Casco d'oro

Film 1952 | Drammatico, +16 96 min.

Titolo originaleCasque d'or
Anno1952
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia
Durata96 minuti
Regia diJacques Becker
AttoriSimone Signoret, Serge Reggiani, Claude Dauphin, Gaston Modot .
Uscitalunedì 7 novembre 2022
TagDa vedere 1952
DistribuzioneCineteca di Bologna
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,09 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jacques Becker. Un film Da vedere 1952 con Simone Signoret, Serge Reggiani, Claude Dauphin, Gaston Modot. Titolo originale: Casque d'or. Genere Drammatico, - Francia, 1952, durata 96 minuti. Uscita cinema lunedì 7 novembre 2022 distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,09 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 15 dicembre 2023

Ambientato nella Parigi di fine Ottocento fra lotte di bande rivali e balli popolari, Casco d'oro è la storia di due amanti senza speranza. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Casco d'oro ha incassato 7,1 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
4,09/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,67
PUBBLICO 3,59
ASSOLUTAMENTE SÌ
Una storia d'amore resa superlativa da due grandi attori e da un regista al suo apice artistico.
Recensione di Giancarlo Zappoli
domenica 6 novembre 2022
Recensione di Giancarlo Zappoli
domenica 6 novembre 2022

Nella Parigi di fine '800 Marie ("Casco d'oro" fa riferimento al la sua capigliatura) è l'amante del malavitoso Roland che la tratta brutalmente. Quando, in occasione di un ballo, incontra il falegname Manda il colpo di fulmine è reciproco. Roland cerca rapidamente vendetta e viene in questo coadiuvato dal capobanda Leca, un commerciante con buone entrature anche nella polizia. Leca favorisce un duello tra i due dai cui sviluppi la vicenda prenderà una svolta che metterà in pericolo l'amore di Marie e Manda.

Una storia d'amore resa superlativa da un regista al suo apice artistico e da due grandi attori.

Il soggetto del film fa riferimento a un personaggio realmente esistito. Si tratta di Amélie Hèlie che faceva parte dei cosiddetti "Apache" nel mondo della malavita parigina a cavallo tra fine '800 e inizio '900. Quando arriva nelle mani di Becker è già stato visionato e poi abbandonato da Julien Duvivier, Yves Allégret ed Henri-Georges Clouzot. Becker decide di portarlo sullo schermo a proprio rischio e pericolo perché sa che dovrà affrontare gli strali di una critica conformista che sino ad allora lo ha visto affrontare vicende contemporanee e che probabilmente non gli perdonerà il film 'in costume'.

Il che puntualmente accadrà. Ma ci sarà chi provvederà, nel giro di pochi anni, ad offrire la giusta valutazione. François Truffaut scriverà su "Cahiers du cinéma": "Casco d'oro a volte divertente, a volte tragico dimostra che si può andare oltre la parodia. Possiamo guardare al passato pittoresco e sanguinoso ed evocarlo con tenerezza e violenza".

Ancora una volta uno dei Maestri della Nouvelle Vague aveva colpito al centro. Aveva cioè compreso che quel film, che si apriva con un riferimento pittorico al Renoir pittore senza dimenticare successivamente la lezione del Renoir regista di cui Becker era stato assistente negli anni' 30, aveva tutte le caratteristiche del capolavoro sia per le scelte stilistiche che per lo stato di grazia dei due protagonisti e, in particolare di Simone Signoret.

Becker cerca solo in poche scene il sostegno della colonna sonora musicale preferendo lasciar parlare i silenzi, un dialogo essenziale e, soprattutto i primi piani dei volti insieme a delle scelte di inquadratura che mettono, ogni qualvolta ciò è possibile , Marie al centro, in posizione tale da farne un polo d'attrazione.

Perché Becker gira una storia del passato ma continuando a dare rilievo al realismo delle vicende che porta sullo schermo. "Volevo che i miei attori si comportassero come se stessero vivendo all'epoca e non come se stessero indossando dei costumi" dichiarò il regista. Questo non si riferisce solo ai ruoli principali. Ogni attore, anche l'ultima comparsa, viene seguito con la dovuta attenzione dalla camera e gli o le viene chiesto esattamente quanto dichiarato sopra.

Casco d'oro è anche un film di sguardi. D'amore, di disprezzo, di superiorità di classe, di subdolo tradimento perfettamente distribuiti nel corso del film. Per quanto riguarda il sentimento amoroso il fuori set si trovò ad incidere sulla lavorazione. In quel periodo Simone Signoret era totalmente presa da una relazione con Yves Montand che si tradusse in un matrimonio alla fine delle riprese.

