| Titolo originale | G.I. Joe: The Rise of Cobra |
| Anno | 2009 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Stephen Sommers |
| Attori | Adewale Akinnuoye-Agbaje, Christopher Eccleston, Joseph Gordon-Levitt, Byung-Hun Lee, Sienna Miller Rachel Nichols, Ray Park, Jonathan Pryce, Saïd Taghmaoui, Channing Tatum, Marlon Wayans, Dennis Quaid, Arnold Vosloo, Karolina Kurkova, Leo Howard. |
| Uscita | venerdì 11 settembre 2009 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 2,46 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 27 settembre 2016
Un gruppo di militari d'elite costituito da speciali operativi, conosciuto come G.I. Joe, che opera in segreto, combatte un'organizzazione malvagia capeggiata da un noto trafficante di armi. In Italia al Box Office G.I.Joe - La Nascita dei Cobra ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 2,8 milioni di euro e 1,1 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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In un futuro non troppo lontano la nanotecnologia ha fatto passi da gigante e consente al magnate della multinazionale MARS di vendere armi ai governi e contemporaneamente fornire le tecnologie di difesa da quelle armi, controllando così di fatto il mercato. Lo scoprono ben presto due soldati semplici attaccati mentre trasportano pericolose testate della MARS. L'unico rimedio lo offre una divisione militare segreta, i G.I. Joe: soldati altamente qualificati impiegati dal governo per missioni semi impossibili. Con loro tenteranno di impedire alla società di poter ricattare tutti i governi del mondo.
Dopo due film sui Transformers la Hasbro decide di ridare vita ad un'altra linea di giocattoli originariamente nata come parte di una strategia patriottica per fomentare il fronte interno riguardo la guerra in Vietnam e già riportata in vita con successo una volta all'inizio degli anni '80 grazie ad una serie animata per la televisione. Anche per questo infatti i soldatini arrivano al cinema non trascurando le origini nazionaliste.
Nel film di Stephen Sommers il nemico non è la guerra in sé, com'è ormai consuetudine nel cinema d'intrattenimento contemporaneo, essa è data per scontata anche perché i buoni sono una squadra speciale che con la guerra ci vive. Proprio come negli anni '60 il male sembra invece nascere dalla scienza militare, mentre la parte positiva del sistema battagliero sono i soldati, tanto che se i buoni sono guerriglieri scelti e superaddestrati come macchine i cattivi sono uomini ridotti al grado di robot da una tecnologia futuribile.
Più in generale però l'idea sembra essere quella di replicare la strategia vincente del film sui robottoni che si trasformano: realizzare un blockbuster fracassone dall'animo ironico che sappia distrarre i bambini con i botti, divertire i ragazzi con la comicità cinica, emozionare le ragazze con il sentimentalismo e intrattenere gli adulti con i corpi esibiti.
Ma se l'esperimento di Michael Bay era insperatamente riuscito nell'impresa di convincere un po' tutti quest'opera diretta dall'insipido Sommers sembra più la sua copia sbiadita, dotata delle medesime caratteristiche (che poi da sempre sono la cifra del regista di La mummia) senza però avere la potenza visiva di Bay.
Sfrenato e dissennato, G.I. Joe racconta una trama esile esile, focalizzandosi molto sulla ricostruzione delle storie personali dei singoli personaggi, creando un universo nel quale muoverli (dotato di tecnologie futuribili e organizzazioni multinazionali) e facendo culminare il racconto con la definitiva strutturazione dei due poli: da una parte l'asse del male e dall'altra i protagonisti che diventano dei "Joe". Si crea insomma il presupposto per i prossimi film, con tanto di cliffhanger finale che introduce e annuncia il secondo capitolo.
A mancare totalmente purtroppo è quel senso di "cool" tanto inseguito dal regista. Le battutine ad effetto durante le scene d'azione sono trite, i personaggi che dovrebbero essere i più desiderabili sono bamboccioni all'americana o stereotipi della cultura afroamericana mentre tutto il complesso di armi e gadget intorno ai personaggi suona giocattoloso (che forse è la cosa più appropriata) senza quell'appeal che dovrebbe e vorrebbe avere.
Sono rimasto veramente sorpreso dalle tante recensioni positive,probabilmente ho visto un altro film e non me ne sono accorto. Di certo non manca l'azione e si cerca lo spettacolo ad effetto ogni trenta secondi,talvolta anche riuscito nei combattimenti a iosa. Il pochi meriti finiscono qui. Di contro non si può parlare di sceneggiatura carente, piuttosto di assenza della medesima.
I don't know what to say about the acting, writing and directing in G.I. Joe because I couldn't find any. There were scads of pretty people posing awkwardly in military chic and tossing out lame one-liners. Take this exchange between Army pals Duke (Channing Tatum) and Ripcord (Marlon Wayans): Ripcord: "I've been thinking." Duke: "I warned you about that.