| Titolo originale | The last exorcism |
| Anno | 2010 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA, Francia |
| Durata | 87 minuti |
| Regia di | Daniel Stamm |
| Attori | Patrick Fabian, Ashley Bell, Iris Bahr, Louis Herthum, Caleb Landry Jones Tony Bentley, John Wright Jr, Shanna Forrestall, Justin Shafer, Carol Sutton, Victoria Patenaude, John Wilmot, Becky Fly, Denise Lee, Logan Craig Reid, Sofia Hujabre, Adam Grimes, Cy Fahrenholtz, Geraldine Glenn, Cynthia LeBlanc, Elton LeBlanc. |
| Uscita | venerdì 3 dicembre 2010 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,43 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 28 settembre 2016
Un ministro evangelico accetta di fare filmare il suo ultimo esorcismo da una troupe di documentaristi. Qualcosa però andrà storto. In Italia al Box Office L'ultimo esorcismo ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 1,8 milioni di euro e 820 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Baton Rouge. Il reverendo Cotton Marcus, che appartiene a una famiglia di ministri del culto da quattro generazioni, ha una crisi di fede che viene ben occultata dai suoi sermoni sempre coinvolgenti e ricchi di trovate. Chiamato un giorno per un esorcismo nel cuore della Louisiana porta con sé una mini troupe (cameraman e tecnico del suono) per provare che i cosiddetti posseduti non sono in realtà altro che malati bisognosi di cure psichiatriche. Aggiunge anche alcuni trucchi che dovrebbero servire a suggestionare la giovanissima Nell. La sua situazione familiare non è delle migliori. Il padre beve e la situazione, come afferma il fratello, è precipitata dopo la morte della madre.
Dai tempi di Blair Witch Project ne sono passati di anni così come si sono succeduti falsi documentari miranti a ricreare situazioni in cui le presenze occulte e/o demoniache mettessero in scena le loro manifestazioni grazie a uno stile di ripresa convulso e spesso privo di regole. È quanto accade in questo film che risulta al contempo interessante e scontato. Interessante perché l'assunto iniziale è quello di intervenire con la razionalità laddove il cinema ha sempre spinto sull'acceleratore delle reazioni più viscerali. Lo stesso paesaggio diviene parte della narrazione accentuando la minaccia con il suo degrado ambientale mentre il ministro del culto si è prefisso il compito di vanificarne la portata riducendo il tutto a un caso clinico. Ciò che invece vi è di scontato sta nella scrittura del film, sia sul piano visivo che su quello di sceneggiatura. Perché viene da chiedersi per quale motivo in questo filone narrativo le troupe all'opera debbano nella maggior parte dei casi effettuare riprese sfocate, in controluce, mosse, buie, quasi che per convenzione il professionismo fosse stato bandito dalla loro agenda. I giovani protagonisti del film capostipite potevano permetterselo. Chi è venuto dopo un po' meno perché l'aderenza a questo stile codificato fa perdere in verosimiglianza. Così come più di un dubbio lasciano alcune sequenze in cui le telecamere risultano essere palesemente due mentre la convenzione narrativa ne vorrebbe in azione solamente una. Aggiungiamo poi che la sceneggiatura nel finale (di cui rigorosamente taceremo) si fa prendere la mano sprecando ciò che era stato costruito fino a quel punto grazie anche alla credibilità degli attori su cui spicca l'innocenza turbata dell'adolescente Ashley Bell.
Un tentativo alquanto patetico di far sembrare realistica una trama e una sceneggiatura veramente senza nè capo nè coda. Va bene il falso-documentario, ma vedersi 90 minuti di film con scene perennemente scure e sfocate nelle quali non si capisce niente di cosa succede, è veramente una presa in giro. Se voglio vedermi un film sfocato non spendo 7 euro, ma me lo scarico da internet. [...] Vai alla recensione »
Che boiata pazzesca. Un pasticciaccio parahorror, cugino poverissimo dell'Esorcista di trentasette anni fa, una penosa docu-fiction di fattura artigianale, sommersa di sangue, urla e sortilegi da ciarlatano. Per dare, anzi per tentare di dare, una parvenza di credibilità a una storia ovviamente inverosimile, il protagonista, ovvero il prete, si rivolge direttamente allo spettatore, fingendo di essere [...] Vai alla recensione »