| Titolo originale | Asylum |
| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Gran Bretagna, Irlanda |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | David Mackenzie |
| Attori | Natasha Richardson, Ian McKellen, Marton Csokas, Hugh Bonneville . |
| Uscita | venerdì 15 giugno 2007 |
| MYmonetro | 2,54 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Una folle storia d'amore e di ingiustizia sociale tratta dall'omonimo romanzo di Patrick McGrath. In Italia al Box Office Follia ha incassato 272 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Stella è la moglie dimessa e gentile di uno psichiatra ambizioso, promosso vicedirettore nel manicomio di Broadmoor. Condannata dalle convezioni sociali a essere unicamente la buona moglie di un prestigioso marito, Stella cerca e trova in Edgar Stark, un paziente consumato da una gelosia psicotica, la sua ribellione. Travolti dalla vertigine dei sensi, i due amanti si incontrano in un capanno diroccato alimentando voci e sospetti. La clinica psichiatrica diventerà molto presto troppo stretta per quella passione, che li spinge alla fuga e a una clandestinità dolorosa e appassionata. Braccati implacabilmente dalle forze dell'ordine e dal reciproco passato, compieranno il loro destino nei corridoi del manicomio, sotto le cure interessate del direttore Peter Cleave. L'amore del dottore per Stella comprometterà i fragili equilibri, condannando gli amanti all'oblio.
La Stella di Patrick McGrath, trasposta sullo schermo da David MacKenzie, è in esilio in una clinica dove incontra l'amore fatale, un artista uxoricida che la corteggia e la seduce. Un uomo e un'ossessione per cui fuggire da una casa in cui viveva esclusivamente della carità del coniuge. Il marito, il figlio, i dottori, tutti sono ingannati da lei, ma lei é sempre e comunque la vittima di un gioco che la vedrà soccombere. La storia di Stella Raphael è dunque quella di un'infelice che un'idea fissa sconvolge e distrugge, ma che non rinuncia ad affermare, sia pure attraverso la consunzione fisica e psichica, la rottura con ogni convenzione borghese. Della Londra degli anni Cinquanta la protagonista non accetta le regole e respinge l'etica dei benpensanti, vivendo una passione assoluta che trascende i confini della rispettabilità. Ma c'è dell'altro. Follia non è semplicemente una storia d'amore, è quella di un'ossessione d'amore che dà le vertigini, e ancora, quella di un'ingiustizia sociale: il potere psichiatrico di classificare un individuo e diagnosticare misteriose malattie mentali, rischiando di ridurre il paziente qualcosa di meno di un essere umano. Follia è un assolo femminile a cui fanno da contrappunto tre uomini e tre "patologie": quella di Edgar, che non riesce a far tacere la gelosia e il dolore trasformandoli in azioni distruttive, quella del dottor Cleave, che esercita il potere della segregazione psichiatrica sottraendo agli amanti l'oggetto del desiderio, quella di Max Raphael, che privo di affetto e sentimento contempla la moglie come una vittima scatenata. La pulsione distruttiva di Stella attraversa il corpo statuario e sonnambolico di Natasha Richardson. Misurando i mezzi espressivi, l'attrice conduce il suo personaggio alla rovina con l'erotismo affilato e l'aura tragica di un'eroina romantica folle e immemore di sé.
Quanto e' sottile il confine fra la passione e la follia? Molto poco nell'ultimo film di David Mackenzie, "Asylum", tratto dall'omonimo romanzo di Patrick McGrath. Nella Gran Bretagna degli anni '50, un medico si trasferisce con moglie e figlio nella villetta all'interno del parco dell'ospedale psichiatrico dove ha preso impiego. La scintilla scoppiera' fra la donna e l'affascinante paziente che si occupa del giardino. Neanche a dirlo le conseguenze saranno terribili sia per il nucleo familiare che per il disturbato mentale. MacKenzie ritorna all'atmosfera morbosa di Young Adam: gli stessi amori impossibili, la stessa fotografia plumbea, la stessa interminabile ripetizione degli atti sessuali. La novita', e l'elemento piu' affascinante, e'l'ambiguita' del personaggio interpretato da Sir Ian Mckellen, che, come un entomologo dei comportamenti umani, sin dall'inizio del film tenta di manipolare la vita della madre di famiglia parlandole della passione amorosa. Purtroppo il film non regge l'importanza del romanzo di McGrath (come invece succedeva nel cronenberghiano Spider), così la costruzione dei personaggi risulta poco credibile e le situazioni drammatiche scadono nel grottesco.
Film inglese, tratto da un romanzo inglese, diretto da un regista inglese, con attori inglesi, eccetto, ovviamente, il folle artista fallito, interpretato dal neozelandese Marton Csokas. La drammaticità dell’azione è trattenuta, repressa, malcelata, in una gestualità essenziale ridotta al minimo, in una mimica facciale quasi inesistente, in dialoghi che alludono, rasentano, [...] Vai alla recensione »
Eros e Thanatos, passione e perversione, raggiungono il culmine in una tragedia d'amore vissuta negli anni Cinquanta, all'interno di un ospedale psichiatrico. Protagonista è una donna, repressa dalle costrizioni della borghesia britannica, che ricorda i tormenti di Anna Karenina e le esuberanze di Emma Bovary. A rievocare questa complessa figura femminile è il talento dello scrittore londinese Patrick [...] Vai alla recensione »