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Ultimo aggiornamento martedì 15 settembre 2015
Nella Budapest di oggi una disposizione di legge, per favorire l'allevamento dei cani di razza, prevede che sui bastardi venga applicata una forte tassa. In Italia al Box Office White God - Sinfonia per Hagen ha incassato 31,3 mila euro .
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Nella Budapest di oggi una disposizione di legge, per favorire l’allevamento dei cani di razza, prevede che sui bastardi venga applicata una forte tassa. Per questa ragione molti padroni stanno abbandonando gli animali nei canili. Lili, 13 anni, deve andare a vivere con il padre a causa di un prolungato impegno di lavoro all’estero della madre. Porta con sé il suo cane bastardo Hagen ma il genitore non ha alcuna intenzione di averlo per casa e finirà per abbandonarlo in strada. Lili è sconvolta e si mette alla ricerca dell’animale. Nel frattempo Hagen sta cominciando a sperimentare il passaggio da una situazione protetta a un’altra in cui, insieme ad altri suoi simili, diviene oggetto di persecuzione.
Kornel Mundruczó ha scelto uno stile ibrido per lanciare il suo grido di allarme nei confronti di una situazione che vede sempre più crescere (in Ungheria in particolare e in Europa in generale) l’intolleranza verso la diversità. Decide così di affrontare un argomento di così forte impatto scegliendo la forma narrativa della fiaba, intersecandola con un particolare sottogenere di cinema e virando poi nell’horror. Perché Lili nella potente sequenza iniziale appare come la fanciulla inseguita da un’orda canina di cui resta il sospetto se sia la preda oppure una novella pifferaia di Hammelin. Per un ampio arco di tempo poi la narrazione si adagia sui canoni del cinema che vede protagonisti un giovane o una giovane e un animale, cioè sul cosiddetto cinema per ragazzi o per famiglie. A un certo punto però la vicenda prende una svolta verso l’horror con venature di splatter. Tutto questo (nonostante la presenza di un protagonista canino davvero efficace anche se inizialmente un po’ troppo uggiolante) finisce con il far perdere efficacia al complesso della narrazione. Ci si chiede cioè che tipo di film si stia vedendo e quando si crede di aver raggiunto una definizione si viene smentiti. Questo di per sé non sarebbe un difetto, quando però la regia si mostra in grado di gestire le variazioni. Mundruczó non sembra esserne sempre in grado. Nota a margine: il titolo vuole fare riferimento al fatto che i bianchi pensano che Dio debba essere bianco.
Il film percorre le principali difficoltá che possono incontrare i cani, come l'abbandono, i combattimenti e il randagismo. Hagen sembra un eroe vendicativo: ha ucciso l'accalappia cani per via del trattamento che subiscono i randagi per come vengono catturati e maltrattati nei canili. Ha ucciso la vicina di casa del padre di Lili perchè era una donna bugiarda e le sue bugie hanno dato inizio alle [...] Vai alla recensione »
Ecco un film dove un inseguimento tra cani e accalappiacani è più emozionante di tutte le bagarre di Fast & Furious . Vincitore del Certain Regard a Cannes, White God del magiaro Mundruczò sembra le versione incattivita delle pellicole hollywoodiane con cani e bambini. Una legge per la protezione della razza (e i riferimenti all'avanzata elettorale del partito Jobbik non saranno casuali) impone una [...] Vai alla recensione »