Serge Reggiani ricorda che la collega, assolutamente professionale sul set, se lo lasciava totalmente alle spalle dopo l'ultimo ciak della settimana. "Dovevamo ballare il valzer nelle prima e nell'ultima sequenza ma Simone non sapeva ballare il valzer. Anziché imparare i passi, cosa che sarebbe stata relativamente facile, si precipitava a trovare Montand e tornava da noi altrettanto maldestra di quando era partita. Alla fine, durante le riprese, ho dovuto letteralmente portarla di peso, col vestito lungo che le nascondeva i piedi". Anche questo è cinema.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Uno dei più bei film di Becker.

È uno dei più bei film di Becker. Ambientato nella Parigi di fine Ottocento fra lotte di bande rivali e balli popolari, Casco d'oro è la storia di due amanti senza speranza. Il falegname Manda si innamora di Maria, Casco d'oro, già legata a uno scassinatore, Rolando il Bello, ed insidiata dal capobanda Leca. Manda prima uccide in un duello Rolando, poi si fa arrestare per difendere un amico ingiustamente accusato da Leca. Quando però scopre che Leca approfitta del suo imprigionamento per ottenere Maria, fugge dal carcere e lo uccide. È condannato a morte e Maria assiste straziata alla sua esecuzione.


CASCO D'ORO disponibile in DVD o BluRay

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 21 settembre 2014
lofamo

Film elegante come pochi nella capacità di unire due anime, di reinventare ambienti e atmosfere dell’impressionismo francese, nei ritmi svelti, essenziali scanditi dalle magistrali interpretazioni della Signoret e Reggiani. Alcune immagini restano indelebili come lo smarrimento vero, nel rifugio sul fiume, degli occhi della Signoret e nell’estasi d’amore che  non contrasta [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 marzo 2013
Luca Scialo

A Belleville vive la prorompente Marie, detta Casco d'oro per i suoi splendidi capelli biondi. Attrae un uomo da poco giunto nel villaggio, Manda, che così si inimica il suo fidanzato, il quale peraltro appartiene a una banda di malfattori locali. L'uomo arriva ad uccidere il suo rivale in amore ma da allora per lui, anzichè vivere una storia con Marie, cominceranno solo guai.  B [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 15 novembre 2022
Giuseppe Gariazzo
Duels.it

Comincia nella spensieratezza e termina nella tragedia, Casco d'oro. Nella spensieratezza di una gita in barca lungo un fiume. Nella tragedia di un'esecuzione capitale. Siamo nella Parigi di fine Ottocento, nei suoi bassifondi, nelle taverne, nei piccoli alberghi, nei caffè pieni di fumo e di musica, nei vicoli bui che si possono trasformare in set per un regolamento di conti con un vero e proprio [...] Vai alla recensione »

martedì 8 novembre 2022
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

Torna restaurato sul grande schermo, va da sé in versione originale con i sottotitoli, uno dei film migliori di Jacques Becker, fior di regista oggi poco ricordato. Parigi, fine Ottocento. La prostituta Marie, detta Casco d'oro per via degli splendidi capelli, si innamora, colpo di fulmine reciproco, del falegname Manda. Ma è legata al protettore Roland e su di lei ha messo gli occhi anche il capobanda [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 novembre 2022
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

La vita senza (più) gioia. Cerca di rincorrere il tempo dei sentimenti il cinema di Jacques Becker nel suo primo film in costume. Lo aveva già fatto con il creatore di moda e la ragazza del suo amico in Falbalas (1945), i due giovani sposi e le loro vicissitudini con il biglietto della lotteria in Antoine et Antoinette (1947), nei due ragazzi protagonisti di Le sedicenni (1949) e nelle 'scene di un [...] Vai alla recensione »

Mario Gromo
La Stampa

Un bellissimo film, vario e corposo, evidente e robusto. È: un film di malavita; ma questo ambiente e questi tipi sono visti da una umanità pensosa di quelle sorti, e che non trascura il necessario contrapposto di un po' di bene, di un po' d'aria pura. C'è il delitto e c'è l'amore, il vizio e la giovinezza, la delazione e l'amicizia; in una tessitura fitta, compatta, e qua e là con un respiro che trascende [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
venerdì 21 ottobre 2022
 

Regia di Jacques Becker. Un film con Simone Signoret, Serge Reggiani, Claude Dauphin, Gaston Modot. Da lunedì 7 novembre al cinema. Guarda il trailer »

winner
miglior film straniero
Nastri d'Argento
1956
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