| Anno | 1989 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Italia |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Nanni Moretti |
| Attori | Mariella Valentini, Silvio Orlando, Nanni Moretti, Eugenio Masciari, Asia Argento Remo Remotti, Fabio Traversa, Antonio Petrocelli, Daniele Luchetti, Marco Messeri, Luisanna Pandolfi, Elena Safonova, Giovanni Buttafava, Alfonso Santagata, Claudio Morganti, Imre Budavari, Mario Patanè, Luigi Moretti, Mario Schiano, Gabriele Ceracchini, Mauro Maugeri, Raoul Ruiz, Mario Sesti, Angelo Pasquini. |
| Tag | Da vedere 1989 |
| MYmonetro | 3,52 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 17 novembre 2016
Un giocatore di pallanuoto, che è anche onorevole comunista, perde la memoria durante una partita e rischia di mandare a picco la sua squadra così come ha affossato la sua carriera politica. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Palombella rossa ha incassato 19 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Michele Apicella, onorevole del PCI, in seguito ad un incidente stradale, soffre di amnesia. Mentre partecipa con la propria squadra di pallanuoto ad una trasferta in Sicilia, alle terme di Acireale, iniziano ad affiorare i ricordi di militante, di politico e contemporaneamente quelle di lui bambino alle prime armi con quello sport...
Primo film in cui Moretti recita nei panni del politico, che successivamente calzerà nuovamente nel Portaborse e nel Caimano, Palombella rossa è forse l'opera più sperimentale e formalmente ricercata - in cui alterna inserti che rimandano alle sequenze di balletto subacqueo di Esther Williams a gag surreali con gli attori teatrali Alfonso Santagata e Claudio Morganti - dove elabora un linguaggio che restituisce bene la sovrapposizione di piani, lo stato di semiveglia che affligge il protagonista. L'intera pellicola infatti può essere letta come un lungo e interminabile sogno, spesso Michele si addormenta e si sveglia di soprassalto ma, al contempo, è una riflessione sul senso del fare politica, sui dogmatismi e sulle parole d'ordine, sulla constatazione della necessità di rimettersi in discussione.
Sin dal titolo, è piuttosto evidente la valenza simbolica - la palombella nella pallanuoto è una traiettoria arcuata e spiovente della palla, simile al volo della palomba, ovvero della colomba - e l'analogia tra linguaggio sportivo e quello politico: la partita di pallanuoto si trasforma ben presto in un campo di battaglia in cui, in una sorta di transfert il protagonista rivive il proprio autogol, avvenuto la sera prima dell'incidente, nel corso della tribuna elettorale di fronte all'incalzare di giornalisti d'assalto e alle loro incessanti domande sul senso di essere comunisti e sulle future direzioni e finalità del partito. L'amnesia che colpisce il protagonista ha necessariamente a che vedere con la crisi ideologica della sinista e preconizza l'imminente scioglimento del Partito Comunista Italiano, che sarebbe avvenuto due anni dopo, nel 1991.
Ma il film immortala anche un altro momento cruciale per la storia europea: Palombella Rossa usciva nelle sale nel settembre 1989, due mesi prima della caduta del Muro di Berlino, che rappresentava la fine della guerra fredda, il venir meno della contrapposizione tra i due blocchi occidentale e orientale, e tutto quel che ne sarebbe seguito.
Quella di Michele è un'immagine che va in frantumi, ogni tentativo di trovare risposte risolutive e di ricomporne le parti è vano, almeno quanto lo sono gli sforzi da parte della giornalista, che per mostrare la propria serietà professionale, legge ad alta voce alcuni passi del manuale del PCI, gettando il politico nella più cupa disperazione e ira.
Un film forse a tratti imperfetto, eppure lucidissimo, necessario, rigoroso.
Un giocatore di pallanuoto, che è anche onorevole comunista, perde la memoria durante una partita e rischia di mandare a picco la sua squadra così come ha affossato la sua carriera politica. Divertente metafora sulla crisi d'identità nel Pci alla fine degli anni Ottanta.
Michele Apicella (Nanni Moretti), pallanuotista e politico del PCI, diventa specchio surreale, nella cornice di una partita di pallanuoto che non termina mai, del disorientamento storico di un partito in declino. Ogni personaggio ed ogni situazione aliena a qualsiasi rigore logico divengono la metafora di una perdita di orientamento, tanto alla base quanto ai vertici dell’organizzazione.
“La partita è andata come è andata: è dalla vita che mi aspettavo di più”. Nel suo film-confessione più duro, sincero, commovente e divertente, che racconta la fatica di fare politica, di fare cinema e di vivere, Nanni Moretti è bravissimo. Un deputato del Pci, giovane, petulante e importante, al momento di rivolgere in Tv l’appello finale agli elettori prima del voto dice quanto pensa di negativo [...] Vai alla recensione »