Macbeth

Film 1948 | Drammatico +16 105 min.

Anno1948
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata105 minuti
Regia diOrson Welles
AttoriDan O'Herlihy, Roddy McDowall, Orson Welles, Jeanette Nolan, Alan Napier .
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,25 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Orson Welles. Un film con Dan O'Herlihy, Roddy McDowall, Orson Welles, Jeanette Nolan, Alan Napier. Genere Drammatico - USA, 1948, durata 105 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,25 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Secondo una profezia, Macbeth è destinato a diventare re di Scozia. Sobillato dalla moglie, uccide re Duncan e ne prende il posto; elimina anche Banquo.

Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
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Cinema
Trailer

Secondo una profezia, Macbeth è destinato a diventare re di Scozia. Sobillato dalla moglie, uccide re Duncan e ne prende il posto; elimina anche Banquo. Sopraffatta dal rimorso, Lady Macbeth si suicida. Il protagonista verrà ucciso a sua volta da Macduff. Il film è noto quale estremo esercizio di cinema in povertà. Una vera scommessa di Welles, grande appassionato di Shakespeare, col sistema hollywoodiano che non lo amava. La Republic prestò gli studi al "genio" che si destreggiò con un budget di soli sessantamila dollari. Tutto povero, appunto: dalla scenografia ai costumi a gran parte dei caratteristi. Giocando su contrasti e luci scure, il regista riuscì, facendo di necessità virtù, a dare la sensazione di un linguaggio buio (per nascondere le magagne) e di grande espressività.

Piero Di Domenico
lunedì 10 ottobre 2005

Al ritorno da una battaglia, Macbeth incontra tre streghe che gli profetizzano il trono di Scozia, nonostante il re Duncan abbia due figli, da considerarsi i legittimi eredi. Macbeth racconta l'incontro all'ambiziosissima moglie, che architetta di eliminare i pretendenti, cercando di convincere il marito. Quando il re Duncan arriva nel castello di Macbeth per festeggiare una vittoria, quest'ultimo pugnala il re nel sonno, facendo ricadere la colpa sulle guardie: i suoi figli, pur consapevoli della colpevolezza di Macbeth, sono costretti a fuggire e a rifugiarsi in Inghilterra. Macbeth diventa re, ma quando apprende che a succedergli sarà l'amico Banquo o il figlio Fleance, egli cerca di uccidere anche loro. Ormai perseguitato dalle ombre delle sue vittime, vedendo ovunque complotti e congiure contro di lui, Macbeth finisce con l'impazzire. L'omicidio dei familiari di Macduff, figlio di Duncan, fa muovere il re d'Inghilterra contro la Scozia: mentre lady Macbeth, anch'essa ossessionata da atroci rimorsi, si uccide, Macbeth marcia contro il nemico ma le sue truppe vengono sbaragliate e, paralizzato dal terrore, viene ucciso proprio da Macduff, che diviene così re di Scozia.

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Recensione di Stefano Lo Verme

