| Titolo originale | Young Frankenstein |
| Anno | 1974 |
| Genere | Comico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Mel Brooks |
| Attori | Gene Wilder, Peter Boyle, Marty Feldman, Teri Garr, Cloris Leachman Gene Hackman, Madeline Kahn, Richard Haydn, Leon Askin, Arthur Malet, Oscar Beregi, Danny Goldman, Monte Landis, Kanneth Mars, Liam Dump, Anne Beesley, Rusty Blitz, Richard Roth, Kenneth Mars, Liam Dunn, John Madison. |
| Uscita | giovedì 30 ottobre 2025 |
| Tag | Da vedere 1974 |
| Distribuzione | Nexo Studios |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 4,06 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 11 settembre 2025
Argomenti: Povere Creature!
C'è un certo dottor Frederick Frankenstein, discendente del famoso barone Victor, che insegna medicina in una università americana e non ne vuol sapere di essere accomunato col suo famoso antenato. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, In Italia al Box Office Frankenstein Junior ha incassato 139 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Il dottor Frankenstein, nipote del celeberrimo medico, è un affermato neurochirurgo che vive e insegna in una università negli Stati Uniti ed è impegnato a far dimenticare la sua discendenza dal creatore della Cosa. Un giorno però riceve l'invito a recarsi nel castello del nonno in Transilvania a causa di un lascito testamentario. Finisce così per essere attratto dall'atmosfera del luogo, scopre il polveroso laboratorio in cui venne portato a termine l'esperimento e decide di tentare a sua volta l'impresa trafugando un cadavere per restituirgli la vita.
L'eclettismo parodistico di Mel Brooks gli fa realizzare nello stesso periodo Mezzogiorno e mezzo di fuoco e Frankenstein Junior ma è il secondo destinato a rimanere nella storia del cinema. Perché in questo caso riesce ad andare ben oltre alla parodia grazie forse anche alla collaborazione di Gene Wilder alla sceneggiatura.
La cura dei particolari è segno dell'amore che Brooks prova per il cinema che vuole prendere amabilmente in giro. Le location sono un continuo rimando ai tempi che furono.
L'arrivo del treno alla stazione viene girato sul set di Prigionieri del passato, il furto del cadavere è collocato vicino alla chiesa in cui Greer Garson si sposava ne La signora Miniver e l'assalto degli abitanti del villaggio fa uso del set de I fratelli Grimm.
Ma c'è di più: per il laboratorio Brooks richiama in servizio Ken Strickfanden (all'epoca ottantenne) che era stato scenografo sul set del film di Whale.
Tutto questo, unito a una straordinaria fotografia in bianco e nero e all'uso di musiche utilizzate nelle colonne sonore dell'epoca, conferma l'attenzione quasi maniacale nella ricostruzione del clima giusto. Su questa base si innerva un umorismo che non vuole essere dissacrante e che lascia trapelare la nostalgia senza però frenare la comicità.
Questa si dispiega grazie a un Wilder la cui nevrotica calma apparente ha modo di esplicitarsi in tutte le sue varianti sostenuta com'è dai coprotagonisti tra i quali spiccano gli occhi indimenticabili di Marty Feldman, Igor da antologia con gobba mobile in grado di permettersi degli sguardi in macchina che ricordano allo spettatore che la sua complicità è necessaria per un divertimento che è però comunque assicurato e resiste nel tempo.
Precisa rivisitazione del “Frankenstein” di James Whale, dove oltre a ripeterne le stesse tecniche (luci, colore, inquadrature) si aggiunge la componente comica, irrinunciabile per Mel Brooks. La componente comica non prende il sopravvento, anzi, è un aggiunta geniale: le atmosfere tenebrose e ansiose della storia si mischiano con le gag, creando un contrasto dal gusto prelibatissimo e sdrammatizzante; [...] Vai alla recensione »
Da oggi e fino a mercoledì, torna nelle sale, restaurato e digitalizzato, il capolavoro di Mel Brooks. «Più che una parodia, una reinvenzione critica della storia di Mary Shelley, carica di comicità che diventa, qua e là, poesia», così Morando Morandini. E neppure manca il momento di puro orrore, se è per questo: la sequenza in cui i virtuosi cittadini si scagliano tutti assieme, belve assetate di [...] Vai alla recensione »