| Titolo originale | Trolösa |
| Anno | 2000 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Svezia |
| Durata | 155 minuti |
| Regia di | Liv Ullmann |
| Attori | Erland Josephson, Lena Endre, Krister Henriksson, Thomas Hanzon, Michelle Gylemo, Juni Dahr Philip Zandén, Thérèse Brunnander, Marie Richardson, Stina Ekblad, Johan Rabaeus, Jan-Olof Strandberg, Björn Granath, Gertrud Stenung, Åsa Lindström. |
| Tag | Da vedere 2000 |
| MYmonetro | 3,36 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 settembre 2019
Uno scrittore che vive su un'isola combatte il ricordo di una vicenda amorosa. L'uomo chiama Bergman e una voce gli parla. Le consente di diventare un...
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CONSIGLIATO SÌ
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Uno scrittore che vive su un'isola combatte il ricordo di una vicenda amorosa. L'uomo chiama Bergman e una voce gli parla. Le consente di diventare una donna, un'attrice che chiama Marianne. Grazie a lei la storia prende forma. Marianne è felicemente sposata con Markus, un direttore d'orchestra di successo. Hanno una figlia di nove anni, Isabelle. Il migliore amico di Markus è David, già due volte divorziato. David frequenta spesso la casa dei degli amici e una sera, mentre Markus è assente, Marianne sente di provare attrazione nei confronti di David. Nonostante le resistenze il loro diviene amore pieno. Ma Markus entra in gioco in modo inatteso deciso a non perdonare. Film 'con' e 'senza' Bergman. 'Con' perché di Bergman sono il soggetto e la sceneggiatura. 'Senza' perché la Ulmann è come se ne avvertisse l'assenza e cercasse di sostituirne lo sguardo senza cercare vie originali per il proprio film. Ne deriva così un film senz'altro interessante ma irrimediabilmente 'datato'. Siamo di fronte a una fotocopia di qualità che lascia però aperti due quesiti: 1) perché il Maestro non torna dietro la macchina da presa? 2) perché gli attori che a lui devono la loro fortuna non si decidono a recidere il cordone ombelicale? L'età ormai ce l'hanno.
Un film eccezionale, reale e profondo. Splendido il rapporto dei personaggi con Bergman. Una prova non scontata o moralistica su di un tema viscerale e delicato. Trovo giusto che la Ullmann abbia mantenuto il linguaggio del Maestro, il linguaggio che conosceva meglio dando vita ad un'opera splendida, commovente, che tocca corde profonde dell'anima. Dolorosissimo.
Il protagonista de L'infedele, Erland Josephson, si chiama Bergman, e non per caso: sceneggiatura e dialoghi del film sono scritti da Ingmar Bergman come una confessione, come il risarcimento per un errore commesso nel passato che non ha mai potuto dimenticare né perdonarsi; la regìa è di Liv Ullmann, che è stata lungamente attrice e compagna di Ingmar Bergman ed ha avuto con lui la figlia Linn, giornalista [...] Vai alla recensione »