Dopo aver assistito all'apparizione di tre streghe che gli avevano profetizzato la sua ascesa al trono di Scozia, il nobile e valoroso Macbeth, spinto dalla feroce ambizione della moglie, decide di dare una mano al destino, e nel corso della notte uccide il legittimo re per poi prenderne il posto; per Macbeth sarà solo il primo di una lunga serie di delitti allo scopo di conservare il potere.
Prodotto nel 1948 a bassissimo costo e realizzato in appena tre settimane di riprese, Macbeth è il primo adattamento cinematografico in ordine di tempo firmato da Orson Welles dalle opere di William Shakespeare, al quale seguiranno negli anni successivi Otello (1952) e Falstaff (1966). Il budget limitato del film ha costretto Welles e la sua troupe a girare l'intera pellicola all'interno di un teatro di posa, con scenografie stilizzate costruite in cartone; tuttavia, nonostante la povertà dei mezzi, il regista è riuscito a sfruttare le poche risorse a disposizione per creare una pellicola suggestiva ed affascinante, di sicuro una delle migliori trasposizioni sul grande schermo della celebre tragedia shakespeariana.
Tema centrale della storia è la parabola del personaggio di Macbeth (Orson Welles), la cui atroce scalata al potere è segnata dal sangue delle vittime che il nobile scozzese è costretto a lasciare dietro di sé, con la complicità della spietata Lady Macbeth (Jeanette Nolan). Fin dall'inizio, il mondo rappresentato nel film di Welles appare come una civiltà barbarica e selvaggia, dominata dalle leggi della violenza e dalla sopraffazione, nella quale il protagonista si ritrova trascinato da un fato oscuro e insondabile (del quale le tre streghe del primo atto sono la demoniaca personificazione).
Del resto, tutta la pellicola è immersa in un'atmosfera onirica e allucinata, accentuata dal taglio espressionistico della regia di Welles, dalle cupe ambientazioni notturne (il film si svolge quasi sempre di notte) e dalla fitta nebbia che avvolge lo scenario nel quale hanno luogo gli eventi (memorabile il castello medievale di Macbeth). La vicenda narrata assume così un carattere da autentico incubo: gli omicidi compiuti dai personaggi (e le successive visioni degli spettri dei defunti) costituiscono la proiezione dell'inferno che si nasconde nel cuore umano, fino al terribile epilogo in cui Macbeth, ormai sull'orlo della follia, vede marciare un'intera foresta contro di sé.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dal dramma (1605-06) di William Shakespeare. Per Macbeth, spinto dalla moglie, la scalata al trono di Scozia è seminata di delitti. Fin dall'incontro con le tre streghe che gli profetizzano l'ascesa e la caduta, è trasparente l'idea di Welles: Macbeth non è padrone del suo destino, quel che gli accade è una sorta di incubo. Produttivamente è una scommessa: girato in tre settimane, dopo quattro mesi di prove, in un teatro della Republic al costo di 65 000 dollari con scenografie di cartone incatramato, costumi barbarici (disegnati dallo stesso Welles), atmosfere nebbiose per mimetizzare la povertà dell'impianto, attori che parlano con accento scozzese. "È l'esito della guerra mondiale, dei genocidi, dell'inferno concentrazionario; ecco la dimensione collettiva degli eroi di Welles: sotto il coperchio di questa marmitta da streghe spinge un avvenire apocalittico" (M. Bessy). Il film divise la critica e fu ignorato dal pubblico. Ne circola anche una versione tagliata, di 89 minuti.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 3 marzo 2015
KillBillvol2

 La sete di potere, l'ossessione, la pazzia e la distruzione. Macbeth è tutto questo. E molto altro, poiché dietro la macchina da presa c'è lui, l'enorme e genio assoluto Orson Welles. L'antieroe spregevole e senza scrupoli da creatura prettamente Shakespeariana, come sarà in (quasi) tutte le altre trasposizione cinematografiche dell'opera, diventa [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 giugno 2012
Flatout

Istigato alla moglie, per conquistare il trono di Scozia Macbeth trucida il legittimo re e poi, temendo congiure ovunque, uccide l'amico Banquo e la moglie e il figlio di Macduff, convinto di essere invincibile fino a che "la foresta di Birnam non marcerà su Dunsinane". Ma la profezia fatta da tre streghesi realizzerà il giorno in cui l'esercito guidato da Macduff userà [...] Vai alla recensione »

domenica 15 maggio 2011
mondolariano

Non è vero che un’opera d’arte, per valere, deva brillare per sfarzo e ricchezza di fattura. Questo film, nella sua sobria concisione, è tagliente come la spada dello stesso Macbeth. Un mosaico di luci ed ombre gigantesche, scolpite in un bianco-nero di straordinaria efficacia drammatica. La povertà dei mezzi è giustificata da una scenografia volutamente minimalista, che trova il suo punto di forza [...] Vai alla recensione »

Frasi
"La vita non è che un'ombra che cammina…"
Macbeth (Orson Welles)
dal film Macbeth - a cura di Silvana
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mario Gromo
La Stampa

Si offenderà, Orson Welles, se gli diremo che finora, in fondo, è stato un mattatore? La, sua recitazione è quasi sempre da mattatore, e lo è la sua regia. Potrà affínarsi potrà peggiorare, ma non è certo sua dote precïpua la discrezione. Civettone, effettistico, intelligente, talvolta di talento, bastarono pochissimi film a dargli un nome. Rapidamente inviso al conformismo di Hollywood, se ne venne [...] Vai alla recensione »

Gian Piero dell'Acqua

È la tragedia scespiriana. Girato nello stesso anno in cui Laurence Olivier realizzò il suo Amleto, Macbeth è la prima versione scespiriana di Welles, che in seguito avrebbe diretto Otello e Faistaff. Fu, quello wellesiano, un Macbeth estremamente rude e quasi elementare come concezione e struttura: ma in questo trovò anche il suo fascino violento, sanguigno, istintuale.

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