponese e con una tesi in cinese in corso di stesura) ma anche affascinante (i genitori hanno perso il conto delle sue conquiste femminili). Con un solo problema: non intende andarsene da casa. Il suo interesse per la lingua cinese sembra però aprirgli nuovi orizzonti: partirà per stabilirsi a Pechino. Quando arriva il contrordine (con un rinvio della partenza di almeno un anno) sua madre, Edith, esplode. Non sopporta più la presenza del figlio in casa e, anche se avverte del rimorso per i sentimenti che prova, decide di forzare i tempi. In accordo con il coniuge mette in atto tutte le strategie possibili per far sì che il ragazzo si senta a disagio nella vita familiare. L'obiettivo verrà raggiunto? André Dussolllier e Sabine Azéma conducono con grande abilità e leggerezza il gioco indossando i panni dei due genitori. La famiglia è di estrazione borghese e facoltosa ma il problema non si pone solo a livello di classi sociali elevate. Etienne Chatillez lo sa e decide di giocare con gli spettatori che condividono questa situazione. Uno di loro ha scritto a un magazine francese in Internet: «Film geniale ma stressante quando uno vive con i suoi, ha 25 anni e dovrà restare con loro per almeno altri due. Non vedrò più i miei genitori con gli stessi occhi di prima». Esagera un po' ma è certo che il film, che in Francia ha ottenuto il successo da parte del pubblico e buone recensioni, tocca un punto debole della famiglia così come si sta configurando nella nostra civiltà. Lo fa con il sorriso sulle labbra ma anche con un po' di acido corrosivo.
TANGUY (FR, 2001) diretto da éTIENNE CHATILIEZ. Interpretato da SABINE AZéMA, ANDRé DUSSOLLIER, ERIC BERGER, HéLèNE DUC, AURORE CLéMENT, ANDRè WILMS, JEAN-PAUL ROUVE A ventott’anni Tanguy Guetz è un giovane estremamente brillante e intelligente: due lauree, una tesi in preparazione sulla filosofia cinese, sa a manetta il giapponese, [...] Vai alla recensione »
Per molti decenni i figli non vedevano l'ora di emanciparsi dalla convivenza con i genitori; oggi non vogliono più lasciare il domicilio di mamma e papà. È un dato statistico di cui c'informano, da un bel po', i settimanali; e Chatiliez, che fino dal suo debutto ( La vita è un lungo fiume tranquillo) è attento a cogliere l'aria del tempo per friggerla in divertenti commedie di costume, ha pensato di [...] Vai alla recensione »